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La Spezia ospita la protesta dei presidi italiani

Al capezzale della scuola malata, gli specialisti faranno un bilancio degli ultimi venti anni, quelli dell’autonomia scolastica, per siglare idealmente un nuovo contratto sociale con le famiglie.

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La Spezia ospita la protesta dei presidi italiani

La Spezia - Se c'è un periodo in cui la scuola italiana e i suoi professori si ritrova dileggiata e schernita è questo. Fra carenze dell’organico, fatiscenza delle strutture, accorpamenti per tagliare i costi ed un’organizzazione per compartimenti stagni (il profilo dei bidelli, quello dei collaboratori amministrativi, quello dei docenti e quello dei presidi che dovrebbero... fare gli sceriffi), la scuola si ribella e lo fa chiamando in causa il Governo in carica. Una protesta che parte dall’Associazione nazionale presidi che ha organizzato per sabato 24 novembre, alla Spezia, un convegno dal titolo “ 1998-2018: Venti anni di autonomia”. Nel salone della Provincia, in via Veneto, i lavori cominceranno alle 9 con la moderazione di Santo Deldio, presidente regionale ANP Liguria.

Interverranno Luigi Berlinguer, già ministro della Pubblica Istruzione e docente universitario, Roberto Centi, formatore dell’Università di Genova e vicepreside del liceo scientifico Pacinotti, Vittorio Campione, direttore della rivista Scuola democratica, Antonello Giannelli, presidente nazionale ANP, Attilio Oliva, presidente dell’associazione TreeLLLe.
Al capezzale della scuola malata, gli specialisti faranno un bilancio degli ultimi venti anni, quelli dell’autonomia scolastica, per siglare idealmente un nuovo contratto sociale tra scuola e famiglia, allo scopo di restituire autorevolezza alla prima. Si cercherà, poi, di fare un raffronto con le scuole europee ed a tal riguardo l’europarlamentare Brando Benifei illustrerà quanto l’Europa abbia fatto per il progresso della conoscenza – si pensi, ad esempio, al Progetto Erasmus – e quanto soprattutto possa ancora fare.

La location spezzina non è una scelta casuale. Innanzitutto perché il preside Andrea Cornetto, organizzatore dell’iniziativa e membro dell’Associazione italiana presidi, vive e lavora alla Spezia. E poi c'è un precedente piuttosto significativo: è che in questa piccola provincia, trentacinque anni fa si posero le basi per la nascita dell’associazione stessa, grazie ad un meeting organizzato a Villa Marigola dal preside dell'Istituto Nautico, Abramo Spinella. Tanto tempo è passato, molte cose sono migliorate da allora, ma negli ultimi tempi la scuola italiana è di nuovo sotto accusa. La famiglia sembra abdicare, di giorno in giorno, al proprio ruolo educativo e le aule stanno diventando la cassa di risonanza di tutti i problemi sociali. “Non basta riflettere su come insegnare - ha spiegato in conferenza stampa stamani Roberto Centi - dobbiamo chiederci perché insegnare e dobbiamo far capire ai ragazzi che lo studio è un loro diritto, prima ancora che un dovere”.

Cornetto, dal canto suo, ha ammesso che anche la categoria degli insegnanti dovrebbe fare autocritica. Ed ha voluto ringraziare i tanti studenti che in questi giorni si sono prodigati per organizzare, in sinergia, l’evento di sabato. In primis, i ragazzi dell’Istituto Cardarelli, che hanno realizzato locandine e manifesti, come i ragazzi dell’Istituto Casini che lavoreranno alla registrazione dei partecipanti ed offriranno anche un momento conviviale. Dopo pranzo, i relatori si recheranno in visita al Museo Lia, grazie alla disponibilità di Marzia Ratti, responsabile delle Istituzioni culturali della Spezia. Ma l’evento, per il quale arriveranno docenti e presidi da tutta Italia, non sarà fine a se stesso. L’obiettivo
che si prefigge è quello di raccogliere idee, proposte, progetti da sottoporre all'attenzione del Governo. Gli atti saranno raccolti, diffusi in tutte le scuole, e diverranno una piattaforma dalla quale partire per recuperare il ruolo e l’autorevolezza della scuola italiana.

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