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Il divieto di terzo mandato piomba sull'Ordine degli avvocati spezzino

Ieri è stata resa nota la decisione della Corte costituzionale sulla legittimità della legge che impedisce di far parte dei consigli forensi per più di due mandati consecutivi. Le ripercussioni possibili.

Il caso sollevato alla Spezia
Il divieto di terzo mandato piomba sull'Ordine degli avvocati spezzino

La Spezia - L'Ordine degli avvocati della Spezia dovrà rifare le elezioni del Consiglio svolte nel gennaio scorso, oppure procedere alla surroga dei primi dei non eletti in sostituzione dei consiglieri che avevano già fatto parte dell'organismo nei due quadrienni precedenti.
Con una sentenza resa nota ieri pomeriggio la Corte costituzionale ha infatti ritenuto sacrosanto il limite del doppio mandato consecutivo per gli avvocati aspiranti al ruolo di consigliere dell’Ordine. I giudici hanno preso in esame la questione sollevata dal Consiglio nazionale forense sulla legittimità (e sull’applicabilità) del cosiddetto “divieto del terzo mandato consecutivo” fissato dalla legge n. 113/2017. Un pronunciamento che ha preso le mosse proprio dal caso spezzino e che andrà ad incidere direttamente sulla composizione del Consiglio dell'ordine forense.

La Corte ha escluso che il divieto del terzo mandato consecutivo dei componenti dei Consigli circondariali forensi - che comunque consente la ricandidabilità dopo un quadriennio di sosta - violi il diritto di elettorato passivo degli iscritti e ha considerato che la norma censurata realizza un ragionevole bilanciamento con le esigenze di rinnovamento e di parità nell’accesso alle cariche forensi.

L'avvocato cassazionista Fabio Valerini, che ha rappresentato i legali spezzini che hanno sollevato la questione nei mesi scorsi, ha rilasciato un'intervista a Diritto e Giustizia in cui spiega nel dettaglio le ripercussioni che la sentenza, che sarà depositata nelle prossime settimane, avrà per l'Ordine spezzino: "Una volta depositata la sentenza della Corte, il processo attualmente sospeso davanti al Consiglio nazionale forense riprenderà il suo corso. Nel nostro caso avevamo chiesto, oltre alla tutela cautelare (sulla quale il Consiglio nazionale forense non si è mai espresso nonostante il procuratore generale presso la Cassazione avesse concluso positivamente al riguardo), la dichiarazione di non eleggibilità di quanti avevano già svolto due mandati consecutivi e anche lo scorrimento degli eletti per la necessaria integrazione del Consiglio dell’Ordine come previsto dalla legge. Non è escluso che, salvo che il Consiglio non decida immediatamente, chiederemo nuovamente la tutela cautelare poiché, a questo punto, il quadro normativo è stato definitivamente chiarito e occorre che l’Ordine sia compiutamente e validamente costituito".

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