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Ultimo aggiornamento: Venerdì 14 Agosto - ore 14.44

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Barriere antirumore, 300mila euro in più per salvare gli alberi

Dopo le problematiche per lo svolgimento della bonifica bellica dovute alla presenza di detriti ferrosi abbandonati in passato le difficoltà nel posizionamento dei micropali hanno riguardato le radici delle piante.

Pari al 7,91 per cento del costo totale
Barriere antirumore, 300mila euro in più per salvare gli alberi

La Spezia - Aumenta di circa 300mila euro il costo dei lavori per la realizzazione della barriera fonoassorbente che l'Autorità di sistema portuale ha appaltato all'Ati che vede capogruppo la società Cir Ambiente Spa e mandante la società Dott. Carlo Agnese Spa. Si tratta di un'opera attesa per anni (la presentazione è del 2014) e pensata per ridurre l'impatto acustico delle attività portuali per gli abitanti del quartiere del Canaletto.

Nel luglio scorso, dopo il sospirato ok da parte della Soprintendenza, finalmente, i lavori hanno potuto prendere il via, ma è subito stato chiaro che le cose sarebbero state più complesse del previsto.
Per procedere alla realizzazione dei micropali di fondazione del tratto in cui la barriera è alta 6 metri si è reso necessario lo svolgimento di una bonifica da ordigni bellici. L'operazione è stata a lungo rallentata dalla presenza continua lungo la recinzione portuale di sottoservizi e masse ferrose, probabilmente derivanti da attività di manutenzione svolte negli anni sul sedime ferroviario. Sorprese che rendevano di fatto impossibile l’esecuzione della bonifica bellica.
Per assicurare la realizzazione in sicurezza delle opere di fondazione profonda sulla base del progetto esecutivo predisposto dalla stessa Ati è stata disposta dalla direzione lavori e dal coordinatore della sicurezza l'esecuzione preventiva di una verifica magnetometrica mediante scavi assistiti e ulteriori perforazioni di accertamento nei tratti in cui veniva rilevava la presenza di masse ferrose significative.

Le complicazioni, però, non erano terminate, visto che la realizzazione di alcuni micropali risultava interferente con l’apparato radicale di alcuni alberi presenti lungo Viale San Bartolomeo con la necessità, in accordo con i tecnici preposti del Comune della Spezia e sulla base delle indicazioni contenute nella relazione di verifica specialistica redatta dai dottori Fruscione e Fantini di Studio Verde Srl, di eseguire alcune attività necessarie alla conservazione delle piante, come la messa in luce degli apparati radicali mediante escavatore a risucchio e alcune prove di stabilità.
In seguito le porzioni di muratura demolite per consentire il posizionamento dei micropali e la realizzazione delle nicchie di ancoraggio dei montanti sono state ricostruite. Per la realizzazione di tali opere si è resa necessaria una perizia di variante che ha portato all’incremento complessivo dei lavori per una somma pari a 305.754,86 euro, corrispondente al 7,91 per cento del costo contrattuale iniziale (3 milioni e 862mila euro). Un importo che è ricompreso nel quadro economico di progetto tra le somme a disposizione dell’amministrazione per imprevisti ed economie da ribasso d’asta.

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