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Il Golfo dei poeti , o come veniva chiamato un tempo,
Portus Lunae (Golfo della luna) è sempre stato ,fin dai
tempi dei Romani , teatro di battaglie e contese.
La terra che si considera valle della Magra ha una rilevanza
storica, anche se spesso ignorata, che può spesso definirsi
una regione a se stante, ma nei termini di un passato che
emerge ancora vivo e ne rappresenta una caratteristica
culturale.
I castelli ,le mura e le torri ,che ancora oggi si innalzano
nella nostra provincia, nel passato hanno
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rappresentato un sistema difensivo dell'accesso dalla
Toscana alla valle del Po.
I Castelli e gli antichi borghi in terra di La Spezia e di
Luni sono oltre Centocinquanta, anche se molti solo ridotti
a rovine. Pensate solo nella provincia spezzina si contano
ancora una ventina di castelli, la maggior parte ancora in
ottimo stato, ne sono un evidente esempio il castello S.
Giorgio , il castello di S.Terenzo, il castello di Lerici e
il castello di Portovenere. Insoma in ogni angolo della
terra che la ospita La Spezia (e i suoi comuni) porta i
segni delle civiltà passate che la hanno abitata.
Il castello S. Giorgio della Spezia non ha bisogno di
presentaziozioni, è il simbolo della dominazione genovese,
risale all'avventura di Nicolò Fieschi ma conserva strutture
precedenti probabilmente tardo-romane; ai due estremi del
Golfo e levante i castelli di S.Terenzo e di Lerici, a
ponente quello di portovenere. Il castello di S.Terenzo, ora
sede di interessanti mostre di arti visive, si deve al
vescovo di Luni ( XII sec. ); passò ai Malaspina e da questi
ai Genovesi che lo ristrutturano per esigenze di difesa. Il
castello di Lerici fu costruito all’inizio del XII secolo
dai Genovesi, ma fu occupato dai Pisani nel 1241, dopo la
vittoria all’isola del giglio, che vi fermarono sino al
1256.
Le tracce della presenza genovese e pisana convivono le
strutture del Castrum Vetus, dovuto ai Signori di Vezzano,
ancora presenti nelle mura del piazzale di S.Pietro, e
quelle del Castrum Novum propriamente genovese.A Portovenere
l’architettura castellana si sviluppa dal XII al XVI secolo
attraverso una continua evoluzione che tiene conto anche
dll’avvento di quella diabolica invenzione delle
artiglierie, come ebbe a dire Alberico Malaspina. Così
Portovenere ebbe due castelli di cui quello soprano avrebbe
visto il suo destino concludersi gloriosamente sopportando
gli assedi aragonesi in occasione della calata in Italia di
Carlo VIII ; già nel 1458 Genovesi ne izzarono la
trasformazione che terminò due secoli dopo, dandogli
l’imponente aspetto attuale. |