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Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Ottobre - ore 22.41

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Palmaria al bivio tra hotel e storia militare, cabinovie e sentieri | Foto

Ecco le cinque proposte dello Studio LAND da cui uscirà il futuro dell'isola. Tra il modello "naturale" dell'Asinara e quello "lusso e servizi" di Capri, in ballo il rinnovamento degli approdi e la valorizzazione dell'archeologia militare.

UNA scelta che farà storia
Palmaria al bivio tra hotel e storia militare, cabinovie e sentieri

Golfo dei Poeti - Cinque ipotesi e cinque scenari per il futuro dell'isola Palmaria. Uno solo il destino che sarà scritto per quella che è una delle ultime "terre vergini" della costa ligure. Lo studio LAND dell'architetto Andreas Kipar ha finito il proprio lavoro di progettazione dipingendo cinque visioni. La prima ipotesi è quella che prevede il minor impatto sull'esistente, la più conservativa: il modello Isola dell'Asinara. La seconda invece prevede una forte antropizzazione e una spinta verso il turismo di massa e le infrastrutture: il modello Isola di Capri. Le restanti tre opzioni si muovono al loro interno con dinamiche, sia geografiche che concettuali, diverse.
Tutte prevedono il completamento delle infrastrutture primarie: impianto idrico, elettrico e fognatura da realizzare “attraverso soluzioni innovative sostenibili”, ad esempio l’autogestione delle acque reflue e il riutilizzo delle acque piovane. L’impianto di distribuzione di acqua potabile sull’isola con collegamento diretto all’acquedotto comunale è invece già in fase di completamento. Altrettanto, gli approdi via mare saranno in ogni caso rivisti e modernizzati, con diversi livelli di intervento a seconda degli scenari. Nella Torre corazzata Umberto I troverà posto il centro direzionale del Parco regionale di Porto Venere e delle isole. Un centro velico tra Punta Secca e il Terrizzo è invece previsto in tutti gli scenari ad eccezione del quarto.

Scenario 1
UN PARADISO NATURALE
Fare della Palmaria un paradiso naturalistico, mantenendo il livello di antropizzazione al minimo e intervenendo nella maniera meno invasiva possibile. Questo il fine di questo primo scenario, il cui scopo è “tutelare e preservare il patrimonio culturale e paesaggistico-ambientale esistente” pur rendendo l'isola sufficientemente attrezzata “ad accogliere visitatori amanti della natura ed escursionisti”. Si prevede “la sistemazione della banchina e la messa in sicurezza dei moli esistenti di Punta Secca, Terrizzo e Pozzale, dove si prevede anche la sistemazione del ristorante”. La novità sarebbe l’inserimento di un centro velico situato tra gli approdi di Punta Secca e Terrizzo.
Per quel che riguarda il patrimonio architettonico militare, a diventare fruibili sarebbero il Forte Palmaria e le batterie Schenello, Semaforo e Cala Fornace. La Torre corazzata Umberto I rimarrebbe la sede del centro visite con l'ipotesi che “possa essere utilizzata come sede del Parco Naturale di Portovenere, come spazio per la didattica e per la ricerca e come sede museale (museo del mare/ museo navale) e che l’ex casermetta e mensa limitrofa possa essere adibita a punto ristoro”.

Costi. Il costo si aggire tra gli 8 e i 10 milioni per quanto riguarda le opere sugli edifici di proprietà del Comune di Porto Venere (pertinenze della Marina militare escluse=. Le possibili fonti di ricavo sono da trovare nell'alienazione degli immobili in disuso (ville e abitazioni). L'aumento delle presenze turistiche stimate: +10% rispetto a oggi.

Scenario 2
HOTEL DI LUSSO, RISTORANTI E CABINOVIA
Si prospettano due zone ricettive, una al Terrizzo (8 edifici ristrutturati per 36 posti letto) e una sulla sommità dell'isola tra la Batteria Semaforo, che diventerebbe un hotel, e il Forte Palmaria destinato a ricettività di target alto: un hotel a quattro o cinque stelle con 15 suite e annessa area museale. Il nuovo flusso di turisti renderebbe necessario rivedere gli approdi tramite la riqualificazione dei moli esistenti di Punta Secca, Terrizzo e Pozzale in chiave turistica: “sistemazione della banchina, messa in sicurezza del molo, predisposizione di pensilina per l’attesa del battello e la realizzazione di un nuovo molo al Capo dell’Isola con servizi di accoglienza quali info point, ristorante e spazi per eventi”.
Il Forte Palmaria viene connesso al nuovo approdo al Capo dell’Isola da “un sistema di trasporto su fune (una cabinovia), mentre dal Terrizzo l’accesso al Forte Palmaria viene garantito da un sistema di mobilità elettrica lungo la strada carrabile”. Altro progetto: un polo multifunzionale di attrazione turistica di tipo “edutainment” presso la cava Moreschi “che consenta entrare in contatto con il patrimonio naturale dell’isola”. Infine 15 ettari nella zona nord vengono destinati ad agricoltura biologica.

Costi. La cifra stimata va dai 33 ai 38 milioni di euro (sempre escludendo le pertinenze della Marina militare). Le risorse derivano da un ticket di ingresso (4 euro a persona è l'ipotesi) per poter usufruire dei servizi dell'isola, dai musei e dal percorso archeologico militare. Circa 400mila euro all'anno deriverebbero dai canoni di concessione degli hotel al Forte Palmaria e alla Batteria Semaforo. Il flusso dei turisti sarebbe incrementato dell'80% in questo scenario.

Scenario 3
UN'ISOLA DIVISA A META': RICETTIVITA' E NATURA
In questo scenario l'isola viene divisa in due: una zona rimane quasi inalterata e l'altra viene potenziata senza troppi sconvolgimenti. Il fronte nord, dal Terrizzo a Befettuccio e fino alla sommità dell’isola al Forte Palmaria, viene “potenziato ed infrastrutturato al fine di meglio accogliere i turisti e viene dotato dei servizi di prima necessità, funzionali in primis ai residenti”. Nella parte verso il mare aperto “si interviene con operazioni minimali volte per lo più alla tutela del patrimonio esistente”.
Tutto ruota attorno al Forte Palmaria che diventa un museo di archeologia militare “non inteso in senso tradizionale ma con l’inserimento negli ambienti più affascinanti di installazioni multimediali, interattive e videoambienti che rappresentano un’occasione di scoperta del territorio e di riflessione storica”. Per raggiungerlo dagli approdi a mare viene garantito un sistema di mobilità elettrica lungo la strada carrabile. La Batteria Schenello viene resa accessibile e rimane utilizzabile come un museo a cielo aperto così come Cala Fornace. Come nello scenario 2, al Terrizzo sorgerebbe un albergo diffuso (36 posti letto) e 15 ettari sarebbero utilizzati per l'agricoltura biologica.

Costi. L'investimento è stimato in 15-20 milioni di euro (edifici della Marina esclusi). Anche in questo caso i visitatori dovrebbero pagare un ticket (4 euro a persona) per accedere ai servizi, mentre 210mila euro annui sarebbero garantiti dai canoni di concessione per l'albergo diffuso al Terrizzo. L'aumento dei flussi turistici è compreso tra il 12-15%.

Scenario 4
UN CENTRO STUDI SUL TURISMO AL FORTE
E' lo scenario che punta sul fianco sud dell'isola, oggi selvaggio e poco infrastrutturato. Lo scopo dichiarato è “decongestionare l’ambito nord e omogeneizzare i flussi su tutta l’isola”. Necessaria anche in questo caso “la riqualificazione dei moli esistenti di Punta Secca, Terrizzo e Pozzale in chiave turistica (sistemazione della banchina, messa in sicurezza del molo, predisposizione di pensilina per l’attesa del battello) e la realizzazione di un nuovo molo al Capo dell’Isola (info point, ristorante, spazi per eventi) e un sistema di fruizione (sentiero panoramico) della cava dismessa”.
Sul Forte Palmaria si ipotizza la creazione di un'Alta Scuola Internazionale degli Studi del Turismo o comunque di un'istituzione “altamente rappresentativa” con foresteria e zona museale. Torna l'ipotesi di una cabinovia che renda possibile il trasporto dal Capo fino alla sommità dell'isola, mentre dal Terrizzo ci sarebbe un servizio di mezzi elettrici. Le batterie: la Schenello e Cala Fornace diventerebbero musei a cielo aperto, al Semaforo sparirebbe l'ostello per lasciare posto a un albergo.

Costi. Si stima una cifra tra i 18 e i 22 milioni di euro. Le risorse sarebbero garantite da un ticket (4 euro a persona) per visitare il circuito di archeologia militare e i musei Torre Corazzata Umberto I e Forte Cavour, nonché per usufruire dei servizi pubblici presenti e di nuova installazione. L'incremento dei visitatori è ipotizzato di un 50%.

Scenario 5
ESCURSIONISMO E ARCHEOLOGIA MILITARE
Questa ipotesi vuole in un certo preservare le vocazioni dell'isola – natura e cultura – potenziandole in senso turistico. Il Forte Palmaria potrebbe diventare sede di un'Alta Scuola Internazionale degli Studi del Turismo o di un'istituzione simile, insieme alla sede di un museo di archeologia militare. Anche in questo caso sarebbe abbondante l'uso di “installazioni multimediali, interattive e videoambienti che rappresentano un’occasione di scoperta del territorio e di riflessione storica”. Per raggiungerlo, dal Terrizzo si dovrebbe usufruire di un sistema di mezzi elettrici, mentre dal Pozzale rimarrebbe solo il sentiero pedonale.
La Batteria Schenello e la Cala Fornace diventano musei a cielo aperto, un albergo sorgerebbe alla Batteria Semaforo doe oggi c'è l'ostello. Al Terrizzo, largo all'albergo diffuso in otto edifici ristrutturati per 36 posti letto totali. Per la Cava Moreschi un destino di polo multifunzionale basato sull'edutainment. Anche questa ipotesi contempla 15 ettari dedicati all'agricoltura.

Costi. Siamo tra i 22 e i 26 milioni di euro. Le risorse derivano dal ticket (4 euro a persona) e da 210mila euro di canone per l'albergo diffuso al Terrizzo. Il turismo, secondo le stime, crescerebbe del 20-30%.

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