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Otranto Godano: "La salvezza con il Vado il mio ricordo calcistico più importante"

L'ex portiere di Fezzanese e Virtus Entella ricorda i suoi periodi in Liguria. "Fabio Lorieri a 40 anni si caricò la squadra sulle spalle. A Fezzano tornerei anche in I Categoria, ma ora è giusto fermarsi per il Coronavirus"

Otranto Godano: "La salvezza con il Vado il mio ricordo calcistico più importante"

La Spezia - Se si pensa a Gianluigi Otranto Godano non si può non pensare a uno dei migliori portieri che abbia calcato i campi dei dilettanti della Spezia. Ex portiere di Serie C con Virtus Entella e Teramo, l'estremo calabrese aveva già militato in D da protagonista con l'Olginatese disputando i Play - Off e in seguito con la Novese. Arrivato a Dicembre alla Fezzanese in Serie D contribuì con una grandissima stagione alla prima storica salvezza in IV Serie dei neo promossi "Verdi" di Fezzano. E chi se lo ricorda non può che tornare alla mente un gatto tra i pali, ma anche un portiere dotatissimo a livello tecnico tanto che in alcune partitelle di fine allenamento veniva impiegato addirittura a centrocampo. O magari le pazzesche rovesciate con cui andava sempre a punto durante le partite di calcio tennis... 45 presenze in un campionato e mezzo e soprattutto un grande ricordo lasciato nella "Famiglia Verde", oggi è nostro ospite e con lui abbiamo ripercorso la sua esperienza in Liguria tra Fezzanese e Virtus Entella.

Buongiorno Gigi e, dopo tanto tempo, ben tornato sulle pagine di Calcio Spezzino. Calcio fermo per il Coronavirus. Tante ipotesi di ripartenza in Serie A e Serie B, mentre la Lega Pro ha deciso la chiusura anticipata. Lei cosa ne pensa?

"Buongiorno Guido e ben trovati a tutti. Credo sia stato giusto progettare un eventuale piano per la ripartenza, in modo da non farsi trovare impreparati. Ma non vedo i presupposti per continuare questa stagione considerando che ancora oggi continuano a morire persone e ancora oggi contiamo molti positivi anche nel mondo del calcio."

E' cresciuto nelle giovanili della Virtus Entella, poi a farsi le ossa in D all'Olginatese e infine il rientro alla casa madre con l'esperienze in Serie C. Che ricordi ha di quel periodo?

"Sono arrivato all'Entella a 17 anni. Avevo buone doti fisiche e bei riflessi, ma dovevo correggere alcuni aspetti tecnici considerando che non provenivo da nessun settore giovanile importante. All'Entella ho trovato un presidente innamorato della propria squadra e della propria città in maniera viscerale, una società splendida, ambiziosa e con un futuro scritto.
Grazie al preparatore dei portieri Fabrizio Casazza sono riuscito a lavorare molto sull'aspetto tecnico. Così dopo un anno e mezzo di settore giovanile, dove diventammo anche campioni Nazionali Juniores di Serie D, la società decise di mandarmi in prestito in Serie D a farmi le ossa. Fu un anno splendido all Olginatese, sia per la squadra perché arrivammo a disputare i Play - Off, sia per me perché riuscii a collezionare 34 partite da titolare. Così l'anno dopo tornai all'Entella in C2 e complice l'infortunio di Andrea Paroni iniziai da titolare la prima parte di stagione."

Sono a conoscienza del fatto che con Paroni, vera e propria bandiera dei "Diavoli Neri, ti leghi una forte amicizia. E' cosi?

"Andrea Paroni è prima un fratello per me e poi un ex compagno di squadra. Sia chiaro c è sempre stata la giusta competizione, voglia di conquistarsi il posto da parte mia. Ma analizzando, obbiettivamente, è sempre stato un gradino sopra e lo testimonia il fatto che a distanza di dieci anni è diventato l'unica vera bandiera bianco celeste."

Cosa ne pensa di un portiere salito alla ribalta come Contini autore quest’anno di una grande stagione?

"Grandissimo portiere per la serie B, mi piace molto per la forte personalità. Diciamo che è uno che si sente in campo."

L’Entella stabilmente in Serie B, se lo sarebbe mai immaginato e che ne pensa?

"Assolutamente si. Noi che eravamo nell'ambiente in quegli anni sapevamo che sarebbe stata solo una questione di tempo. E infatti il progetto Entella è sempre andato spedito verso l'obbiettivo. Del resto con un Presidente come Antonio Gozzi è tutto più facile."

Cambiamo argomento. Un'altra esperienza importante per lei è stata quella della Fezzanese in Serie D. Come è arrivato a Fezzano?

"A Fezzano arrivai grazie a te (ride, ndr). Venivo da una prima parte di stagione positivissima alla Novese, purtroppo gestita da banditi che poi la portarono al fallimento. Quindi a dicembre volevamo scappare tutti. E quando tu mi dissi che da parte del presidente Stradini c'era interesse nei miei confronti sono partito subito senza nemmeno interessarmi sulla parte economica."

Il primo anno una salvezza incredibile da protagonista nello spareggio di Vado. Che ricordi si porta dietro?

"È senza dubbio il mio ricordo calcistico più importante. Quando arrivai a dicembre avevamo 9 punti e facemmo un girone di ritorno pazzesco. Sia chiaro nessuno ci regalò niente. Era una guerra in ogni campo anche per strappare via un punto. Ma avevamo lo spirito giusto, basti pensare che Fabio Lorieri a 40 anni si caricò la squadra sulle spalle, quando tutti magari si aspettavano potesse entrare solo nei finali di partita."

La seconda annata invece una retrocessione nonostante il vantaggio e un tuo rigore parato al Viareggio nello spareggio salvezza...

"Se da una parte la salvezza dell'anno prima è il mio ricordo più bello, la retrocessione dell anno dopo per me è una ferita ancora aperta. Avevo troppo a cuore la maglia e non essere riuscito a dare quel qualcosa in più, in quell'annata sfortunata, mi ha veramente fatto male."

Che ricordi la legano all’ambiente dei "Verdi"?

"A Fezzano oltre i ricordi, sono legato alle persone che mi hanno sempre voluto bene e fatto sentire a casa. Nessuno escluso. Ma se c'è una persona che devo ringraziare più di tutti è sicuramente Ivan Stradini. Dopo la partita con il Viareggio io partii quasi subito. Dovevo staccare perché non riuscivo a metabolizzare la retrocessione. Ma per come si è comportato con me il Presidente, tornerei anche gratis e in prima categoria se dovesse avere bisogno."

Cosa pensa della situazione della Serie D con il Coronavirus?

"Penso che il calcio in generale debba ripartire a settembre in tutte le sue categorie. Certo è che già prima non eravamo tutelati in Serie D, adesso ho paura che sia ancora peggio."

Veniamo al presente, calca ancora i campi da calcio?

"Si, mi sono riavvicinato a casa. E gioco da due stagioni nel Cotronei, ambiziosa formazione di Eccellenza della Calabria, oltre a lavorare."

Siamo ai saluti Gigi, vuole aggiungere altro prima del consueto arrivederci?

"Grazie per l'intervista e un abbraccio a te e tutti gli amici di Fezzano."

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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