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Pardini: "Sia da medico che da presidente ritengo indispensabile non ricominciare"

Il presidente della Santerenzina a tutto tondo. "Bisogna vedere chi avrà la forza di continuare, mi aspetto di non dover pagare alcuna iscrizione"

Pardini: "Sia da medico che da presidente ritengo indispensabile non ricominciare"

Vent'anni da presidente di quello che è stato fin dalla più giovane età un grande amore. Calciatore bianco verde dai 12 ai 23 anni Francesco Pardini è rientrato nell'89 in società come dirigente per diventare nel 2000 il presidente della Santerenzina. Negli ultimi anni ha rilanciato il Settore Giovanile e ultimamente anche la Prima Squadra, ma prima che essere il presidente bianco verde Pardini nella vita è un medico e quale motivo migliore in questo periodo per intervistarlo e discutere con lui i problemi che la diffusione del Coronavirus ha avuto e potrà avere nel calcio dilettantistico.

Buongiorno presidente. Come state vivendo alla Santerenzina questo stop forzato e cosa potrebbe comportare?

"Lo stiamo vivendo con rammarico, ma con la consapevolezza che vada assolutamente anteposta la salute e che tutto il resto sia secondario."

Alcuni sostengono l’ipotesi che la stagione finisca così, altri di riprendere a costo di terminare il campionato a giugno e altri propongono soluzione play-out/playoff. Lei, prima da medico e poi anche da presidente, che ne pensa? Cosa è meglio per la salute e sicurezza di tutti?

"L'attività giovanile è stata interrotta e credo che a ruota seguirà l'interruzione anche dei campionati dilettantistici con grave danno alle società che hanno investito dal punto di vista economico e parlo soprattutto di quelle di Serie D fino alla Promozione. Non so cosa sarà deciso, se annullare i campionati o promuovere la squadra al comando senza retrocessioni, certo che è un bel rebus anche dal punto di vista legale. Sia da presidente che da medico ritengo indispensabile non ricominciare e attendere periodi in cui sia garantita la sicurezza."

In Inghilterra hanno sospeso tutto dal campionato che vale la nostra Eccellenza in giù, da poco a questo si è aggiunta la Francia. Se dovesse succedere anche in Italia come ripartirebbe nella stagione successiva?

"Bisognerà vedere chi avrà la forza di continuare e comunque mi aspetto di non dover pagare alcuna quota di iscrizione, sia per la Prima Squadra e la Juniores e per il settore giovanile."

Parliamo di questo campionato. Un nuovo tecnico, un nuovo direttore sportivo e tanto entusiasmo. Direi una stagione positiva?

"Fino al momento dell'interruzione la era, infatti eravamo nei Play-Off, nonostante si siano affrontate le migliori squadre in un momento in cui tutto l'attacco era assente per infortuni vari."

Che campionato di II Categoria ha visto finora?

"Un campionato in cui le squadre di alta classifica si sono equivalse, a parte la Bolanese che ha trovato una maggiore continuità. Nel girone di ritorno anche le altre squadre avevano trovato il loro assetto e quindi stava diventando un campionato interessante."

Una II Categoria che ogni stagione rischia di scomparire per via delle poche iscritte. Che ne pensa e cosa si potrebbe fare?

"Il problema è soprattutto la mancanza di impianti sportivi e di risorse finanziarie, perché ogni anno decine di giovani, terminato il percorso della squadra Juniores rimangono "appiedati" e con loro si potrebbero creare nuove squadre, ovviamente a costi ridotti. Per l'anno prossimo vedremo chi sarà ancora presente e valutare la possibilità di fare una I Categoria con più squadre. Comunque a mio giudizio andrebbe eliminato il campionato di Eccellenza, come era una volta e quindi rivisitati tutti i campionati, come del resto quelli giovanili. Non ha senso un campionato Allievi con otto doppie squadre."

La vostra è una squadra che punta molto sui giovani del vivaio. Un vivaio che conta tutte le annate. Una rarità per la II Categoria...

"Effettivamente è un lusso per la II Categoria, perché oramai si contano sulle dita delle mani le società che hanno Prima Squadra e Settore Giovanile."

Il “Bibolini” è un gioiellino incastonato in un panorama mozzafiato. Avete a disposizione anche un campo a 7 per il Settore Giovanile. Dove può arrivare la Santerenzina?

"Sicuramente in I Categoria e purtroppo quest'anno stavamo cominciando a raccogliere i frutti del nostro lavoro, sia con la Prima Squadra che con le squadre giovanili che stavano ottenendo risultati apprezzabili."

Coronavirus e calcio dilettante. Secondo lei c’è il rischio di fallimento per molte società? Mettere incentivi per la prossima stagione e quali?

"Come ho detto in precedenza avremo bisogno di sostegno economico, tipo l'esenzione dal pagamento delle iscrizioni, quantificabile in circa €5.500/6.000 per una società di II Categoria, escluso i tesseramenti."

Pardini e la Santerenzina un amore scoccato nel... cosa vogliono dire per lei i colori bianco verdi?

"Ho cominciato a giocare a calcio con il NAGC dell'Audax San Terenzo, per poi giocare con la Santerenzina dall'età di 12 anni fino ai 23, quando ho dovuto smettere di giocare per motivi di studio. Appena laureato, nel 1989 sono rientrato in società come dirigente e dall'aprile 2000 sono presidente dell'USD Santerenzina, quindi giusto 20 anni. Per me è un piacere per la nostra comunità, far praticare sport, fare aggregazione e cercare di insegnare norme di comportamento valide non solo nello sport. Mi scuso se non cito tutte le persone che mi hanno aiutato in questi vent'anni, ma un pensiero particolare va a Bracco Stefano, Bonomi Stefano e Ciacchini Riccardo che mi hanno supportato e sopportato in questo lunga cavalcata."

Siamo al termine di questa piacevole chiacchierata, vuole aggiungere qualcosa in chiusura?

"Da medico un invito a stare in casa e seguire le disposizioni, solo così potremo tornare in campo e abbracciarci dopo un goal. Grazie Guido e a tutta la redazione."

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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