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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Maggio - ore 15.38

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Lele Locori, il "Peter Pan" dei dilettanti dice basta: "Ogni secondo su un campo mi ha dato emozione!"

"La II Categoria? L'ho vista molto male! La Federazione spezzina deve rimboccarsi le maniche per risollevare un torneo allo stremo" "I ragazzi vanno fatti crescere dal punto di vista sportivo, ma soprattutto umano e caratteriale."

Lele Locori, il "Peter Pan" dei dilettanti dice basta: "Ogni secondo su un campo mi ha dato emozione!"

La Spezia - Compirà quarantotto anni il 26 Agosto prossimo e per la prima volta da quasi quaranta a questa parte non inizierà la nuova stagione calcistica rincorrendo il pallone. Non indosserà nuovamente le scarpette per scendere nella sua ridente "Isola che non c'è" di forma rettangolare...il "Peter Pan" del nostro calcio dilettantistico ha deciso di crescere, ha deciso di dire basta al calcio giocato. Probabilmente a fine Agosto il suo dovere lo avrà già portato a termine: direttore sportivo nella squadra del suo paese, dietro a quella scrivania dove l'ha fortemente voluto il presidente Pardini. Lui Gabriele Locori, per tutti più semplicemente "Lele", ha deciso che quella appena conclusa con l'Intercomunale Beverino è stata la sua ultima stagione calcistica. Certo se oramai fa più rumore "un ragazzo di 48 anni" che decide di ritirarsi rispetto all'ennesimo prodotto di un settore giovanile il quale, passato il periodo da "fuori quota", preferisce accasarsi in una squadra Uisp o smettere proprio di giocare qualche domanda, a livello di movimento dilettantistico, dovremmo pur farcela. Quelle domande che oggi abbiamo posto a "Lele", fresco ex giocatore, dalla passione infinita.

Benvenuto "Lele". Allora possiamo ufficialmente dire che il torneo appena concluso a Beverino è stata la sua ultima stagione da giocatore. Che campionato è stato per lei e la sua squadra?

"Ebbene sì, smetto di essere un tesserato FIGC come calciatore dopo quasi 40 anni... Campionato difficile costellato di problemi parzialmente recuperato dopo l’arrivo di Bettinotti con il quale ho instaurato un ottimo rapporto, c'è comunque del rammarico perchè visti certi risultati potevamo sicuramente giocarci il campionato."

Ha vissuto anche il doppio ruolo di allenatore giocatore, come si è trovato in questa doppia veste?

"L’allenatore in tutto e per tutto è sempre stato Jacopo, io l’ho solo aiutato, anche se in realtà non ne aveva assolutamente bisogno. Sono tornato ad essere il giocatore che, se mancava uno, completava la rosa dei 18 della domenica."

Allargando il discorso al campionato in generale che torneo è stato? Verdetti giusti per lei?

"Verdetti giusti, insomma credo proprio di sì e tanti complimenti a mister Veronica e a un gruppo eccezionale di ragazzi che hanno vinto un campionato che sembrava già destinato ad altri. Per quanto concerne la II Categoria in generale l'ho vista male, molto male! La Federazione spezzina deve rimboccarsi le maniche e cercare di risollevare un campionato ormai allo stremo: pochi campi, troppe spese, arbitri poco preparati, niente pubblico e interesse mediatico per la categoria che rasenta lo zero."

Secondo lei come mai, a livello mediatico, fa più clamore un Locori che smette a 48 anni rispetto a ragazzini giovanissimi che smettono per andare ad irrobustire le fila dei campionati Uisp?

"Rispondo a livello personale: da quando gioco a calcio, ma in genere nella vita, non mi risparmio mai nei rapporti umani, do sempre il massimo e forse il parlare di Lele Locori che smette fa clamore non tanto per il giocatore, dato che da anni non sono più un giocatore se poi mai lo sono stato, ma per “l’amico "Lele" Locori”. Nel corso degli anni tanti amici, tanti avversari, tanti scontri, ma mai pugnalate alla schiena, neanche alle persone che detesto. Tu che dici? In fondo mi conosci anche da questo lato…"

Personalmente la considero un amico, ma passiamo alla prossima domanda. Dall'alto della tua pluridecennale esperienza quali sono i problemi del nostro calcio dilettante alla Spezia?

"Te li ho elencati prima per quanto concerne la II Categoria, a quelli aggiungerei il poco amore delle nuove generazioni per la loro città, il loro paese, il loro quartiere. Ricordo ancora limpide nella mia mente le domeniche mattine di quando ero un bimbo, era paleozoica, quando mi recavo al Falconara per vedere la Santerenzina giocare e delle quale mio papà Alfio faceva il dirigente, ma anche guardalinee, cassiere, tesoriere, custode, dirigenti accompagnatori, responsabili tecnici e non…tutto il paese era a vedere la partita, e ora?"

Ora solo certe squadre hanno un seguito...comunque cosa ne pensa della regola dei "fuori quota"?

"Ne parlavamo già in trasmissione e ti ribadisco che è giusto dare spazio ai giovani. Il miglior mix è giovani di valore con anziani volenterosi in grado così di far crescere i ragazzi sia dal punto di vista sportivo, ma soprattutto dal punto di vista umano e caratteriale."

Guardandosi indietro nella sua lunga carriera da calciatore dilettante cosa ricorda con maggiore felicità?

"Ogni squadra, ogni campionato, ogni singolo secondo passato su un campo di calcio mi ha dato emozioni, ora sarebbe troppo facile parlare di campionati vinti o gol fatti, la felicità è un concetto troppo difficile da rappresentare e da esprimere. Insomma mettiamola in questo modo: ogni fine agosto della mia vita sono sempre “felice” perché compio gli anni e perché un’altra stagione di calcio va ad iniziare..."

Il futuro è rappresentato da una scrivania da Direttore Sportivo alla "tua" Santerenzina, la squadra del tuo paese. Pensieri, emozioni? Ha già iniziato a lavorare?

"Il presidente della Santerenzina, il Dott. Pardini, mi ha chiesto di dare una mano e sono stato ben felice di rispondere di sì. Cercherò di fare le cose al meglio e di riportare i verdi nelle categorie che competono ad una società storica come la Santerenzina. Siamo al lavoro, abbiamo mille idee e il Presidente lo vedo motivato come non mai. Vorremo tante cose, forse troppe...chi vivrà vedrà!"

Finalmente avremo il tanto agognato terreno in erba sintetica al "Piero Bibolini" di Falconara...

"Direi un sogno che si avvera! Un posto incantevole come Falconara meritava una struttura di un livello assoluto. Da Luni a Ventimiglia nessuna complesso sportivo può essere paragonato a ciò che diventerà il “Pieto Bibolini”. Il giro del campo lascia senza fiato agli avventori della collina, ora lascerà senza fiato anche il campo!"

Siamo come sempre al momento dei saluti. Vuole aggiungere altro prima di chiudere?

"Volevo innanzi tutto tranquillizzare i lettori che sono finite le mie interviste e che ora potranno godersi in santa pace le notizie della nostra provincia senza tutte le volte trovarsi un articolo con il mio nome. Vorrei ringraziare innanzitutto te Guido sempre gentile e sempre disponibile: un esempio di professionalità che ha sempre speso parole lusinghiere nei miei confronti. Infine vorrei abbracciare idealmente tutte le persone che in questi giorni mi hanno mandato un messaggio e mi hanno fatto davvero sentire importante. Grazie di cuore a tutti!"

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