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Ultimo aggiornamento: Sabato 17 Novembre - ore 20.45

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Alessandro Rolla: "A 180' dalla fine non c'è più margine d'errore!"

L'allenatore dell'Antica Luni si confida. "Ho trovato un campionato molto equilibrato" "L'esperienza al Magra Azzurri? Errore la mancanza di competenza e obiettività della dirigenza. Rosa costruita per retrocedere, lo sapevamo tutti"

Alessandro Rolla: "A 180' dalla fine non c'è più margine d'errore!"

La Spezia - Ha deciso di ripartire dal gialloblu dell'Antica Luni dopo una stagione non certo positiva in "blues" con un esonero dopo poche giornate al Magra Azzurri. Chiamato per sostituire mister Biavati che su quella panchina si era seduto per cinque stagioni centrando per due volte i play - off, è l'uomo che è stato scelto dal presidente Casani per cercare finalmente di ottenere il tanto agognato salto in I Categoria. Oggi abbiamo il piacere di intervistare mister Alessandro Rolla.

Benvenuto Alessandro. Partiamo dalla "zona Cesarini", quella zona protagonista domenica scorsa con il pareggio all'89° della Castelnovese a Sarzana, ma anche con la rete di Caleo che vi ha ripreso al 92° lasciando tutto invariato. Quanto possono pesare anche i minuti finali in una stagione così equilibrata?

"Buongiorno a tutti i lettori e, prima di iniziare, ringraziamento per la considerazione e la possibilità che date a tutti noi addetti ai lavori di raccontare le nostre esperienze. Analizzando la giornata appena concluso voglio fare una premessa, penso che sulla carta fossimo noi la squadra che rischiava di più. Aver mantenuto la classifica invariata non può che rendermi felice, avrei firmato perchè ciò avvenisse. Certo, dopo il risultato del Sarzana del mattino, prendere gol al 92° ci ha lasciato l'amaro in bocca, ma questo è il calcio e ne prendiamo il lato positivo. Io in panchina sono un freddo, cerco di non lasciarmi condizionare dalle emozioni focalizzando l'attenzione su quello che potrebbe accadere, cercando di trasmettere calma ed equilibrio alla squadra."

Un punto di vantaggio a 180' minuti dal termine, ora si fa interessante. Il calendario dice Arcola e Santerenzina per voi, Vezzano e Arcola per il Sarzana. Anche questo può darvi una mano?

"Sicuramente ora non c'è più margine d'errore: chi sbaglia tra noi e Sarzana è fuori. Per il calendario, se guardiamo la classifica, potrebbe sembrare che abbiamo un piccolo vantaggio, ma come dico sempre ai miei ragazzi pensiamo ad un avversario alla volta. Ora c'è l'Arcola di Pedretti che, di certo, non sarà un avversario comodo, dopo penseremo alla partita successiva. Questo campionato ci ha insegnato che non esistono partite facili e nessuno ti regala niente. Di certo posso ritenermi soddisfatto, ci presentiamo a queste due partite con tutti gli effettivi evitando infortuni e squalifiche, sotto il punto di vista fisico siamo al top, insomma ci presentiamo nel migliore dei modi alla fase cruciale del torneo."

Sia voi che il Sarzana affronterete l'Arcola impegnato nella lotta Play - Off. Saranno i granata "l'arbitro" del torneo?

"La classifica è corta e mancano ancora degli scontri diretti. Per le squadre che si classificheranno ai Play - Off la posizione della griglia di partenza sarà molto importante. Penso che le prime cinque in classifica non possano quindi fare calcoli giocandosi il tutto per tutto. Insomma non ci sarà un arbitro del campionato, ma ognuno sarà arbitro del proprio destino."

Che II Categoria si è vista quest'anno?

"Un campionato molto equilibrato dove, a differenza di precedenti stagioni, non ho visto "squadre materasso". Basti pensare alla Madonnetta che ha tolto punti a Vezzano e Arcola, all'Olimpia che ha fatto lo stesso proprio con i granata del presidente Fresta, alla Santerenzina che ha battuto il Luni Calcio o alla Castelnovese che ha avuto la meglio su di noi e pareggiato a Sarzana. Per me in questo campionato non ci sono partite dall'esito scontato. Il motivo di tutto questo penso sia dovuto alle poche squadre iscritte e alla conseguente selezione di giocatori nel creare le rose."

Dicevi delle poche squadre iscritte, appena tredici e di cui una fuori classifica. Altre voci di possibili chiusure nella prossima estate. Come si può rilanciare il torneo di II Categoria alla Spezia?

"Intanto lasciami fare i complimenti al Don Bosco Spezia B per la bellissima iniziativa a sfondo sociale e per serietà e impegno dimostrato in ogni partita. Il problema delle poche formazioni in II e della mancanza della III è sicuramente un grosso handicap per tutto il movimento calcistico locale e credo che l'argomento del rilancio di questi campionati stia veramente a cuore alla Federazione. Sono sicuro che faranno il possibile per invertire questo trend negativo creatosi oramai da anni e magari una possibile soluzione potrebbe essere quella di instaurare un dialogo e, magari, una collaborazione con la Lega Uisp visto che loro hanno un sacco di formazioni ad 11 e a 7, o comunque prendere spunto da loro adeguando i costi e giocando al Sabato."

Stagione finita, oramai avrai studiato tutte le avversarie. Quali giocatori ti hanno maggiormente impressionato?

"Escludendo i miei ragazzi posso dirti il centrocampista Melis del Sarzana che abbina la fase di possesso a quella di non possesso dettando molto bene i tempi di gioco. Sempre tra i rossoneri il centrale difensivo Biagioni, elemento esperto di altre categorie che riesce a guidare tutto il reparto difensivo facendo sentire il peso del suo carisma. In attacco il micidiale "Sicario" Caleo, un'attaccante che vive per il gol. Unico giocatore della categoria che attacca la profondità, da anni i numeri sono sempre dalla sua parte. Anche il suo partner offensivo, Alberti, mi ha impressionato per tecnica e rapidità di esecuzione, uno spettacolo vederlo con la palla tra i piedi. Chiudo con Moreni attaccante dell'Arcola Garibaldina: furbo e cinico come pochi, basta un mezzo errore e ti punisce subito."

Il sogno del presidente Casani di salire in I Categoria dista solo 180' minuti. Quest'anno per avvicinarcisi ha messo su una corazzata. E' finalmente l'anno buono?

"E' il terzo anno che l'Antica Luni è grande protagonista, nelle due stagioni precedenti sono arrivati ad un soffio dalla vittoria dei Play - Off. Quest'anno per la prima volta a poche giornate dal termine siamo in piena lotta per la vittoria del titolo, ci proveremo fino in fondo, ma non sarà facile. Sulla corazzata permettimi di dissentire. Lo saremmo stati se non avessimo perso per strada giocatori come Bertanelli che ha fatto una manciata di presenze, Bertuccelli che per motivi di lavoro non abbiamo mai a disposizione, Pelliccia che si è subito rotto il ginocchio o Battaglia che ci ha lasciato a dicembre. Siamo una corazzata sulla carta, ma la realtà è un altra con molto equilibrio in questo torneo. Detto questo sono molto orgoglioso e soddisfatto del mio gruppo e degli equilibri raggiunti che ci premiano come miglior attacco e difesa del campionato."

Se il presente è gialloblu il recente passato è "blues". Cosa non andò al Magra Azzurri dopo l'ottima stagione con Marselli?

"Ringrazio ancora Davide, da lui ho imparato tantissimo soprattutto nella gestione mentale del gruppo. Per quanto riguarda la mia esperienza penso che l'errore, se si può chiamare tale, sia stata la mancanza di competenza e obiettività della dirigenza. Quella era un rosa costruita per retrocedere non all'altezza della categoria, lo sapevamo tutti. L'obiettivo era quello di valorizzare i giovani del vivaio e creare le basi di un futuro in Promozione. Aver scelto di cambiare allenatore dopo poche giornate sottolinea l'incompetenza perchè se questo era il problema qualcosa doveva cambiare, invece non cambiò niente."

Come valuti questa loro stagione post retrocessione?

"Sono partiti molto bene, con una rosa addirittura migliorata rispetto a quella del campionato precedente e nel girone di andata in pratica si sono giocati una posizione play - off. A dicembre una drastica rivoluzione in negativo e sono pian piano scivolati nella parte bassa della classifica. Ad oggi occupano una posizione tranquilla e penso che l'obiettivo fosse questo, ossia quello di rimanere nel torneo di Promozione, il più adatto a questa piazza."

Hai allenato anche in Toscana al Fosdinovo. Molte più squadre, c'è pure una III Categoria e probabilmente più seguito. Per te qual'è il motivo di questa differenza tra II Categoria ligure e toscana?

"Intanto posso dirti che del biennio a Fosdinovo ho solo bellissimi ricordi. In Toscana il calcio dilettantistico è molto più seguito, anche perchè ogni paese ha la sua squadra fatta prevalentemente di ragazzi del posto e questo genera più interesse e più attaccamento alla maglia. La differenza principale tra i due campionati? In II Categoria toscana ci sono più squadre, più giocatori, più partite e quindi alla fine intensità e qualità sono superiori. Chiudo ringraziandovi per lo spazio concesso e facendo un in bocca al lupo a tutte le società per il finale di stagione."

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