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Poggi: "Giusto concludere i campionati dopo 22 giornate"

L'allenatore del Bogliasco fornisce il suo punto di vista su come dovranno ripartire i campionati dilettanti. "Retrocessioni da spalmare in un biennio e mantenere i fuori quota"

Poggi: "Giusto concludere i campionati dopo 22 giornate"

Ripartire sì, ripartire no, ripartire quando...ma, sopratutto, ripartire come? Sembra ormai segnata la fine della stagione 2019/2020 del calcio dilettantistico italiano, si attendono solo le decisioni ufficiali del Consiglio Federale per far calare il sipario su una delle annate più travagliate del calcio dei dilettanti per via della pandemia da Coronavirus. In tanti però ora si chiedono come si potrà ripartire. Se per i campionati di Serie D e, in parte, quelli di Eccellenza almeno per quanto riguarda le promozioni, bisognerà attendere il Consiglio Federale dei Dilettanti a Roma, dal torneo di Promozione in giù le regioni hanno possibilità di manovra assoluta in merito alle decisioni da assumere anche se si cercherà di unificarle il più possibile di regione in regione. Nei giorni scorsi il presidente della LND della Liguria Ivaldi si era lasciato andare ad alcune possibili interpretazioni. Da queste abbiamo stilato tre domande da poter girare ai rappresentati delle formazioni della nostra provincia tanto da capire cosa ne pensano loro su questo momento e su come poter ripartire. Oggi giriamo i nostri tre quesiti all'allenatore Guido Poggi trainer dei biancorossi del Bogliasco, formazione del Girone B di Promozione della Liguria.

Nei giorni scorsi il Presidente Regionale Ivaldi si è pronunciato in merito alle possibili decisioni che verranno prese su promozioni e retrocessioni affermando che, pur non potendo rendere la cosa pubblica al momento, i vertici federali della Liguria hanno già le idee molto chiare. Secondo lei che linea verrà seguita?

"Credo che, ad ora, ci si possa immaginare essenzialmente due come probabilità più concrete. La prima è quella di promuovere tutte le prime in classifica senza retrocessioni, mentre la seconda possibilità è quella di promuovere la prima e la seconda della classifica. Il dubbio che rimane ancora alla Federazione credo che sia questo e, attualmente, sia al 50% e 50%. Ovviamente il tutto senza alcuna retrocessione."

In attesa di decisioni ufficiali i "rumors" dicono prima classificata promossa e blocco delle retrocessioni. E' d’accordo? Avrebbe seguito la solita linea o avrebbe scelto altrimenti?

"Devo dire che mi ritengo d'accordo, in modo particolare per quanto riguarda la promozione alla categoria superiore della prima in classifica. Credo che annullare il campionato dopo ventidue partite disputate non sia giusto soprattutto per quelli che dopo ventidue partite si trovano primi in testa alla classifica. Per quanto concerne le promozioni delle prime due squadre con questa ipotesi è stato detto che i gironi sarebbero passati da 16 a 18 squadre, nelle stagioni successive però è ferma l'intenzione di riportare i gironi a 16 squadre quindi la stagione successiva graverebbero troppo le retrocessioni in un'unico campionato. Io penso che se si vogliono promuovere due squadre le retrocessioni in più andrebbero quindi "spalmate" nei successivi due campionati e non tutte e subito. In poche parole passare prima da 18 a 17 nella stagione 2020/2021 e poi da 17 a 16 nella stagione 2021/2022 in modo da non dover far contente troppe squadre oggi per poi scontentarne troppe un domani prossimo."

Si è parlato, tra le altre cose, di un possibile calo dei fuoriquota da tre a due nei campionati di Promozione ed Eccellenza e dell’eliminazione del fuoriquota in I Categoria. E' favorevole? E perché?

"Sulla soluzione prospettata dei fuori quota sono più dubbioso. Io di norma negli anni sono sempre stato favorevole ai fuori quota, ho sempre sostenuto e continuo a sostenere che il fuori quota sia un modo per favorire l'inserimento dei giovani e che senza l'obbligo dei fuoriquota i giovani giocherebbero anche meno. Inoltre senza i fuori quota le spese dei rimborsi, specialmente nelle società di vertice, sarebbero sicuramente superiori. Trovandoci di fronte un'emergenza particolare come quella che stiamo vivendo sicuramente in Eccellenza e Promozione lascerei l'obbligo dei fuori quota, due o tre quello è da vedere, ma sicuramente lascerei quest'obbligo. In I Categoria forse, per quest'anno, potrebbe essere concessa una deroga alle società che non hanno Settore Giovanile o più equamente lasciare libere le società dall'obbligo di schierarli. Una concessione solo per quest'anno vista l'emergenza che si è creata e la difficoltà nel fare campagna acquisti visto che non sappiamo ancora come ripartiremo. In generale io comunque sono favorevole ai Fuori Quota in qualsiasi campionato."

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