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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Gennaio - ore 18.07

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Bellotti: "Il Follo San Martino ha alzato l'asticella"

Intervista al difensore della capolista di I Categoria. "Alle Grazie ho lasciato un pezzo di cuore" "Siamo primi con il miglior attacco anche senza un bomber da doppia cifra, ma il campionato vive d'equilibrio" "Fuori Quota? Regola senza senso"

Bellotti: "Il Follo San Martino ha alzato l'asticella"

La Spezia - Difensore eclettico ed esperto, una vera e propria garanzia che quest'estate è stato uno dei tanti colpi di mercato estivo del rinnovato e ambizioso Follo San Martino. In carriera ha vestito le maglie di Fo.Ce. Vara in Eccellenza e Serie D, Valdivara e Casarza Ligure in Promozione, Pitelli e Ceparana in I Categoria, per poi tornare a mietere successi con Fo.Ce. Vara poi divenuto Lerici Castle e una triennale esperienza ai graziotti della Forza e Coraggio. E' oggi ospiti nella virtuale sala stampa di Calcio Spezzino il difensore classe '85 Simone Bellotti.

Simone benvenuto sulle pagine di Calcio Spezzino. Partiamo dalla sua decisione di lasciare la Forza e Coraggio e accettare la corte del Follo San Martino scendendo di categoria. Da cosa è dipeso?

"Ciao Guido e grazie per la tua ospitalità. Il mio addio alla Forza e Coraggio è dipeso da tanti motivi che messi tutti assieme mi hanno portato a prendere a malincuore questa decisione. La scelta per me non è stata per niente facile visto il legame che si era creato con l’ambiente e con il paese delle Grazie, ma alla fine sono arrivato alla conclusione che oramai si era chiuso un ciclo ed era arrivato il momento giusto per cambiare. Porterò comunque per sempre il paese dentro al mio cuore visti i bellissimi momenti che ho passato durante i tre anni di permanenza nelle "Furie Rosse". Scendere di categoria non è stato davvero un problema visto che la quasi totalità delle mie stagioni coi “grandi” è stata un’alternanza tra Promozione e I Categoria"

Avete chiuso l’anno con il Titolo di Campione d’Inverno. Ve lo aspettavate? Questo famoso centravanti forse poi non manca alla vostra rosa?

"Quando abbiamo iniziato la stagione il nostro obiettivo era quello di essere lì a lottare tra le prime e sapevamo di avere le potenzialità per poterlo fare. Quello che magari ci aspettavamo meno era che a questo punto della stagione potessimo avere un vantaggio di questo tipo sulle altre squadre. Ma è ancora molto presto e di certo non possiamo abbassare la guardia perchè, come nell’arco di tre partite siamo riusciti a mettere in atto questa “mini - fuga”, allo stesso modo bastano un paio di partite storte per ritornare in mezzo al calderone con tutti gli altri. Per quanto riguarda invece il centravanti, sicuramente un bomber di esperienza da doppia cifra sarebbe stato un valore aggiunto per noi, sarebbe da ipocriti negarlo, però abbiamo dimostrato di avere un ottimo collettivo e di poter andare in gol con molti elementi della squadra, tant’è che abbiamo comunque il miglior attacco del campionato."

Come tipo di società è il Follo San Martino e quali sono gli obiettivi per la stagione?

"Prima di arrivare quest’estate conoscevo poco la società, ma devo dire che è stata davvero un’ottima sorpresa, soprattutto per l’organizzazione che secondo me è da categoria superiore. La dirigenza cerca di non farci mai mancare nulla e agli allenamenti è quasi sempre presente al completo. Tutti danno il loro contributo con grande disponibilità per il bene della squadra e fanno in modo di farci lavorare con la massima serenità. E bisogna tenere in considerazione le difficoltà che incontrano dovendoci spostare per due volte alla settimana lontano dal nostro quartier generale. L’obiettivo dichiarato dalla società a inizio stagione era quello di centrare i Play - Off e per ora ci stiamo riuscendo, ma il campionato è ancora lungo…"

Il suo rapporto con mister Lorenzo Plicanti, che tipo di allenatore è?

"Mister Plicanti è senza dubbio un tecnico molto preparato, sia sotto l’aspetto calcistico che su quello della preparazione fisico-atletica, e di conseguenza è anche molto esigente. La stagione scorsa ha preso la squadra in una situazione difficile ed è riuscito a condurla alla salvezza, ma il rinnovamento della squadra attuato dalla società l’estate scorsa ha inevitabilmente portato a dover alzare l’asticella. Normale quindi che pretenda molto da ognuno di noi se vogliamo cercare di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati a inizio stagione."

Dopo anni di Promozione ha deciso di tornare in I Categoria. Che campionato ha trovato e quali sono le differenze sostanziali?

"Le differenze principali tra I Categoria e Promozione secondo me si notano soprattutto sotto il piano della corsa e del ritmo partita. In Promozione se non sei ben preparato a livello fisico fai molta fatica, in I Categoria si riesce invece a tamponare un po’ anche se non si è al top sotto questo aspetto. Anche a livello tecnico logicamente c’è differenza, ma è meno accentuata. Parlando del campionato di quest’anno devo dire che è molto livellato. A parte il Ceparana che obiettivamente è un po’ in difficoltà, ogni domenica le partite non sono mai facili con nessuna squadra. Basta guardare la classifica che, complice anche il numero ridotto di squadre, è molto corta nella parte centrale e persino il Moneglia, in questo momento in zona Play - Out, potenzialmente può essere considerato ancora in corsa per i Play - Off."

Parliamo delle vostre avversarie. Chi l'ha maggiormente impressionata?

Come detto prima il campionato è molto livellato e individuare una squadra che spicchi sulle altre non è facile. Tra quelle che mi hanno impressionato di più sicuramente metterei quelle subito dietro di noi in classifica, cioè Pegazzano e Levanto, ma anche il Sarzana che contro di noi ha giocato un’ottima partita e ci ha messo parecchio in difficoltà. Poi logicamente visto l’organico non si può non citare la Tarros Sarzanese che dopo le difficoltà iniziali sembra aver trovato la giusta quadratura e rientrerà senz’altro in corsa per le posizioni importanti. Altra squadra da tenere d’occhio e che sta facendo molto bene è il Borgo Foce Magra A.F. che incontreremo subito al rientro dalla pausa nell’ultima giornata di andata."

Un campionato ridotto a 14 squadre. Cosa cambia e come si potrebbe ovviare a queste problematiche?

"Con due squadre in meno il campionato è molto più corto e ogni punto lasciato sul campo ha un peso decisamente superiore perché c’è meno spazio per poter recuperare. Questo ha inoltre contribuito a rendere un po’ più corta la classifica, soprattutto nella zona centrale, con squadre che in questo momento sono in lotta allo stesso tempo per Play - Off o Play - Out. Di per sé a mio avviso non ci sono queste grosse problematiche in questa formula a numero ridotto (a parte l’inizio ritardato e il maggior numero di giornate di pausa durante l’arco della stagione) ma la cosa che deve far pensare è il segnale che scaturisce dal non essere riusciti a fare 4 gironi da 16 squadre come negli anni passati. Trovare soluzioni non è facile perché ciò è la conseguenza di un momento di difficoltà generale di tutto il movimento calcistico ligure, e in particolare spezzino, e la situazione non sembra sia destinata a migliorare nei prossimi anni, anzi. La crisi economica, la carenza di campi, ma anche secondo me un cambiamento di mentalità da parte dei ragazzi rispetto al passato, hanno portato ad una progressiva diminuzione del numero delle squadre che oramai non si riesce più a scaricare sulle categorie più basse. Per la prossima stagione ho sentito parlare di una riduzione a tre dei gironi di prima categoria per poter avere un numero sufficiente di squadre senza dover andare ad attingere da sotto. Probabilmente si potrebbe fare uno sforzo in più per incentivare la formazione di nuove società però inizio a pensare che forse sono solo cambiati i tempi e l’attuale suddivisione dei campionati non sia più compatibile con le condizioni attuali del movimento calcistico nelle nostre zone."

In I Categoria c'è stato anche il "caso" Tarros Sarzanese - Riccó. Come si potrebbero gestire al meglio queste situazioni e arbitraggi?

"Dare giudizi su quanto è accaduto non è semplice in quanto non ero presente al campo e conosco solamente quanto mi è stato riportato a voce o letto negli articoli. E’ innegabile però che qualcosa di strano sia successo e forse non tutto è andato come descritto dall’arbitro nel referto. E’ verissimo che molto spesso noi in campo ci mettiamo del nostro e con il nostro comportamento non aiutiamo l’operato dell’arbitro, che oltretutto in I Categoria è da solo e deve prendere decisioni anche su cose molto difficili da valutare senza l’ausilio di un collega. Ma è altrettanto vero che spesso i Direttori di Gara non sono sufficientemente preparati per poter gestire al meglio tutte le situazioni nell’arco di una partita, soprattutto a livello psicologico. Un grosso problema, secondo me, deriva poi dal fatto che quello che viene scritto sul referto sia vangelo e non possa essere smentito neanche con la testimonianza di 100 persone diverse o di riprese video. Questo a livello sportivo è un po’ pericoloso perché anche gli arbitri sono persone e possono sbagliare e quando questo succede si deve fare in modo che la cosa abbia meno ripercussioni possibili sugli eventuali danneggiati."

Si è molto dibattuto anche sulle regolamentazioni che riguardano i "Fuori Quota". Lei è favorevole o contrario a questi regolamenti?

"Io sono sempre stato dell’idea che nelle nostre categorie questa regola non abbia alcun senso. Il mio pensiero è lo stesso di tanti altri: se sei bravo e meriti giochi comunque, senza bisogno di avere “aiuti”. Questa regola poi negli anni ha aggiunto delle difficoltà e delle spese in più a molte società che non hanno un settore giovanile e che quindi sono costrette ad andare ad attingere da altre squadre, spesso ricorrendo anche al pagamento di somme più o meno elevate per la cessione o il prestito dei ragazzi. Un altro problema è quello dei ragazzi che vengono “illusi” giocando forzatamente in categorie superiori al loro livello e che una volta terminato il periodo da fuoriquota finiscono per smettere di giocare perchè non riescono più a trovare spazio laddove in precedenza riuscivano. E molti anziché scegliere l’opzione di scendere di categoria preferiscono appendere le scarpette al chiodo o andare a giocare nei meno impegnativi campionati amatori."

Chiudiamo guardando all'imminente futuro. Propositi per il nuovo anno?

"Logicamente i propositi sono quelli di continuare a toglierci delle soddisfazioni anche con il nuovo anno e cercare di dare seguito a quanto di buono abbiamo fatto fino ad ora. Non sarà un cammino semplice, ma noi ce la metteremo tutta. Chiudo facendo gli auguri di buon anno a tutti e un grosso in bocca al lupo a te per il prezioso lavoro che svolgi con passione sulle pagine di Calcio Spezzino."

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