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Ultimo aggiornamento: Domenica 17 Febbraio - ore 00.03

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Manuel Fiocchi: "Questo mondo del calcio troppo spesso sta cadendo nella falsità e nell’omertà."

Dopo la squalifica comminatagli il difensore del Riccò Le Rondini scrive una lettera alla Redazione di Calcio Spezzino. "Dopo 30 anni di carriera calcistica leggere il comunicato di oggi ha distrutto in me tutto l’amore per il calcio"

Manuel Fiocchi: "Questo mondo del calcio troppo spesso sta cadendo nella falsità e nell’omertà."

La Spezia - Riceviamo e pubblichiamo la lettera scritta dal difensore del Riccò Le Rondini Manuel Fiocchi dopo essere venuto a conoscenza dei provvedimenti disciplinari che lo hanno visto essere squalificato per 7 giornate a seguito della sospensione della partita della scorsa domenica tra la Tarros Sarzanese, sodalizio di cui tra l'altro lui è un ex giocatore, e la sua attuale società.

Premetto che ciò che sto per dire riguarda solamente la mia persona e in nessun modo la società Riccò Le Rondini per la quale sono tesserato." - inizia così la lettera pervenuta alla Redazione di Calcio Spezzino da parte di Manuel Fiocchi - " Dopo 30 anni di carriera calcistica leggere il comunicato di oggi ha distrutto tutto l’amore per il calcio che ho sempre portato dentro. Anzi, mi correggo, ha distrutto l’amore per il mondo del calcio. Si perché il calcio è uno sport bellissimo.
Si suda, si fanno sacrifici, si perde, si vince, proprio come nella vita dove veri uomini si affrontano lealmente.
Quello che sta accadendo è un fatto gravissimo; troppe volte atleti e società subiscono le “violenze” e gli “abusi” di persone che utilizzano un potere conferito nella maniera più sbagliata.
E quando si arriva a ledere l’immagine di una persona, quando si arriva a dire che un uomo di 36 anni con una carriera senza macchia nei dilettanti prende a calci e pugni un ragazzo, non si può non reagire. Questo mondo del calcio troppo spesso sta cadendo nella falsità e nell’omertà.
E’ troppo semplice condannare e dare visibilità alle violenze subite dai direttori di gara senza però mai dare visibilità alle loro violenze commesse, magari per giustificare e porre rimedio a decisioni inspiegabili e ingiustificate come quelle della partita di domenica. Si perché un arbitro colpito da un pugno subisce violenza fisica; anche un tesserato che viene dipinto come un delinquente in modo totalmente mendace subisce violenza, una violenza che provoca danni più profondi, una violenza che ti mangia dentro dalla rabbia nell’essere vittima di un sistema fatto di ingiustizie per le quali sono presenti pochi o nulli sistemi per difendersi.
Ad oggi per me il calcio resta solo quel gioco che praticano i bambini in un piazzale con un pallone, senza regole scritte, giudicanti o giudicati ma solo con la voglia di correre e gioire.
Tutto il resto è ipocrisia, è far parte di un castello creato per rendere importanti anche coloro che non lo meritano.
Perché non dimenticate mai che il calcio è degli sportivi.

Manuel Fiocchi
"

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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