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Foce Magra Ameglia - Rebocco, la Corte Sportiva D'Appello conferma la sconfitta a tavolino

Foce Magra Ameglia - Rebocco, la Corte Sportiva D'Appello conferma la sconfitta a tavolino

La Spezia - La Corte Sportiva D'Appello ha posto fine alla vicenda riguardante la partita Foce Magra Ameglia - Rebocco, partita sospesa al 37’s.t. a causa di una violenta contesa con passaggio alle vie di fatto nella quale erano coinvolti diversi calciatori di entrambe le squadre. Le due società, che avevano presentato ricorso per la sconfitta a tavolino, si sono viste respingere il reclamo presentato nelle scorse settimane. Di seguito la motivazione:


LA CORTE SPORTIVA D’APPELLO del Comitato Regionale Liguria della F.I.G.C., composta dai signori Avv. Aldo M. NAPPI (Presidente), dott. EUGENIO MARCENARO (Vice Presidente), rag. MARCO ROVELLA, Avv. Alessio CHIARLA e p.i. GIOVANNI PARODI (componenti), con l’assistenza dell’ing. ROBERTO LAZZARINO, rappresentante dell’AIA Settore Arbitrale, nella riunione del 30 gennaio 2018 ha deliberato:

Prot. n. 26/cs – Ricorso presentato dalla società FOCE DEL MAGRA AMEGLIA avverso provvedimento emesso dal Giudice Sportivo presso il Comitato Regionale Ligure e pubblicato con C.U. n. 39 del 18 gennaio 2018, con il quale è stata inflitta la sanzione della perdita della gara disputata in data 14 gennaio 2018 contro la società REBOCCO.

Ricorso presentato dalla società REBOCCO avverso provvedimento emesso dal Giudice Sportivo presso il Comitato Regionale Ligure e pubblicato con C.U. n. 39 del 18 gennaio 2018, con il quale è stata inflitta la sanzione della perdita della gara disputata in data 14 gennaio 2018 contro la società FOCE DEL MAGRA AMEGLIA.

Entrambe le società hanno presentato rituale ricorso per contestare la decisione del Giudice Sportivo con la quale è stata inflitta ad entrambe la sanzione della perdita della gara.

Più precisamente, la gara in questione era stata sospesa al 37’s.t. a causa di una violenta contesa con passaggio alle vie di fatto nella quale erano coinvolti diversi calciatori di entrambe le squadre.
Ad avviso del direttore di gara tale situazione presentava il connotato dell’irreversibilità, in quanto alla rissa prendevano parte, sostanzialmente, tutti i giocatori dei due sodalizi; gravità, questa, confermata anche dall’intervento sul posto da parte delle Forze dell’Ordine.

Successivamente, l’arbitro convocava presso il proprio spogliatoio i dirigenti, gli allenatori ed i capitani delle due squadre e i rappresentanti di entrambe le squadre concordavano sul fatto che non fossero garantite le condizioni di sicurezza per la ripresa del gioco.

Tale circostanza, in particolare, deve ritenersi pacifica, in quanto emerge testualmente dal referto arbitrale che, com’è noto, costituisce fonte di prova privilegiata al fine di determinare quanto accaduto nel corso della gara.

Tale affermazione è stata contestata dalla società Foce del Magra Ameglia, secondo cui i tesserati del sodalizio avrebbero comunicato al direttore di gara la volontà di poter riprendere il giuoco.

Come si è detto, peraltro, il tenore del referto arbitrale è chiaro, preciso e privo di elementi di incertezza, di talché deve affermarsi la piena prova del contenuto del medesimo, con conseguente impossibilità per la Corte di apprezzare eventuali emergenze di segno contrario, le quali non sarebbero assistite dalla medesima fede privilegiata.

Del pari infondate devono reputarsi le doglianze dedotte da entrambe le squadre in merito alla scaturigine del provvedimento di sospensione ed alle rispettive responsabilità nella provocazione della contesa.

Anche relativamente a tale aspetto, infatti, il referto arbitrale è chiaro nell’evidenziare come la decisione di sospendere la gara sia stata determinata dal concomitante comportamento dei tesserati di ambedue le squadre e come la contesa sia stata generata dal comportamento antisportivo e violento di due calciatori appartenenti ai due sodalizi.

La decisione del Giudice di prime cure appare, pertanto, equa poiché entrambe le società hanno avuto una specifica responsabilità sia nella verificazione della rissa sia nella decisione arbitrale di sospendere definitivamente la gara.

Come si è cennato, inoltre, deve ritenersi pacifico che i rappresentanti di entrambi i sodalizi abbiano concordato, dinnanzi all’arbitro, in merito all’impossibilità di proseguire la gara in condizioni di sicurezza.

Per tali ragioni, la Corte d’Appello rigetta entrambi i ricorsi e dispone l’incameramento delle rispettive tasse.

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