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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 22.40

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Fanan: "Non mi so spiegare l'inizio in salita della mia squadra"

L'allenatore della Tarros Sarzanese: "Toccato il fondo o muori o risali. Del Padrone e Ortelli? Umiltà sportiva giusta, ci aspettiamo tanto da loro" "No alla regola Fuori Quota per 7 motivi" "14 squadre? Alla Federazione dovrebbe tremare i polsi"

Fanan: "Non mi so spiegare l'inizio in salita della mia squadra"

La Spezia - La scorsa stagione ha ottenuto una salvezza con ampio anticipato e conquistato il primo trofeo del Valdivara 5 Terre con la Coppa Italia di Eccellenza. Dopo la separazione dal team di Beverino ha accettato l'offerta della Tarros Sarzanese desiderosa di ritrovare il campionato di Promozione dopo l'eliminazione ai Play - Off di I Categoria della scorsa stagione. Per mister Mirco Fanan l'inizio di campionato in rossonero è stato però tutto in salita, ma nell'ultimo periodo la sua squadra ha risalito la classifica con un bel filotto di vittorie. Oggi lo ospitiamo nella nostra virtuale sala stampa per un'intervista che spazierà su molti temi.

Bentornato sulle pagine di Calcio Spezzino Mirco. Dopo aver salutato il Valdivara ha abbracciato in pieno la chiamata della Tarros Sarzanese tornando in I Categoria. Come è nata la trattativa e come mai questa scelta?

"Ciao Guido, lasciami prima di tutto salutare tutti gli amici di Calcio Spezzino augurando buon anno a tutti i lettori. Semplicemente non potevo più prendermi un impegno cosi grande come il campionato di Eccellenza per i miei nuovi impegni professionali. Inizialmente volevo stare fermo per capire se le mie nuove esperienze potevano coesistere con la mia grande passione che è il calcio e magari ricominciare più avanti, ma poi mi ha chiamato il D.g. Lucchi Stefano e abbiamo trovato un compromesso che mi poteva andare bene. Mi ha rassicurato affiancandomi tre persone competenti per aiutarmi a sopperire eventualmente alle mie mancanze. Sto ovviamente parlando del D.s. Walter Storti, con cui ho avuto da subito un feeling costruttivo e continuativo, di Stefano Bertolla, che non ha bisogno di presentazioni prezioso uomo di calcio corretto e intelligente, e Jacopo Uccheddu giovane e rampante con una voglia e una determinazione incredibile, un volano determinante. Con questi presupposti l’universo Tarros era da me troppo ambito per dire di no."

In estate l'obbiettivo era il ritorno in Promozione dopo i play off persi la scorsa stagione, ma l’inizio è stato tutto in salita. Come se lo spiega?

"Bella domanda a cui non ti so rispondere, o meglio non te lo so spiegare. Abbiamo iniziato il 13 di agosto e i ragazzi hanno da subito lavorato con grande sacrificio e dedizione. Non è facile: allenatore nuovo giocatori nuovi, ci si deve conoscere? Non saprei dirti. Forse la malasorte in qualche partita e demerito in altre, sta di fatto che su otto gare ne abbiamo perse sei, pareggiandone una e vincendo un'altra, inoltre abbiamo subito 8 gol su 11 su palla inattiva nonostante ci lavorassimo...probabilmente male!"

L’ultimo periodo vi ha visto cambiare passo e scalare posizioni in classifica. Cosa è cambiato?

"Un pochino è girata la sorte, un pochino sono rientrati alcuni giocatori che erano fuori per infortunio, un pochino i nuovi arrivati e un pochino è che quando tocchi il fondo del barile o muori, oppure risali."

Nel mercato invernale, tra gli altri, sono arrivati due colpi del valore assoluto di Del Padrone e Ortelli. Cosa possono dare in più alla sua squadra?

"Beh, sono due giocatori che vengono da categorie ed esperienze passate importanti e che soprattutto hanno l’umiltà sportiva giusta, cosa a cui tengo più di tutto. Si sono integrati subito con voglia e sacrificio in un gruppo già importante quindi ci aspettiamo tantissimo da loro."

I Categoria: che campionato ha ritrovato e cosa pensa della riduzione a 14 squadre?

"La riduzione a 14 squadre dovrebbe far tremare i polsi ai vertici della Federazione. Federazione che dovrebbe porsi delle domande sul perchè questo è avvenuto. Domande su come mai da tempo è scomparsa la III Categoria e ci ritroviamo con una II Categoria a 12 squadre. Domande sul perchè i giovani preferiscono fare gli amatori a 7 e le società spariscono? Troppo facile puntare l'indice e dare la colpa alla mancanza di fondi da parte delle società o alla mancanza di strutture pensando semplicemente che la colpa è di qualcun'altro non facendo nulla per aiutare il mondo calcistico che conta...perchè, bisogna metterselo bene in testa, il vero calcio non è quello che vediamo in TV, ma è quello per cui la gente, purtroppo sempre meno, fa sacrifici per tirare avanti nei campetti di periferia. Per quanto riguarda il campionato, essendone stato fuori per due anni, devo dire che l’ho ritrovato molto migliorato rispetto a quelli vissuti da me in precedenza. Devo dire un campionato molto più equilibrato. Ci sono squadre più organizzate e che provano a giocare a calcio, credo che la qualità degli allenatori si sia molto alzata e di questo ne giova poi il campo alla domenica."

Delle avversarie finora affrontate chi l'ha maggiormente impressionato?

"Mi è piaciuto il Levanto, il Borgo Foce Ameglia di Simone Ciuffardi, il Marolacquasanta e il Rebocco. Ma direi che tutte le squadre mi hanno sorpreso in positivo, persino il fanalino di coda Ceparana di cui ho ammirato lo spirito combattivo che nonostante tutto li porta a lottare come leoni fino al 90° e contro qualsiasi risultato, chapeau."

Siete stati vostro malgrado protagonisti passivi del "caso" scoppiato con il Riccó Le Rondini. Cosa è veramente successo e come si potrebbero gestire al meglio queste situazioni e arbitraggi?

"Sinceramente è stata una situazione che è scappata di mano un po’ a tutti. La gara era anche piacevole e, fino a quel momento, l’arbitro mi era sembrato all’altezza. Negli ultimi minuti, prima del fatto che ha scatenato tutto, era cresciuto un po’ di agonismo che ha portato poi al fallo da espulsione di Ferrari Diego e fino a lì tutto, o quasi, nella norma dopo invece... Credo che principalmente manchi la cultura giusta, ognuno per la sua parte. Il pubblico insulta a prescindere avversari, arbitri e chiunque non gli vada bene. I giocatori hanno la presunzione di avere sempre ragione e discutere anche per un fallo laterale a centrocampo sentendosi defraudati chissà di quale valore e noi allenatori non sappiamo invertire queste tendenze a volte alimentandole... Comunque, tornando al "fattaccio in questione" prendere a caso dei numeri e squalificare con motivi discutibili così come è successo non va assolutamente bene."

Una domanda che ho fatto a molti in precedenza. Favorevole o contrario alla regola dei Fuori Quota e perchè?

Io sono contrario alla regola dei Fuori Quota. I motivi? Se vuoi te li elenco tutti...

- perchè il fuoriquota aveva senso quando non esisteva cultura sui giovani tra gli allenatori
- perchè va a scapito di altri giovani...un po’ meno giovani
- perchè crea un business
- perchè quando non sono più fuoriquota quasi sempre non accettano categorie più basse
- perchè le società patiscono il ricambio annuale
- perchè in I Categoria un fuoriquota di 21 anni non ha senso e tanto meno ne ha uno di 20 in Promozione o in Eccellenza
- perchè un giocatore giovane bravo giocherà sempre
- perchè imparerà a soffrire per ottenere considerazione nelle scelte dell’ allenatore

Ha seguito la situazione creatasi al Valdivara dopo il tuo abbandono? Cosa ne pensa?

"Ovviamente non posso conoscerne tutte le sfumature. Le situazioni vanno vissute dall’interno per poter capire e farsi un idea altrimenti è meglio tacere. Mi dispiace molto per gli amici che ho lasciato al Valdivara 5 Terre soprattutto per il presidente Giovanni Plothegher che ha creduto in me quando tutto era contro di me consentendomi di andare avanti e crescere, a 54 anni, sotto tutti i punti di vista e togliermi delle grandi soddisfazioni sportive e umane. Ripercorrendo l’annata a mente fredda ci sono state scelte gestionali spesso difficili che solo uno staff di grande valore poteva risolvere così egregiamente con conseguenti risultati, ringrazio per questo Luca Medici, Roberto Ribolini e Andrea Cervia per quello che abbiamo fatto insieme. Dispiace molto davvero, ma vedo che comunque tengono la barra dritta, nonostante la situazione, con grande dignità sfruttando le qualità di giovani che conosco come Chiappini, Simonini, D'Imporzano, Degano e i vecchi come Terribile, Grippino, Chella, Naclerio e altri arrivati a Dicembre. Faccio un grande in bocca al lupo a tutti loro soprattutto a mister Francesco Galleno, Luca Medici e al Dg Fabio Scognamiglio."

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