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Benedini: "L'infortunio subito alla Samp ha infranto un sogno"

Cresciuto con il pallone tra le mani ha poi scoperto la passione per i fornelli facendone una professione. E' tornato in campo per difendere i pali del Follo San Martino "Qui ho ritrovato un calcio pulito!"

Benedini: "L'infortunio subito alla Samp ha infranto un sogno"

La Spezia - Dai guanti da portiere ai fornelli il passo potrebbe essere breve o, almeno per lui, lo è stato fino a quando il Follo San Martino ha fatto tornare in lui la voglia di tornare a calcare i campi da calcio e così le sue due passioni hanno dovuto imparare a convivere. Cresciuto nelle giovanili della Sampdoria, ha poi dovuto abbandonare il sogno del calcio professionista per un brutto infortunio. Ora Michele Benedini con la squadra di mister Cervia, a cui lo lega una bella amicizia così come al mister della Pontremolese Bracaloni, vuole levarsi ancora qualche sassolino dalla scarpa e poi magari coronare il sogno di difendere i pali di una squadra toscana bianconera. Oggi intanto è nostro ospite sulle pagine virtuali di Calcio Spezzino.

Stop di almeno due settimane per il Coronavirus. Quanto può influire sul vostro cammino da capolista?

"Penso che questa sosta forzata sia capitata nel momento giusto per vari problemi legati a infortuni e acciacchi per alcuni giocatori importanti della squadra. Nel complesso sono sicuro questa sosta non intaccherà le nostre ambizioni."

Da tre stagioni al Follo San Martino, si può dire che oramai è un veterano della società

"Per me il Follo è una seconda casa. Dopo un periodo di sosta personale ho trovato una società dove sono stato accolto e coccolato, finalmente dopo tanti anni nel calcio posso dire di aver trovato delle persone vere. Un ringraziamento a loro che mi hanno fatto ricredere nel calcio “pulito”."

Quest’anno è arrivato Cervia ed è scoppiato subito il feeling tra voi...

"Penso che l’arrivo di Cervia abbia dato qualcosa in più, fin da subito ci siamo capiti. Lui è parte integrante della squadra e con la sua personalità ha creato un gruppo coeso e compatto allenandola per un unico scopo: vincere! Sicuramente, da quello che ho visto, potrebbe meritare altre piazze."

Come si presenta quest'anno il campionato di I Categoria?

"Come tutti gli anni è un campionato equilibrato dove molte squadre cercano il salto di categoria. Dopo anni trascorsi in diverse categorie penso che la “Prima” sia uno dei campionati più difficili e, come tutti gli anni, non si sa mai chi la spunterà."

Facciamo i nomi. Chi l'ha impressionata come squadre, "vecchi" e giovani calciatori?

"Come squadra sicuramente l'Aurora: sono messi bene in campo e hanno una buona società alle spalle. Dei vecchi giocatori di questa categoria mi piace molto Ravettino, Gasparotti, Berti e Oligeri. Dei giovani dico anche io come mister Cervia Della Pina. Questi giocatori avrebbero possibilità anche in categorie superiori."

Due parole sul suo passato a tinte blucerchiate e poi le esperienze in D ed Eccellenza?

"Con la Sampdoria hai toccato un tasto dolente e ti posso dire "maledetto infortunio!". Ha infranto un sogno, però mi è rimasto un bel ricordo. Cito un grande allenatore e un grande uomo con dei valori veri come Felice Tufano, uno dei migliori dei settori giovanili. In Serie D non ho grandi ricordi, ma è stato per me il primo approccio con il calcio dei grandi e mi ha insegnato a crescere in fretta. Ho così potuto sfruttare il passaggio al Magra Azzurri dove mi sono divertito e ho sfiorato una Serie D impossibile. I tifosi erano numerosi e calorosi, per una categoria così era una cosa praticamente impensabile."

Alla fine la sua passione per la cucina ha preso il sopravvento su quella per il calcio?

"Alla fine ho fatto una scelta di vita. Non è stato facile per uno come me e che è cresciuto con il pallone nelle mani. Però attenzione, dopo il mio rientro nel mondo del calcio ho ancora qualche sassolino nelle scarpe sia per quanto riguarda il mondo dello sport e per quanto riguarda il mondo della ristorazione."

La vedremo mai alla Pontremolese con il suo amico allenatore Bracaloni?

"Bella domanda, ma penso proprio di no. Perché hanno un grande portiere come Cacchioli e poi perché condividere il mio tempo con Bracaloni in famiglia è anche troppo! A parte gli scherzi penso che per Bracaloni i numeri parlino per lui. Un maniaco della perfezione e dell'ordine un grande condottiero e un ottima persona, sono sicuro che per la sua grande tenacia e voglia di calcio si meriti ben altri palcoscenici. Io dal canto mio rimarrò legato alla società del Follo come ho detto prima, per me è una seconda casa. L'unico motivo per cui potrei pensare a una proposta diversa viene da una società bianconera toscana con un passato glorioso che in questo momento sta disputando un campionato che non gli appartiene sia per la tifoseria sia per lo stadio e per le grandi imprese che ha fatto in passato, per me sarebbe una rivincita e una nuova sfida."

Chiudiamo l'intervista con una classica domanda di rito. Vuole aggiungere altro prima dei saluti?

"Voglio fare un ringraziamento alla società Follo San Martino per la stima e la fiducia che mi hanno dato. Un ringraziamento speciale ad Andrea Cervia e Pasciuti per il grande sogno che stanno regalando al Follo San Martino. E infine un grosso grazie alla lady di casa Milvia."

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