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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Agosto - ore 20.47

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Mister Andreazzoli ha spiegato il suo calcio agli allenatori spezzini

"L'allenatore lo devi fare per i tuoi calciatori e non per te stesso" Anche consigli ai colleghi spezzini: "Non siamo fenomeni, non dobbiamo farli. Tale ero ad Ortonovo tale sono rimasto ora. Proporsi alla stampa non serve."

Mister Andreazzoli ha spiegato il suo calcio agli allenatori spezzini

La Spezia - E' andata in scena ieri nel tardo pomeriggio presso la sala del CONI della Spezia la conferenza/dibattito del tecnico massese Aurelio Andreazzoli promossa dall'AIAC della Spezia presieduta dal presidente Alteo Bolognini. Il mister, che ha conquistato il campionato di Serie B alla guida dell'Empoli, si è presentato alla conferenza con tutto il proprio staff al gran completo e ha spiegato, anche attraverso la comprensione di proprie esercitazioni e dei propri moduli alla lavagna, il proprio credo tattico con riferimenti sia alla stagione appena conclusa con il club azzurro sia per tutta la sua carriera iniziata con l'Orione e proseguita, proprio nel calcio dilettantistico spezzino, alla guida dell'Ortonovo con doppia promozione in due anni partendo dalla II Categoria. In seguito tutta la trafila che lo ha visto anche alla guida della Massese, Grosseto, Alessandria, collaboratore di mister Spalletti sia ad Udine che a Roma. Con i giallorossi è stato poi anche vice di mister come Montella e Zeman per poi prendere lui stesso il timone della formazione capitolina a seguito dell'esonero dell'allenatore boemo.

Chiari i riferimenti alla coesione del gruppo di lavoro formato dai propri collaboratori:

"I collaboratori vanno ascoltati. Io ho cominciato ad Ortonovo e se non hai un gruppo di lavoro coeso è tutto più difficile. Quando loro mi propongono qualcosa li sto a sentire, può essere un momento di crescita per tutta la squadra. Avendo fatto il collaboratore io stesso so cosa vuol dire quando non ti stanno a sentire."

Poi anche consigli ai colleghi dilettanti della Spezia:

"L'allenatore lo devi fare per i tuoi calciatori e non per te stesso! Loro questo lo percepiscono ed è lì che iniziano a seguirti. Non bisogna proporre troppe esercitazioni o troppi schemi, ma soltanto quelli più importanti che lasciano il segno. Il tempo aiuta nella formazione di una squadra e nell'attuazione dei propri schemi, ma quello che più aiuta sono le idee che uno ha in testa. Certamente io per primo conosco la realtà dei dilettanti e capisco quali siano le grandi difficoltà a cui andate incontro. Vi dò un consiglio, non siamo fenomeni, non dobbiamo farli ed è quello che dovremmo fare tutti come allenatori. Tale ero all'Ortonovo, tale sono rimasto nei miei passaggi di carriera dal settore giovanile della Fiorentina, alla Roma sino ad ora all'Empoli.".

Oltre agli schemi alla lavagna anche un passaggio sulle moderne tecnologie di allenamento:

"Riprendiamo i nostri allenamenti dall'alto con il drone per poterli poi rivedere a video. Penso che una seduta a video o alla lavagna valga come tre allenamenti, certamente devi cercare di interessare i calciatori in modo costruttivo. Bisogna far capire loro quanto sia importante un passaggio fatto in un certo modo, di prima intenzione, cosa significa perdere un tempo di esecuzione, fargli vedere quanti e quali siano i passaggi inutili. E' importante fare capire loro questa differenza anche a mezzo video."

Anche un suo pensiero su come un allenatore debba rapportarsi con la stampa:

"Magari ora non vi interessa, ma a certi livelli anche la stampa può condizionare. In certe piazze la pressione mediatica è molto forte. Sappiate che proporsi individualmente alla stampa non serve a niente per un allenatore. La proposta di un allenatore è la propria squadra."

Al termine dell'interessante conferenza mister Andreazzoli si è intrattenuto a salutare personalmente i partecipanti per poi concludere la serata spezzina con cena presso il ristorante "La Marina" di Antonio Canese assieme allo stesso presidente AIAC spezzino Alteo Bolognini, al presidente onorario Domenico Canepa e al segretario Maurizio Figoli e, ovviamente, a tutto il proprio staff.

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