Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 03 Luglio - ore 15.09

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Marselli: "Credo che il calcio per quest'anno debba fermarsi qui"

L'allenatore spezzino del Valdinievole Montecatini dice la sua. "Speriamo di ripartire il prossimo anno senza troppe assenze." "Professionisti? Dispiace per magazzinieri e impiegati che vivono con stipendi, ma anche lì bisogna fermarsi"

Marselli: "Credo che il calcio per quest'anno debba fermarsi qui"

Da due stagioni guida il Valdinievole Montecatini in Eccellenza della Toscana, ma per anni è stato allenatore di squadre spezzine e sui campi della Liguria allenando società come Fiumaretta, Real Valdivara, Colli di Luni, Magra Azzurri e Rapallo. Lui è ovviamente mister Davide Marselli che in questo periodo di assenza forzata dai campi per lo stop dato ai campionati per il possibile contagio da Covid-19 ha voluto dire la sua da addetto ai lavori su una possibile ripresa dell'attività agonistica.

"Per quanto riguarda i dilettanti, si vada dalla Serie D alla III Categoria, non reputo che ci siano le condizioni igenico/sanitarie per portare a termine i campionati. Capisco che questo potrà creare molti problemi alle società, in primis, e qualche problema a noi allenatori, agli addetti ai lavori, ai calciatori, oltre a non rendere meriti e demeriti di quanto fatto dal luglio scorso a fine febbraio di quest’anno e a far scattare automaticamente i vari ricorsi che le società faranno e di cui la Federazione si dovrà fare carico, ma la tempistica non consente di finire i campionati!"

Se secondo lei i campionati sono da finire, la ripresa nella prossima stagione come la vede?

"Speriamo di poter ripartire il prossimo anno, magari anche un mese dopo iniziando ottobre piuttosto che a settembre e posticipando le preparazioni ad agosto piuttosto che a luglio, anche se per la situazione sia economica che sanitaria non sarà facile per nessuno pensare al prossimo campionato."

Sicuramente, soprattutto in Italia, non vi è ancora chiarezza. Anche a livello professionistico permangono molti dubbi. Lei che idea si è fatto?

"Credo ci sia un po’ di confusione a livello europeo. In Belgio, Francia e Olanda ad esempio hanno già sospeso il tutto, mentre in Italia da oggi è’ consentito allenarsi singolarmente e credo che a breve sarà consentito allenarsi anche in gruppo. Certamente qui cambia tutto, ad esempio solo in Serie A si parla di 500 milioni di euro di perdite nel caso non riprendesse la stagione. In primis penso anche alle persone alle quali l’indotto del calcio da lavoro ossia quelle persone che non hanno stipendi milionari come i calciatori, ma che hanno stipendi normali con i quali vanno avanti. Magazzinieri, custodi, giardinieri, impiegati, addetti ai lavori ecc... A chi non piacerebbe, almeno nel week end, vedere qualche partita alla Tv? A me manca da morire ad esempio, però il calcio è uno sport di contatto fisico, di scontri...non è’ possibile mantenere nessuna distanza. Pensiamo ad esempio ad un calcio d’ angolo: cosa faccio resto a marcare a due metri di distanza dall'avversario? Nel calcio si suda, ci si tocca, ci si spinge, a volte purtroppo anche ci si sputa, ci sono i falli, a volte ci sono infortuni con perdite di sangue, testate e in aggiunta non si può giocare con la mascherina. E' vero che si possono fare più controlli sanitari, ma una partita professionistica, anche a porte chiuse, vede in campo 22 giocatori, altri 20/25 in panchina, oltre ad almeno un altro centinaio di persone tra addetti ai lavori, massaggiatori, fisioterapisti, allenatori, dirigenti vari, accompagnatori e qualche giornalista e qualcuno delle televisioni, quindi ogni partita coinvolge almeno 150 persone. E quindi bisognerebbe fare i tamponi a tutti in ogni campo prima della gara e avere la risposta di tutto subito. Credo che a malincuore, considerato tutto questo e vista pure la tempistica anche il calcio professionistico per quest’anno dovrebbe fermarsi qui. Lo dico da persona che ha iniziato a giocare a calcio da bambino a 5 anni fino a 23 anni e ad allenare dai 23 anni fino ad oggi che ne ho 48, quindi 25 anni di fila, facendo magari anche 200 km al giorno in macchina, tutti i giorni come succede da cinque anni a questa parte per fare un singolo allenamento di un ora e mezza. Amerò questo sport? Certo che sì, ma il calcio a tutti i livelli non consente la sicurezza necessaria di cui oggi abbiamo bisogno e che la vita normale invece consente. Considerando poi quanto accaduto negli ultimi due mesi, ovvero la perdita di 28mila persone nostri connazionali, sarebbe anche un gran segnale di rispetto nei confronti delle loro famiglie."

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia




















Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News