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Ultimo aggiornamento: Domenica 29 Novembre - ore 18.03

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Corrado: "Stagione medio alta all'andata, ora Seravezza più di un ipotesi"

Fresco di addio alla Genova Calcio l'allenatore torna a parlare. ""Blocco delle retrocessioni, un girone di D in più e spareggi per tornare nel 2021/2022 al numero abituale di squadre" "Fossi la Fezzanese mi incatenerei davanti la sede della Lnd"

Corrado: "Stagione medio alta all'andata, ora Seravezza più di un ipotesi"

La Spezia - La stagione del suo rientro nel calcio della Liguria e nel campionato di Eccellenza è terminata anzitempo per via della pandemia da Covid-19, ma mister Marco Corrado ha fatto in tempo a lasciare un ottimo ricordo di sé e del suo lavoro anche alla Genova Calcio. Una separazione consensuale quella con il club bianco rosso che dopo un tira e molla di qualche stagione lo aveva accolto la scorsa estate. Una stagione di alti, come la bellissima vittoria ottenuta in casa del Sestri Levante, e qualche basso assieme al fido scudiero Vaccarezza. Ora è pronto a ripartire verso altri lidi e magari tornare in Toscana dove si vocifera che il Seravezza Pozzi sia pronto ad affidargli i suoi 2004. Oggi intanto lo abbiamo ancora una volta fatto accomodare nella nostra sala stampa virtuale per raccogliere dalla sua voce pareri e possibili risvolti futuri dopo una stagione sicuramente atipica come è stata quella conclusa anzitempo dalla Lega Nazionale Dilettanti.

Buongiorno mister e ben ritrovato sulle nostre pagine. Nei giorni scorsi il Presidente Regionale Ivaldi si è pronunciato in merito alle possibili decisioni che verranno prese su promozioni e retrocessioni dicendo che, pur non potendo rendere la cosa pubblica al momento, hanno le idee molto chiare. Secondo lei che linea verrà seguita?

"Buongiorno Guido e buona giornata ai vostri lettori. Fare previsioni è davvero difficile, che linea seguire da quanto trapela: promossa la prima e blocco delle retrocessioni, ma si diceva così anche riguardo alla serie D e invece...sorpresa! Quindi attendiamo."

Attendiamo decisioni ufficiali, ma i rumors dicono prima classificata promossa e blocco delle retrocessioni. E' d’accordo o avrebbe fatto altrimenti?

"Personalmente avrei promosso la prima e fatto valutazioni anche sulla seconda, mentre non avrei retrocesso nessuno. Nella prossima stagione col tempo di programmazione che abbiamo avuto avrei riformato i campionati che sarebbero diventati palesemente più numerosi per arrivare al 2021/2022 nuovamente con il numero corretto di squadre grazie a Play-Off e Play-Out ben articolati."

In Serie D sono state decise a tavolino 36 retrocessioni anche di squadre sestultime o con una partita in meno disputata. Che ne pensa?

"Penso che la scelta sia totalmente fuori luogo, la penalizzazione è troppo severa, giusta la protesta delle società che spero porti a frutti brevi senza blocco dei campionati. In D avrei adottato la stessa linea e magari aumentato un girone a livello nazionale in modo da penalizzare meno squadre e minimizzare i costi della stagione futura con un girone in più quindi comprimendo le distanze."

Le retrocesse si sono unite in una "class action" contro la decisione della Lnd. Tra queste vi è anche la Fezzanese...

"La Fezzanese era sestultima a pari merito con altre due squadre e quindi in piena corsa e, se non vado errato, è risultata retrocessa per un gol subito in casa: follia pura e non aggiungo altro! Al loro posto, oltre al ricorso, mi sarei incatenato alla sede della lega, almeno ci ridiamo un po' sopra..."

Si e parlato, tra le altre cose, di un possibile calo dei fuoriquota da 3 a 2 nei campionati di Promozione ed Eccellenza e dell’eliminazione del fuoriquota in Prima Categoria. È favorevole?

"Come tutti sapete ormai conoscendo il mio modo di lavorare, sono uno che spesso gioca con più fuoriquota del previsto quindi per me la regola non è limitante, giocano quelli bravi giovani o non giovani: per me quando si entra in campo le qualità tecniche non hanno età. Credo però che bloccare le annata come quest'anno sia penalizzante per le annate che seguono, comunque il problema del calcio dilettanti non sono gli "under". Suvvia, non scherziamo, impariamo tutti ad allenarli e saranno una risorsa, non un ostacolo come definiscono molti colleghi. Sul fatto della I Categoria sono più d'accordo seppur il concetto rimane il medesimo, quando il pallone rotola sul rettangolo verde abbiamo tutti la stessa età."

Adesso come vede il futuro del calcio dilettantistico?

"Lo vedo allo stato attuale in difficoltà perché talvolta abbiamo menti poco elastiche, nella storia economica mondiale tutti i grandi momenti di depressione hanno portato poi a spinte esponenziali, se sappiamo sfruttare le difficoltà senza adagiarsi, ma reagendo con positività il mondo dilettanti, settori giovanili compresi potrebbe trovare una nuova linfa ormai un po' sepolta. Intendo la vera Passione e la Competenza: queste peculiarità in ogni ambito sono i veri propulsori per la ripresa."

È ancora fresca la separazione consensuale con la Genova Calcio. Come mai è cosa ti lascia questa stagione?

"Separazione consensuale con altrettanto dispiacere consensuale, ma con grande realismo da ambe le parti. Più che separazione è un arrivederci, i rapporti sono ottimi e ho detto alla presidenza che mi piacerebbe lasciarmi così serenamente con ogni società in cui lavorerò. Non vi era ad oggi la possibilità di programmare con certezze di carattere tecnico, logistico ed ovviamente economico per il "momento Covid" per ciò mi hanno liberato con grande eleganza e correttezza. Il rapporto con tutti è ottimo quindi nessun problema. Unico rammarico è non poter proseguire un lavoro iniziato con entusiasmo che per una prima parte aveva dato buoni frutti e col proseguo, dopo il raggiungimento di una salvezza per questa stagione sofferta, si sarebbe potuto cementare nella futura stagione con gli accorgimenti necessari che stavamo già ponderando. Esperienza importante e accrescitiva per il sottoscritto e il mio grande e fondamentale in collaboratore Vaccarezza."

Come giudichi la vostra stagione interrotta per via della pandemia?

"Stagione medio alta all'andata, molto bassa fino alla pandemia inutile nascondersi dietro un dito. Gli obiettivi iniziali erano alti, li abbiamo inseguiti fino a Natale cercando di restare agganciati, ma davanti onore al merito andavano forte, da gennaio in poi abbiamo subito una flessione per varie circostanze già analizzate con i ragazzi e la società, ma questo è il calcio... imprevedibile."

Più in generale questa estate avevi ritrovato il campionato di Eccellenza dopo un annata con le formazioni giovanili in Toscana. Come hai ritrovato questo campionato?

"Ho ritrovato un campionato di livello alto, allenatori preparati e giocatori fisicamente al top...fidatevi però che in Toscana le giovanili hanno un livello globale molto alto sotto tutti gli aspetti, soprattutto la mentalità è molto alta."

Il futuro di Marco Corrado. Rumors ti danno vicino ad una panchina giovanile del Seravezza, i 2004. Cosa c’è di vero e cosa cerca mister Corrado?

"I rumors sono sempre vicini alla verità, ci sono altre cose ma quella è più di un ipotesi. Il legame col direttore Bongiorni è rimasto forte per tutta la stagione seppur lontani, ma vicini quindi vedremo. Cosa cerco? Calcio, calcio vero, calcio serio fatto di persone con valori morali e competenze nessuna improvvisazione, quindi che sia giovanile o categoria importa relativamente. Uno può allenare bene in tutte le categorie, portare avanti le sue idee ed essere apprezzato da grandi e giovani. Io da Margine Coperta sono tornato nei grandi alla Genova, ho alcune richieste dai grandi ma non faccio una questione di categoria, ho richieste anche dalle giovanili. Chi sa come lavoro non ha bisogno di vedere la categoria in cui alleno: conta la passione prima di tutto. Il cuore i giocatori, grandi e piccoli, lo sentono battere..."

Siamo al momento dei saluti di questa lunga e piacevole chiacchierata. Vuoi aggiungere altro prima?

"Ringraziarti come sempre per il tempo dedicato e dire a tutti di puntare sulla qualità tecnica nei Settori Giovanili se vogliamo giocatori pronti in categoria. Qualunque essa sia a noi mister piace che i giocatori sappiano giocare a calcio prima di saper correre forte o fare una diagonale!"

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