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Tommasi vuole cambiare i dilettanti: "No a vincolo e under"

Il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori pensa a importanti riforme. "Per emergere conta il merito e la qualità, non l'obbligo della data di nascita"

Tommasi vuole cambiare i dilettanti: "No a vincolo e under"

La crisi causata dalla pandemia da Covid-19 ha messo ancora più a rischi il sistema del calcio dilettantistico. Un sistema che rischia pesanti ripercussioni economiche e che, al momento, si regge su equilibri sottilissimi. L'estate che verrà dovrà sostanzialmente essere quella delle risposte. Risposte su come ripartire, risposte su come evitare un'aggravarsi della crisi, risposte ai tanti che invocano importanti riforme. Riforme attese dalle società, ma anche da allenatori e dai calciatori stessi rappresentati dall'A.I.C.

Damiano Tommasi, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, intervenendo a una trasmissione organizzata dall'Accademia Dodo ha lanciato un paio di proposte interessanti. Il numero uno dell’associazione calciatori si è soffermato sulle tematiche del calcio dilettantistico a cominciare dal tema dell'abolizione del vincolo sportivo, ossia l'obbligo di svolgere la propria attività sportiva esclusivamente per il club che ha proceduto al tesseramento al di sotto dei 25 anni di età.

"Era e resta un obiettivo." – dichiara Damiano Tommasi - "Un cambiamento necessario mirato sulle esigenze di ragazzi e famiglie, ovviamente senza mettere in difficoltà le società sportive. Bisogna garantire la possibilità di una scelta libera e allo stesso tempo garantire alle società di poter riprogrammare l'attività ogni anno serenamente. E' un tema da affrontare senza pregiudizi né punti fermi. Bisogna metterci mano perché il vincolo crea disagi e l'abbandono sportivo precoce è già un problema non indifferente".

Secondo l'ex centrocampista di Roma e Verona un altro ostacolo importante da superare per i campionati dilettantistici è quello dei cosiddetti fuoriquota ossia l'obbligo di schierare ogni stagione gli "under" nella formazione di partenza. "È giusto emergere e conquistarsi il posto in Prima Squadra per merito, non per obbligo. Non è l'età, ma è la qualità che conta. Poi bisogna capire perché qualcuno sostiene che togliendo questa regola i giovani non giocherebbero mai. Questa è una riflessione che dovremmo fare come Paese".

G.L.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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