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Sport e Salute, dodici mosse per salvare lo sport di base

Sport e Salute, dodici mosse per salvare lo sport di base

La Spezia - In Italia non c’è solo lo sport professionistico con il suo relativo gettito fiscale che garantisce alle casse dello Stato. In Italia c’è soprattutto lo sport di base, e non parlo solamente di calcio, che rischia pericolosamente il collasso. Un collasso che non possiamo permetterci perché lontano dalle luci della ribalta mediatiche, dei circoli vip ci sono circa venti milioni di persone che quotidianamente promuovono il volontariato, il benessere psicofisico generando un grande, grandissimo impatto impatto economico sociale. E cosi, in attesa che il decreto liquidità diventi legge dello Stato, lo Sport e Salute ha consegnato alla Commissione Finanze a Attività produttive della Camera un documento con alcune proposte. “L’auspicio- si legge nel report consegnato appunto alla Commissione Finanza e Attività produttive della Camera – è che tali misure possano gradualmente divenire strutturali e non solo emergenziali”. Di seguito le proposte:
Canoni impianti sportivi: sono stati sospesi fino al 31 maggio gli affitti di palestre e impianti sportivi pubblici. Sport e Salute chiede di sostare questo termine al 31 dicembre 2020.
Concessioni: tre mesi senza poter utilizzare l’impianto sportivo, sono tre mesi di inattività per la società sportiva. La proposta è quella di prolunga la concessione e soprattutto rinegoziare i termini, con particolare attenzione a chi negli anni ha investito in tali strutture garantendo, cosi, la giusta manutenzione.
Canoni impianti sportivi:il mercato sta cambiando. E i contatti di locazione delle strutture avranno sicuramente un valore diverso. Quindi, perché non introdurre una procedura che garantirebbe alle società di rimodulare l’affitto di un impianto sportivo?
Voucher per i tesserati: molte famiglie hanno già provveduto a saldare le quote per portare i propri figli a calcio, pallavolo ecc ecc. I mesi senza sport e parliamo di marzo, aprile, maggio e giugno ) potrebbero essere garantiti nella prossima stagione da federazioni, Discipline Sportive Associate ad Enti di Promozione, anziché dalla società.
Meno tasse per ripartite: fiscalità di vantaggio per almeno due o tre anni: detrazione irpef sino al 50% per erogazioni liberali, compressione dell’IVA sulla pubblicità e credito d’imposta del 60% per le sponsorizzazioni.
Aiuti alle società: cosi come avvenuto per i collaboratori sportivi, prevende un fondo dedicato a società e associazioni dilettantistiche a cui si potrà attingere in casi di paralisi prolungata della propria attività.
Fondo d’investimento: istituzione di un fondo per lo sport e di bond sportivo per attirare donazioni e sponsorizzazioni, cosi da sostenere anche le start-up.
Microcredito sportivo: dare la possibilità a tutte le realtà di accedere a finanziamenti di importo non superiore ai quarantamila euro, agevolato da garanzie a titolo gratuito e dal riconoscimento di un contributo agli interessi per rendere meno onerosa la restituzione.
Rifacimento bonus: il bonus potrebbe salire da 600 a 800 euro, in linea con le altre misure di sostegno previste dal decreto “Cura Italia”.
Innalzamento franchigia a quindicimila euro: i lavoratori sportivi non pagano le tasse sulle collaborazioni fino a diecimila euro. Sport e Salute propone di alzare questo importo fino a quindicimila euro applicando un prelievo per scaglioni di reddito e immaginando, con quel surplus, la contribuzione di un fondo previdenziale. A titolo esemplificativo: il 4% per redditi fino a cinquemila euro, l’8% per quelli da cinquemila a diecimila euro e del 12% per la fascia dai diecimila ai quindicimila euro. Le risorse accantonate garantirebbero la copertura assicurativa e sanitaria degli operatori sportivi.
Palestre scolastiche: lo sport per forza di cose dovrà adattarsi alle nuove norme, ovvero distanziamento, sicurezza, sanificazione , per mettere in sicurezza i praticanti. Sport e Salute ha proposto investimenti per gli interventi nella palestre delle scuole.

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