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Del doman non v’è certezza

Del doman non v’è certezza

La Spezia - Ci sono impianti sportivi fermi da due mesi, città e paesi che ormai da troppe settimane non hanno più la fortuna di assaporare le domeniche calcistiche fatte di gol, emozioni e perché no anche polemiche. Quelle domeniche che richiamavano l’intero paese, il proprio quartiere verso i campi da calcio per sostenere da vicino i propri campioni. Si, perché anche noi dilettanti abbiamo i nostri campioni del cuore. Certo non saranno ne Messi e ne Ronaldo ma a noi importa poco perché anche loro ci regalano grandi emozioni e belle, bellissime giocate. Nonostante tutto, però, i campionati dilettantistici non sono stati ancora ufficialmente sospesi. Insomma, mai come oggi del doman non v’è certezza, direbbe Lorenzo il Magnifico. Personalmente, ma credo di scrivere il pensiero di molti addetti ai lavori, è impensabile una ripartenza cosi com’è complicato pensare di tornare in campo perfino a settembre. Sibilia, il capo del calcio dilettantistico nazionale, resta alla finestra facendo capire che questa stagione non può ripartire ma allo stesso tempo attende la decisione finale dalla FIGC e soprattutto dal Governo. Sia chiaro: prendere una decisione di questo tipo non è sicuramente facile perché c’è il rebus delle classifiche e il rischio di ricorsi infiniti vuole essere evitato è cosi la palla è stata lasciata in mano agli organi superiori. Però a forza di aspettare e con il virus contenuto, ma tutt’altro che sparito, sia ben chiaro, ecco che anche il calcio dilettantistico si trova a fare i calcoli dei danni e delle angosce. Le società nel frattempo perdono incassi e in prospettiva saranno senza sponsor e con un bilancio fortemente ridimensionato. Senza soluzioni e programmazione nelle prossime settimane potremmo ritrovarci davvero senza calcio non solo ora ma anche a settembre. Più passa il tempo e meno voglia paradossalmente c’è di ripartire . Anche perché, la crisi dirigenziale nei paesi esisteva già prima del Covid-19, e ora che il virus ha minato ogni settore il calcio dilettanti rischia davvero un pesante contraccolpo. Quindi, girovagando sui social ha fatto una breve ricerca dove ho trova spunto per fare alcune mie personali riflessioni sul momento e sul futuro del calcio dilettantistico.
Chiudere subito? - Leggendo sui vari social i commenti e i post di calciatori, allenatori, dirigenti e addetti ai lavori si evince che la maggior parte è propensa allo stop immediato dei vari campionati.
Annullare i campionati? - Difficilissimo avere un’idea comune su come gestire le classifiche. C’è chi propone ad esempio di prolungare la stagione, c’è chi invece vorrebbe ripartire da zero. Due idee giuste ma troppo distanzi tra loro. La Federazione, da quando trapela ma non è nulla di ufficiale, lavorare invece per tutelare i primi in classifica al momento dello stop, retrocedere gli ultimi e garantire una graduatoria per gli eventuali ripescaggi. Perchè qualche società alzerà bandiera bianca e quindi lascerà qualche “buco” nelle varie categorie.
E’ possibile mettere in pratica il famoso protocollo?- Personalmente credo che per le società dilettantistiche sia impossibile perché ci sono dei costi che molte, se non tutte, possono permettersi. In questo caso credo ci sia il bisogno concreto di forti aiuti da parte degli organi competenti e soprattutto dalle istituzioni, ovvero regioni e comuni, perché il calcio dilettantistico è un patrimonio da salvare.
Molte iscrizioni ai prossimi campionati sono in dubbio?- Penso di si e quindi credo sia il caso, ma sono certo che i “padroni del calcio nostrano” ci stanno lavorando, di valutare una riforma per aiutare tutte le società. Come? Abbattere i famosi costi( iscrizione, quota assicurativa per i calciatori e dirigenti ) e elargire qualche contributo in più a tutte le società. E le società? Le società dovranno sicuramente fare la propria parte, magari ripartendo dai settori giovanili, dove chiaramente è possibile, ma credo che soprattutto ci debba essere una forma di solidarietà tra di loro.

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