Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 16 Novembre - ore 21.54

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

Fotostimoline

La fotografia perfetta?

Questa fotografia è stat nei giorni scorsi al centro di un'esplosione di condivisioni in rete: il motivo è la sua "perfezione".
Verrebbe da dire “se questa è perfetta, allora ............. com’è?!?" ognuno può mettere il titolo della fotografia preferita al posto dei puntini.
Ma è una partenza antipatica, se non altro perché chi scrive cerca anche di fare fotografie e si rischia di sembrare invidiosi a chi ha il coraggio di leggere.
Allora per mettersi con le spalle al coperto dico che la foto è molto bella e ben fatta, con vari pregi di cui non parlare perché l’argomento interessante non è questo.
Bensì: è possibile definire perfetta una fotografia? O un’opera d’arte in genere?

Può esistere una frase perfetta, una scultura perfetta? Oppure può essere perfetto un piano urbanistico o una sinfonia pur composta da un genio?
Posso dire di essere innamorato di una donna, o che darei la vita per tizio; ma posso definire perfetta quella persona?
Affermarlo è dimostrare di aver paura del limite presente in ognuno, in ogni cosa.
Dire perfetta la donna che ami è non amare: perché vuol dire che non la conosci e temi di non riuscire a comprendere l’imperfezione. Ettore Alinghieri scrive in un suo racconto (spero di ricordare bene) che un amico illustre gli rinfacciò di non conoscere abbastanza Spezia: non aveva mai contato quanti passi esatti ci vogliono da Via del Prione alla porta dell’Arsenale!
Non c'è amore senza conoscenza e se conosci scopri il limite in ogni cosa.

E se la perfezione non è umana, come pretendere da una foto che lo sia? in base a quale parametro? Da qualche parte ho letto di un pittore giapponese che alla fine dell’opera lasciava cadere una piccola macchia di colore sulla tela: voleva "rovinare" il quadro perché la perfezione è divina e non dell’uomo.

Eppure la ricerca della fotografia perfetta esiste: molti appassionati spendono più tempo a calcolare la nitidezza dell’ obiettivo che a fotografare; il corredo fotografico in eterno rinnovamento é sempre più costoso, sempre più sofisticato. Sempre più assistenziale nel tentare di impedirci ogni errore. Poi tutti sul software ad eliminare i difetti che sempre rispuntano! Ma sfugge qualcosa. Lo stesso pubblico, o quasi, si appassiona a effetti digitali che richiamano vecchie tecniche fotografiche in cui il difetto costituisce il carattere principale: Polaroid e Instagram, la riscoperta del foro stenopeico, tecniche analogiche varie e così via.

Vien da pensare che tutto succeda in un ambito strettamente commerciale e a nessuno interessi davvero la fotografia.

Forse gioca anche una certa scarsa familiarità con l’argomento in chi ne scrive: nell’ articolo di Elamr Burchia sul Corriere della Sera che raccontano i motivi del successo dell’ immmagine: “i fotografi dipingono in bianco e nero” ... rispunta la vecchia famosa relazione pittura-fotografia, ormai offensiva per ogni autore ( ormai solo qualche nonno osa dire di una bella foto che assomiglia ad un quadro!).
Questa fotografia, si sostiene, è stata rilanciata migliaia di volte sui social network perché
perfetta nella composizione e perché simile ai lavori di “Ray Metzker noto per....il suo “uso bipolare del biancoenero”. Si potrà discutere della “perfetta simmetria tra uomo e natura” citata nel titolo... ma chi ci spiega che razza di malattia pericolosa sia “l’uso bipolare del biancoenero”?


Marcin Ryckez, fotografo polacco, è molto bravo: ma non abbastanza, evidentemente, da evitare di essere rincuorato dall’articolista perché la sua foto non è “ dovuta solamente alla fortuna: è anche frutto di tanta pazienza”.

Nonostante i tanti benefici della rete nasce un senso di fastidio di fronte al successo di questo tipo di immagini e ancor più verso questo modo di parlare di fotografia.

Forse è proprio arrivato il momento che uno scatto vada "anche" spiegato, contrariamente a quel che si usa dire: Ansel Adams afferma che la foto è come una barzelletta, se la devi spiegare vuol dire che non funziona; molti autori dicono più o meno la stessa cosa: esattamente gli stessi che raccontano delle loro immagini in libri interi.
Credo sia giusto così.
Perchè una buona immagine non è solo un esercizio da "cacciatore" che coglie al volo quella fortuita, eccezionale, concomitanza di situazioni. Un’ abilità quasi sportiva.
E’ più bello pensare che sia una parte necessaria della vita dell’autore, che ci parli di lui e del suo mondo e ci metta in contatto con tutto questo.
O forse van bene entrambe le cose: stiamo tentando di mettere regole per dimostrare che le regole non sono tutto in fotografia!?

Ma concedete che, se si suol dire che “le eventuali imperfezioni stanno a testimoniare la rigorosa produzione artigianale del prodotto”...viva le foto imperfette, per quelli come noi che non sono capaci di fare altrimenti!


Detto tutto questo: esiste la foto perfetta secondo te?
Su Google la ricerca “ la fotografia perfetta” regala 2.200.000 risultati: la maggior parte sono consigli e tutorial su come ottenerla.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
<< Elenco Post

I Vostri commenti

undefined undefined
Sabato 23 febbraio 2013 alle 22:56:03
In questo ottimo post, che ho letto con grande interesse, è ben chiaro come sia il termine «perfetta» ad essere ambiguo; forse bisogna riscoprire aggettivi più semplici nel significato, come ad esempio «piacevole», oppure «azzeccata» oppure semplicemente «bella». Noto in giro una grande nostalgia dell’analogico, in contrapposizione ad un digitale tanto potente, ipertrofico e, alla fine, afasico. Diego Bruschi
Davide Marcesini
Domenica 24 febbraio 2013 alle 16:23:19
Grazie Diego, il tuo commento mi suggerisce proprio uno cosa alla quale non avevo mai fatto caso: c'è una vera corrispondenza "al rialzo" tra le foto superaggiustate e il linguaggio usato per commentarle, sbaglio?
Tutte immagini "spettacolari" - "incredibili" - "bellissime"- e così via.
In effetti l'essere commentate su social network non è il loro scopo principale?
Si perde l'attenzione per il racconto, il fotografare su un progetto.
La fotografia deve solo colpire, ad ogni costo. Anche se non dice nulla, "afasica" appunto, mi sembra una..."perfetta" definizione!
Potrebbe essere argomento di un bel post futuro.
O forse ce ne vorrebbero trecento.
Alberto Cicala
Sabato 16 febbraio 2013 alle 19:49:52
come è difficile inviare un post!Il commento era così bello che me lo sono dimenticato!!
Alberto Cicala
Sabato 16 febbraio 2013 alle 19:47:20
Gianni Maccagni
Giovedì 14 febbraio 2013 alle 21:39:48
Davide Davide, già ne dubito io….ma ho un pregio certo: sincero, sempre
Alberto Cicala
Mercoledì 13 febbraio 2013 alle 19:07:06
Alberto Cabas Vidani
Mercoledì 13 febbraio 2013 alle 18:02:29
Anche io ho condiviso la foto con i miei "seguaci" su Facebook e Twitter e adesso mi fai sentire in colpa ;-) Proseguendo il tuo parallelo tra la foto e la donna che ami, diciamo che la perfezione della seconda è soggettiva. È una donna perfetta per te. Il che in parte contraddice in termini il significato di percezione. Ovviamente, la foto perfetta non esiste, perchè parliamo di arte e quindi di soggettività. Però esistono le foto molto potenti, molto forti. Questa qui mi ha subito colpito, direi stupito. Mi succede con composizioni molto efficaci ed in particolare in bianco e nero. Così ho condiviso la notizia. Certo, è deprimente che un articolista debba ricordare che la foto non è frutto del caso. Ma è anche comprensibile vista la percezione globale della fotografia. Quanti credono di essere pronti al professionismo perchè hanno fatto un paio di scatti fortuiti, più nitidi e con bei colori? Avevo già letto la citazione di Ansel Adams su un ebook sulla Street Photography che sto traducendo. Veniva riportata in relazione ad un discorso sulla necessità di parlare e spiegare il proprio lavoro per farlo conoscere. Lì si controbatteva le parole di Adams anche per il valore educativo che hanno le spiegazioni delle foto. Più le persone capiscono quanto lavoro, quanto concetto si trova dietro uno scatto, più si abitueranno a cercarli in altre foto. La fotografia digitale e internet ci hanno fornito strumenti eccellenti per diffondere la cultura della fotografia e rendono anche più facile concentrarsi sull aspetto artistico, non dovendo badare ai tecnicismi. Però bisogna ricordardsi che se la soglia di ingresso si è abbassata, non ci si può fermare all ingreso, bisogna entrare ed esplorare, per vedere cosa si cela dietro alle foto belle e vere. E anche dietro a quelle perfette ;-)
Davide Marcesini
Giovedì 14 febbraio 2013 alle 12:46:57
..abbasso il senso di colpa!
Dici bene, il senso è quello di tendere al massimo possibile delle nostre capacità e intuizioni. Altra cosa è dire di aver fatto qualcosa di perfetto. Qui infatti il problema non è il fotografo, che, ripeto, ritengo molto bravo, nè la foto in sè che è proprio bella. Volevo invece mettere in evidenza il comportamento spesso impazzito dei social network e il modo un po' superficiale di parlare di fotografia in genere sui media non specializzati ( e anche, a volte, su quelli specializzati!).
per finire con le tue parole: bisogna sempre sempre esplorare, l'importante è cercare di capire se cammini nella direzione giusta! per far questo bisogna "nutrirsi" di roba buona, non solo di foto da social network.
Ho apprezzato un passaggio del "fotometro" di Settimio Benedusi ( ve lo ricordate?) con il quale concordo su pochi punti ma sottoscrivo alla grande che per essere un buon fotografo...devi avere moltissimi libri di fotografia ( e anche se non li hai devi averli guardati e letti!). io aggiungerei "non solo di fotografia".
Gianni Maccagni
Mercoledì 13 febbraio 2013 alle 12:19:46
Un grandissimo Davide Marcesini. Bravo e preciso come sempre.
Davide Marcesini
Giovedì 14 febbraio 2013 alle 12:54:36
troppo buono, se dici una cosa del genere son costretto a dubitare delle tue capacità intellettuali!

Scrivi un commento



Per inviare un commento devi essere loggato.







































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News