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Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Maggio - ore 08.04

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Zona Franca

Sudisti e Nordisti.

Questa mattina all'alba, alla stazione ferroviaria di Pisa si sono creati disagi a causa di qualche decina di militanti dell’ala dura del movimento dei Forconi, diretti a Roma per l’annunciata manifestazione, che hanno bloccato il treno sul quale viaggiavano rifiutandosi di pagare il biglietto.
Non essendo presente non posso avere un'idea delle loro argomentazioni riguardo al perché sarebbe stato giusto esentarli dal pagamento del trasporto, ma essendo spezzina, voglio immaginarmeli così in un dialogo con le forze dell'ordine chiamate dal controllore:

(la F sta per forcone)
F-" Cioè frè, noi stémo andando alla manifestasione, altro che bigéto"
P-" Non importa signore, Lei è diretto a Roma, utilizza un servizio di trasporto che deve pagare"
F-" Ma fanti, noi protestemo perchè disoccupati, per il prezzo della benzina alto e noi sèm trasportatori, chi operaio, chi allevatore, ma tutti volèmo protestae per l'indipendenza della Sicilia”

Inoltre non è per noi un tabù affermare che ove lo Stato centrale non dovesse riconoscere al Popolo Siciliano il diritto alle prerogative amministrative e finanziarie previste dallo Statuto, la Lotta dei Forconi potrebbe abbracciare anche le istanze mai sopite dell’ Indipendentismo Siciliano. [tratto dallo Statuto del Movimento dei Forconi, 2012]

Qualcosa non torna in questo dialogo, vero? Anche per me rimangono oscuri i motivi per cui un movimento nato in Sicilia nel 2012, un neonato praticamente, fondato da un imprenditore agricolo di Avola, Mariano Ferro e che raccoglie diversi gruppi tipo agricoltori, autotrasportatori, allevatori, operai e disoccupati, si sia messo alla guida dell'onda di malcontento popolare finendo per essere imbrigliato dalle frange d'estrema destra.
Nel 2012 gli autotrasportatori dei forconi bloccarono il trasporto delle merci dalla Sicilia alla terraferma per diversi giorni, chiedendo in maniera compatta l'ascolto del proprio progetto politico che riassumo dallo statuto: l’adozione di una moneta siciliana, i tagli alla burocrazia e alle tasse, fino all’istituzione di una commissione d’inchiesta sullo spreco di denaro pubblico in Sicilia.
Quindi sostanzialmente sono dei Siciliani incazzati, e con tutte le loro ragioni, visto che provano a portare in politica i disservizi del malgoverno dal 2008 con Raffaele Lombardo, leader di un altro movimento simile ma dal nome diverso; il “Movimento per l'Autonomia”.
Lombardo sottoscrive un accordo per un'alleanza elettorale e politica con il neonato Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, omologo a quello con la Lega Nord.
l'MpA presenterà il suo simbolo in tutte le regioni centro-meridionali, apparentato con il PdL, specularmente a quanto accadrà con la Lega Nord nel Settentrione.
Passati anni, Ferro accusa Lombardo (nel frattempo diventato guida della Regione con un consenso plebiscitario del 64% dei voti) di essersi scordato gli obiettivi iniziali, ed all'uscita del Palazzo d'Orleans di Palermo, dove è avvenuto l'incontro infruttuoso tra i due il 16 Marzo 2013, dichiara :''Il disastro e' dietro l'angolo e la politica e' incapace di dare risposte ai bisogni delle attività produttive siciliane. Le associazioni di categoria sono scese in piazza l'1 marzo per chiedere 'lavoro produttivo', vorrei capire che risposte hanno avuto''.
Da qui la storia precipita velocemente, si ha un balzo al Nord dove il 9 dicembre contemporaneamente esplodono scioperi con presidi da Nord a Sud, primi blocchi in Veneto e caos a Torino dove viene assaltato il Palazzo della Regione con una bomba carta. Per tre ore e mezza circa un centinaio di manifestanti hanno occupato i binari della stazione di Genova Brignole (e di questo ho diretta testimonianza, il Signore li abbia in gloria). A Roma un centinaio di persone presidia piazzale dei Partigiani inneggiando alla caduta del governo, e paradossalmente nessuna protesta o quasi in Sicilia, niente blocchi, niente bombe carta, qualche sit-in.
Da qui traspare la totale disorganizzazione del movimento, nel quale si gioca a chi fa la voce più grossa e tra loro spuntano Scienthology e il segretario del mago Otelma, l'ex sindaco imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, il filosofo della cospirazione mondiale, l'Illuminato pentito, per guidarlo.
Tra loro aspiranti guide, sembra averla spuntata l'estrema destra tanto da spingere l'Espresso ad intitolare “Forconi, l'anima nera marcia su Roma”.
Ma questi personaggi inneggianti al ventennio Mussoliniano, con le loro facce molto note alla questura vorrei sapere cosa centrino con i senza lavoro, con i camionisti, con gli agricoltori, con i precari e disoccupati, con chi la crisi la sente veramente e non per gioco, per una rievocazione storica della marcia su Roma.
Fate pure, basta che poi torniate a Piazzale Loreto, lasciando il fiato a chi ha veramente da chiedere qualcosa allo Stato.
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