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Ultimo aggiornamento: Venerdì 16 Novembre - ore 21.54

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La paura del vuoto e 10 fotografi per curarla

Le gallerie di immagini presentate ai concorsi sono specchio del gusto medio fotografico. La qualità è spesso molto alta: tutte piene di attimi irripetibili, tutte dimostrano padronanza di tecniche “extra” rispetto alla normale pratica fotografica.
Per questo diffido dei concorsi. Sono un invito all’eccezionale.
Se sono ritratti, sono le facce più strane.Oppure facce bellissime molto molto “lisce”.E molto simili.
Se sono corpi, tutta roba che in giro non si vede mai.
Se paesaggi, abbondano di fulmini, aurore esotiche e colori inauditi.
Se reportage, solo guerre e catastrofi.
Quando invece la quotidianità è piena di tutto il possibile (e oltre) per qualunque carriera fotografica.Cosa che i grandi fotografi conoscono benissimo.
Ma noi comuni scattatori di fotografie siamo assaliti da una sorta di paura a guardare l’ordinario. Un po’ sorella di un’altra grande paura dei nostri tempi, il silenzio da curare con eterne cuffie e filodiffusioni ubique: motivetti facili e digeribili di sottofondo in qualunque ambiente, sindrome da sala d’aspetto, note di supporto a qualcos’altro, come se la musica non avesse motivi sufficienti ad essere ascoltata così, semplicemente, da sola.
E così anche la fotografia è sempre più spesso “utile” a: vendite, arredamento,relazioni pubbliche.Concorsi.

Eppure quello che emoziona di più sono le storie minime (le storie!) dei massimi fotografi:
guarda il lavoro di uno qualunque di questi, basta frugare nelle collezioni dei grandi musei in tutto il mondo o in qualunque bignami di storia della fotografia:

August Sander
Lewis Baltz
Luigi Ghirri
Stephen Shore
William Eggleston
William Klein
Mimmo Jodice
Walker Evans
Gianni Berengo Gardin
Robert Adams
Eugene Atget
........ (mettete i vostri preferiti)

Oppure nei portfoli di molti autori, anche vicino a noi: alcuni dell'agenzia milanese LUZ, e CESURA Lab, OnOFF PICTURE ...

Il lavoro di un buon fotografo è costruito spesso (anche) sull’indagine dell’ordinario, mentre la pratica comune dell’appassionato frequentatore di concorsi tende ad essere piena di presunte invenzioni. Scrive Ferdinando Scianna che “in mancanza di idee, fioccano le trovate”.

La paura del vuoto “fotografico” rispecchia il timore di altri vuoti? Paura di relazioni sincere, paura di mancanza di senso generale, paura di mettersi in gioco, di faticare su strade tue, non pre-tracciate da modelli di successo...

O forse è solo mancanza di cultura fotografica, disabitudine a confrontarsi con i maestri.

Settimio Benedusi scrive nel suo seguitissimo blog un “FOTOMETRO” in cui (tra altre cose non tutte condivisibili) indica il requisito di una biblioteca di almeno 50 volumi fotografici per essere vero fotografo. Non sarà forse proprio così ma...quale appassionato spende più in libri e mostre che in aggiornamento di attrezzatura?

Qual’è l’ultimo libro che hai acquistato?

Proviamo a fare un gioco: suggerisci il titolo che nessun fotografo può perdere, quello che ti ha aperto gli occhi sul mondo!


© RIPRODUZIONE RISERVATA
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I Vostri commenti

Emanuela Zerbinatti
Mercoledì 13 agosto 2014 alle 10:52:50
l'arte che emoziona di più è quella che lascia spazio all'immaginario di chi osserva. Se dice tutto non dice niente!
Cesare Salvadeo
Lunedì 31 marzo 2014 alle 16:36:22
Davide, leggendo queste tue considerazioni è come se si fosse spalancata una porta già aperta. Sono anni, decenni che sostengo quanto tu affermi, e lo affermo in ogni circostanza, perciò devo darti ragione in tutto e per tutto, anzi, sono contento che un altro fotografo condivida in pieno le mie convinzioni. Tu sai benissimo il genere fotografico che quotidianamente affronto, quindi mi puoi ben capire. Un saluto affettuoso.
Bruno Taraf
Lunedì 23 dicembre 2013 alle 10:33:47
Un brano musicale non soffocato dall'arrangiamento consente di apprezzare maggiormente i crescendo e gli stacchi, un'immagine lievemente desaturata ridona il gusto per la scoperta del colore... Togliere, anziché aggiungere. Sussurrare invece di urlare. Lavorare per sottrazione. Educarsi ad ascoltare e ad osservare. Bell'articolo.

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