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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Settembre - ore 07.00

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L'utente del territorio

Scarpe grosse e cervello fino

Oggi ancora più di ieri per chi lavora in agricoltura vale il proverbio “contadino: scarpe grosse e cervello fino”.

Infatti, chi intraprende una nuova attività lavorativa nell'ambito rurale deve certamente essere dotato delle necessarie competenze tecniche ed animato da una notevole passione. Deve altresì saper pianificare nei minimi dettagli l'avvio e lo sviluppo della propria intrapresa agricola. Insomma oltre a tanto cuore è indispensabile avere tanto cervello.

Forse per alcuni lettori ho appena scritto delle ovvietà, ma recentemente ho ricevuto alcune testimonianze che confermano la tendenza ad affidarsi troppo alla sola buona volontà. Il rischio di gettare al vento dei risparmi e di andare incontro ad una cocente delusione c'è. Il pericolo si nasconde dietro un approccio all'apertura dell'impresa un po' superficiale ed approssimativo.

Eppure così non era in passato e l'antichissimo motto che da il titolo a questo articolo in qualche modo ci fornisce una conferma. L'adagio popolare descrive il contadino come una persona concreta, ma molto intelligente.

L'imprenditore agricolo, forse più di altri, ha l'esigenza di curare adeguatamente la fase di studio che precede la creazione dell'azienda, pur piccola che sia.

Pensare cosa ed in che modo produrre e soprattutto come, dove e a chi vendere il prodotto. Come organizzare il lavoro in azienda e con quali collaborazioni. Che investimenti dovranno essere effettuati, quanto costeranno e chi li finanzierà. Stimare i costi di produzione e di gestione e la loro incidenza sui ricavi dell'attività agricola per capire quale possa essere il margine di profitto od il punto di pareggio fra costi e ricavi. Valutare nel dettaglio tutte le varie voci che devono essere considerate per calcolare un adeguato prezzo di vendita. Analizzare tutti i vari aspetti positivi e negativi del regime fiscale vigente in agricoltura. E tanto altro ancora.

In definitiva, fare uno studio di fattibilità dell'idea imprenditoriale che si vuole realizzare, per essere certi che la futura azienda abbia buone probabilità di stare in equilibrio e di fornire un reddito soddisfacente per il neo contadino del ventunesimo secolo.

Attualmente l'agricoltura, che in economia è il settore primario, può fornire al nostro territorio delle vere opportunità occupazionali. Enti pubblici e banche erogano contributi, prestiti e mutui. Quindi è il momento di saper usare la testa come le braccia. Il progresso tecnologico ci procura degli strumenti di lavoro che se impiegati con abilità possono darci un grande aiuto.

In fondo si tratta di seguire l'esempio dei nostri nonni, non dobbiamo inventarci nulla. In quegli anni le aziende agricole erano già multifunzionali e venivano condotte con lodevole realismo ed ammirevole umiltà.

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