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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 14.52

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Lo Spazio Inventato #1 La STAZIONE

Giovedì sera, sulla scalinata Fillia, un nutrito pubblico ha partecipato al primo dei quattro appuntamenti de Lo Spazio Inventato, la rassegna di letteratura e arti performative organizzata da CastelloInMovimento e Fondazione Carispezia sulle scalinate storiche spezzine.

Un pubblico "intrappolato nella scalinata, senza facili vie di fuga", come ha scherzosamente commentato Tim Parks, lo scrittore inglese che vive in Italia dall'81, dove lavora come insegnante allo IULM e come traduttore (ha tradotto in inglese, tra gli altri, Italo Calvino) e che ha aperto la prima serata, dedicata al tema della Stazione.
Autore de Il sesso è vietato, edito da Bompiani, Tim Parks ha svelato alcune anticipazioni sul suo prossimo lavoro, un libro sulle abitudini degli italiani in treno.
Tutto ciò che vuol dire muoversi in treno, il rapporto tra stato e individuo spiegato dal curioso criterio con cui vengono creati i prezzi dei biglietti (tra i meno costosi d'Europa), il treno come primo luogo in cui si viene a contatto con gli immigrati extracomunitari, il cambiamento del modo di fare il biglietto (come quando prima del 2004 c'era ancora la biglietteria fast ticket e non ancora quella online), il desiderio italiano di rendere tutto ufficialmente più efficiente ma nella realtà pratica solo più complicato, la stazione che diventa collegamento tra la città e la rete di trasporti ferroviari, il fatto di dare nomi inglesi per rendere tutto più serio e credibile, il sempre maggiore divario tra chi viaggia in condizioni ottime e chi pessime. Tutte osservazioni che il brillante scrittore inglese ha potuto fare in anni e anni di viaggi in treno attraverso un' Italia che si rivela sempre più come un paese di principianti.

Il Premio Pulitzer Elisabeth Strout, autrice de I ragazzi Burgess edito da Fazi, ci racconta invece come viene vissuto il rapporto con la stazione per chi proviene da una cittadina americana dove ci si conosce tutti e dove a un certo punto si sente il bisogno di partire, di vedere cosa c'è di là, per poi tornare con la gioia della vittoria o la vergogna della sconfitta.
Il viaggio come spostamento è un concetto tipicamente statunitense. Come diceva John Steinbeck, gli americani sono un popolo irrequieto, discendenti di europei altrettanto irrequieti, mai soddisfatti di dove si trovano, eternamente vinti dal desiderio di trovarsi sempre altrove.
Fino agli anni Cinquanta, quando ancora non era stata unificata la rete stradale, l'America era collegata dalla ferrovia, che come il fiume passava attraverso le città dividendole in due e rimarcandone le differenze di classe. Il proverbio americano "venire dalla parte sbagliata dei binari" risale all'epoca in cui in America ci si muoveva prevalentemente in treno.

Per ZAPRUDERfilmmakersgroup, la stazione è intesa come stasi, luogo in cui ci si ferma, proprio come davanti alle stazioni della Via Crucis. "La stasi produce movimento psichico", spiega il gruppo di cineasti romagnolo formato da David Zamagni, Nadia Ranocchi e Monaldo Moretti che colloca la propria produzione sulla linea di confine tra arti visive, performative e cinematografiche. Dal 2006 realizza film stereoscopici, concependo il cinema 3-D come potenziatore dell'immagine filmica, al fine di percepire la corporeità dei personaggi e di produrre ipnosi. Proprio a partire dal concetto di ipnosi, il gruppo ha prodotto Spell, lavoro già vincitore del Premio Persol 3-D alla 68° Mostra Internazionale di Arti Cinematografiche di Venezia, composto dai due episodi Suite e The Hypnotist Dog.
Suite è un gioco di stanze comunicanti che ospitano una partita di pingpong, cadenzata da una ritmo martellante che rallenta con l'allontanarsi dei giocatori dal tavolo, e una cappella arredata anni '70 in cui due rumorosi aspirapolveri vengono passati sulla moquette: si tratta degli elementi utilizzati negli esperimenti svolti negli anni Settanta sulla telepatia dal parapsicologo americano Charles Honorton, autore del metodo Ganzfeld (campo uniforme), in cui uno dei due soggetti in esame veniva deprivato sensorialmente con due mezze palline da pingpong applicate sugli occhi e in cuffia un indistinto rumore di fondo. Questa condizione gli avrebbe facilitato la ricezione di informazioni e immagini provenienti dal soggetto posto nella stanza accanto.
Anche The Hypnotist Dog, dove una troupe televisiva intervista il padrone in compagnia del suo cane, si rifà ad una storia vera degli stessi anni, quella di Oscar, il cane ipnotizzatore che fece il giro degli Stati Uniti. Il primo fattore straniante è dato dal fatto che ad interpretare due personaggi maschili (il cane e il suo padrone) siano due femmine. Mentre il secondo è dato dal contrasto figura-sfondo, dove le trame della tappezzeria, dell'arazzo e delle poltrone in jaquard presenti nel soggiorno, permettono alle figure in movimento di stagliarsi come icone.

Rinaldo Censi, che all'interno di questa rassegna cura la selezione dei video, presenta e introduce Let there be Whistleblowers, un lavoro realizzato dall'americano Ken Jacobs nel 2005, su un filmato del 1903 intitolato Sarnia Tunnel, incentrato sul passaggio di un treno a vapore attraverso gallerie e stazioni. Jacobs interviene sulla grana della pellicola, insistendo su determinati frame e scomponendone progressivamente la risoluzione con effetti percettivi di movimento stroboscopico, commentati dalle altrettanto seriali composizioni musicali di Steve Reich.



Il prossimo appuntamento si terrà giovedì 18 luglio presso la scalinata Quintino Sella, preceduto dal solito buffet Slow Food delle 20:30. Tema del prossimo appuntamento sarà La STRADA.
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