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L'utente del territorio

Il bandolo della matassa nei crac immobiliari

I risarcimenti agli acquirenti di case coinvolti nei fallimenti immobiliari e la clamorosa denuncia di vessazione da parte degli imprenditori edili, che si sentono maltrattati dalla pubblica amministrazione. Per una singolare, ma significativa, combinazione del destino, nei giorni scorsi questi due fatti hanno interessato la cronaca politica ed economica nazionale. Sfortunatamente sono vicende che sfasciano le vite delle persone implicate in questi guai. Ogni caso fa storia a sé. Cerchiamo però di vedere gli aspetti positivi contenuti nelle notizie appena accennate, che forse sono state un po' soppiantate da altri avvenimenti che hanno attirato l'attenzione dei protagonisti del mondo dell'informazione.
Intanto diciamo che il Fondo di solidarietà (a maggio è arrivato a circa 65 milioni di euro), costituito da un decreto del 2005, ha iniziato ad erogare dei rimborsi per il danno subito nella disgraziata avventura dell'acquisto dell'abitazione. Attenzione: il fondo non è alimentato da soldi provenienti dallo Stato, al contribuente non è stato sottratto un euro. Pare che l'importo dell'aiuto sia di modesta entità, mediamente inferiore al 10% del danno patito. Comunque alzi la mano chi credeva che ciò potesse avvenire. Eppure questa è la dimostrazione che una buona legge del 2004, certamente migliorabile, ma approvata incredibilmente all'unanimità dal Parlamento, ha saputo fornire al cittadino un piccolo seppur concreto aiuto.
Attualmente il pericolo di nuovi fallimenti immobiliari è ancora più presente che nel passato. I costruttori denunciano l'esistenza di un sistema bancario e normativo che spinge le loro aziende a sprofondare in dissesti finanziari dall'esito imprevedibile, inghiottiti nel vortice generato da questa durissima crisi economica.
Le tutele per gli acquirenti di case in corso di costruzione adesso esistono. La legge deve essere applicata, non raggirata. Comprare o vendere una casa richiede perizia e competenza. Purtroppo mancano le sanzioni per chi decide di fare affari senza scrupoli od in modo sprovveduto, ma i rischi sono tanti e tali che credo convenga a tutti gli attori del mondo immobiliare applicare i sani principi di buonsenso e prudenza, che abitualmente dovrebbero orientarci nel nostro vivere quotidiano.
Conosco alcune persone che, fin dai primi anni 2000, per motivi personali o professionali, hanno seguito la questione dei fallimenti immobiliari affiancandosi a legali che hanno fornito un contributo determinante a scrivere le nuove regole oggi vigenti e sostenere la causa disperata delle famiglie rovinate. E' veramente bello poter dire che ha prevalso l'ottimismo della volontà sul pessimismo della ragione. Sono convinto che potremo replicare ancora questa esperienza, applicare questo modello partecipativo alla vita pubblica del Paese e crederci sempre, senza perdere mai la speranza. Quando le idee sono buone e giuste le intenzioni, tutto è possibile.
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