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Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Maggio - ore 08.04

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L'ultimo dribbling

Gomorra nel pallone

''Il giorno piu' triste per il calcio''. Il direttore di Europol - l'agenzia Ue di contrasto alla criminalita' - Rob Wainwright snocciola uno dopo l'altro i dati dell'indagine piu' imponente mai condotta sul calcioscommesse a livello mondiale, che coinvolge 425 tra arbitri, responsabili di club, giocatori e criminali tout court. In tutto si parla di 380 partite sospette (solo 150 di queste sono state accertate) in Europa, alle quali se ne aggiungono altre 300, piu' recenti, che riguardano Africa, Asia e America Latina, tra queste Argentina-Bolivia del dicembre 2010. Si tratta di match per la qualificazione ai Mondiali e al campionato Europeo, due partite di Champions League - una di queste giocata in Gran Bretagna 3-4 anni fa - e numerosi altri incontri delle serie A nazionali. Taroccamenti che valgono almeno otto milioni di euro in termini di scommesse, per due milioni di 'bustarelle' pagate. Col caso di corruzione piu' alto registrato nella Bundesliga austriaca dove alcuni anni fa per comprare la partita Kapfenberg-Austria Wien sono stati spesi 140mila euro. E ancora nel campionato austriaco si sarebbe registrato il massimo guadagno da scommesse, pari a 700mila euro per un incontro del Red Bull Salzburg-Hartberg. Ma questi dati -sottolineano all'Europol - sono probabilmente solo ''la punta dell'iceberg''. Stavolta l'Italia nel computo dei 380 casi europei non c'entra, se non per una singola partita, gia' inclusa nel fascicolo del pm di Cremona Stefano Palazzi. I casi di combine all'attenzione delle forze dell'ordine scuotono invece Paesi come la Turchia (79) e la Germania (70) in testa alla classifica della lista nera, ma anche la Svizzera (41) , Austria (16), Belgio (24). Alcuni sono episodi gia' noti, altre vicende ancora in corso di maturazione. A manipolare e' un'organizzazione che dall'Asia si ramifica a livello globale, evidenziando - al suo vertice - gli stessi nomi gia' entrati nei fascicoli dell'inchiesta di Palazzi: gli imprendibili di Singapore ed il braccio operativo del cosiddetto clan degli zingari. Sono indagini quelle dell'Europol che dal loro inizio hanno prodotto vari arresti nei Paesi coinvolti, inclusa la Germania, la piu' attiva, con la polizia di Bochum che ha iniziato a lavorare da 4 anni evidenziando oltre 310 casi (verificatisi in tutta Europa e con squadre di varie nazionalita') su 380. E proprio nella Repubblica federale tedesca, dove molto si e' fatto per sradicare il marcio, sono stati localizzati 151 dei 425 indagati, con 14 persone gia' condannate ad una pena di 39 anni. Ma smantellare il cuore della Gomorra del calcio e' ''difficile'': ''le autorita' di Singapore stanno collaborando, le loro leggi pero' sono diverse dalle nostre'', spiegano gli investigatori, lasciando intendere quanto la distanza da coprire sia ancora lunga. L'indagine (denominata operazione VETO), condotta da Europol, in collaborazione con Germania (che ha evidenziato 310 dei 380 casi di sospetta combine), Finlandia, Ungheria, Austria e Slovenia, e col supporto anche di Eurojust, Interpol e forze dell'ordine di altri otto Paesi europei, si e' sviluppata in 18 mesi, tra luglio 2011 e gennaio 2013, contando su indagini sotto copertura e un fitto lavoro di intelligence, oltre all'analisi di migliaia di documenti, tra questi 13mila solo di e-mail (ansa)
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