Genova Post La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 11 Dicembre - ore 17.44

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Digi-Mare: La Spezia Futura

Ecco perché, da antifascista, andrò alla presentazione del libro di Casapound

La premessa. Il sindaco e assessore alla Cultura della Spezia, città medaglia d’oro al valor civile, ha consentito la presentazione di un volume di Altaforte, la casa editrice collegata a Casapound, il cui editore si è detto pubblicamente “fascista”. La presentazione avverrà sabato 18 maggio alla Mediateca Regionale Sergio Fregoso, dopo che inizialmente era stata annunciata alla nuova Biblioteca Beghi, intitolata a un partigiano. Ora, Fregoso non è che fosse uno a cui i fascisti stavano simpatici, per cui se di “affronto” si parlava prima, allo stesso modo vale ora.
In questi giorni si è discusso molto, in seno alle forze di sinistra e non solo, di quale sia la posizione da tenere in merito. La maggior parte della sinistra, compatta, si è appellata al Sindaco invitandolo a non concedere lo spazio per la presentazione. Allo stesso modo, la maggior parte della sinistra si sta ingegnando su come sabotare l’iniziativa stessa.
Ho discusso e riflettuto molto anch’io, e alla fine ho deciso, nel pieno rispetto delle posizioni di compagni e semplici cittadini, che presenzierò alla presentazione del libro di Marco Mori, “La morte della Repubblica – Gli Stati Uniti d’Europa”.
Lo farò consapevole che la mia scelta potrà essere molto criticata, e anche per questo ci tengo ad argomentare le ragioni che mi hanno spinto in questa direzione, e a rispondere a una serie di accuse, sensate, che immagino possano essermi indirizzate.
La prima e più importante ragione è che per me l’ascolto è sacro, e viene prima di tutto. “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”, scriveva Terenzio, e dunque nemmeno un movimento fascista, in quanto umano, mi è estraneo. Voglio sentire cos’hanno da dire, come lo dicono, con che tono e con che forma, perché ho la curiosità intellettuale di capire cosa possa aver portato delle persone, degli esseri umani, a condividere posizioni così estreme, e per me così assurde. Credo sia importante farlo perché sono convinto che chi è finito ad assecondare sirene così tossiche, deve essere partito da un dolore grande. E ho voglia di sentire, mi sento quasi in dovere di ascoltare questo grido di dolore. Guardare negli occhi chi lo prova, e provare a capirlo, da essere umano a essere umano.
Non viviamo solo nell’era della post-verità: condividiamo anche il male di vivere un’era post-ideologica. Non certo per scelta mia, né probabilmente di chi sta leggendo questo pezzo. Ma è bene prendere consapevolezza che la maggior parte delle persone “non schierate”, quelle che decidono le elezioni perché girano da un Partito all’altro creando lo spazio per la democrazia com’è stata disegnata; ecco, queste persone tutta questa polemica sul fascismo e l’antifascismo la vedono come una perdita di tempo della politica. Una perdita di tempo ideologica, che costoro non sentono più propria, che sottrae giornate e risorse a quello di cui secondo loro dovrebbe pragmaticamente occuparsi la politica, specie su scala locale, le ragioni per cui probabilmente hanno spedito a casa chi governava la città dal Dopoguerra per premiare chi parla dei problemi della raccolta differenziata e delle buche nelle strade.
È una consapevolezza che ci rende un po’ più tristi, una volta acquisita, ma è una consapevolezza necessaria, in un mondo guidato da leggi consumistiche e capitalistiche che scimmiottano, e quindi istigano, derive fasciste.

La mia decisione è mossa non solo dallo spirito del cronista, la curiosità più spicciola che deriva dallo spunto di comprensione, ma da una speranza di poter cambiare le cose. A tal riguardo, ho una certezza: non è impedendo a quel malessere di esprimersi – per quanto lo si possa considerare cancerogeno – che il malessere cesserà di esistere. Anzi, quello stesso malessere si ingigantirà, così come ci insegna qualsiasi conflitto, in una spirale di rancori, accuse, violenze. Stiamo regalando al nemico un nemico, insomma, su cui intestardirsi, fare quadrato. Non è una questione di legalità, per quanto per me il simbolo di Casapound non dovrebbe esistere su una scheda elettorale, Costituzione alla mano. La legalità non mi guida come valore assoluto: quello che ho pensato riguardo al sindaco Mimmo Lucano non cambia a seconda del contesto. La legalità è figlia del tempo, e viene da esso superato. Le persone rimangono. I pensieri evolvono. E soffocarli li fa immarciscire. Non credo insomma che lasciare esprimere il parere di queste persone, lasciare che questa presentazione avvenga, contribuisca ad aumentare i proseliti fascisti. Credo che faccia molto più male, e sia molto più sfruttabile da parte loro strumentalmente, impedire loro di esprimersi.
Certi pensieri, proprio perché orrendi, vanno affrontati. Il dolore va compreso, la rabbia sopita con le argomentazioni. È questo il vero spirito antifascista, per me. Che va oltre ogni paradosso di Popper: non sarò tollerante ad oltranza, ma il primo riflesso di fronte allo sconosciuto per me è sempre quello di tendere la mano, e non per schiaffeggiarlo.

È per questo che sabato ascolterò le parole dell’autore del libro, e delle persone che staranno intorno a me. Lo farò sforzandomi di non giudicarle, almeno all’inizio. Lo farò con la pazienza che anni di lavoro, di relazioni interpersonali, sentimentali e di amicizie complicate mi hanno insegnato. Lo farò prendendo nota, e rispondendo punto su punto, nello spazio delle domande che sarà concesso a fine presentazione.
Eh ma così legittimi un movimento di chiara ispirazione fascista!”. No, non sono io a legittimarlo. Così facendo, ascoltando e lasciando esprimere chi la pensa in maniera totalmente diversa da me, romperò una catena d’odio. Ed eviterò un processo di martirizzazione che accresce il prestigio agli occhi di un certo elettorato. Creerò un ponte, per quanto minuscolo. E lo farò perché credo che non esista persona “persa”: lo sanno bene i compagni di sinistra quando vanno, giustamente, in carcere a confortare ladri, assassini, stupratori. Tutti hanno diritto a una seconda chance. È questo l’unico diritto inalienabile. Ecco, sappiatelo: vale anche per i fascisti, e anche se non sono in carcere, come peraltro qualcuno si augura. O dobbiamo aspettare l’incarcerazione per farci muovere dalla pietà? Si può, si deve agire prima.
Non è impedendo a un movimento di palesarsi che lo si annulla. Anzi, con questa visibilità, nel mondo dominato dalle logiche del marketing “purché se ne parli”, paradossalmente il rischio è che quel movimento si rafforzi. L’unico modo di spezzare il circolo vizioso è quello di comprendere le ragioni che ne hanno mosso le istanze, recepirle e provare a rispondere con maggior convinzione, maggior senso.

Se con le mie argomentazioni – puntuali, non di scherno, basate su evidenze empiriche - avrò instillato il dubbio in anche solo uno degli astanti, la mia presenza non sarà stata vana, il mio gesto sarà stato sensato. Sarà una persona recuperata, e non riesco a pensare a una vittoria contro il fascismo più grande.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
<< Elenco Post

Scrivi un commento



Per inviare un commento devi essere loggato.





























Dove acquisterai prevalentemente i tuoi regali di Natale?













Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News