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Chiamata 6 - Sarzana è Pop!

Chiamata 6
Sarzana è Pop!

Come anticipato nella chiamata 5, ritorno sulla mostra di Andy Warhol a Sarzana.
Da tempo mi interrogo sulla necessità di moltiplicare mostre ed eventi, soprattutto quando si tratta di promuovere l’arte contemporanea. Prendendo come spunto “Andy Warhol” in corso alla Fortezza Firmafede, Sarzana, fino al 5 marzo 2018, proverò ad esplicitare le motivazioni per cui non è sempre necessario organizzare una mostra.
La domanda che dovrebbe porsi chiunque decida di dedicarsi all’organizzazione di mostre ed eventi culturali è perché: perché investire tempo e risorse economiche e psicofisiche nella lodevole, seppur faticosa, impresa di realizzare una mostra o un evento culturale?
Non tutte le idee meritano di essere perseguite fino in fondo, di essere realizzate, di essere riconosciute come buone. La scientificità e metodologia scelta per selezionare le opere da presentare dovrebbe essere chiara e ben espressa, così come la cura con cui si allestiscono le opere all’interno degli spazi dovrebbe essere motivo di grande riflessione. La risposta che diamo dovrebbe essere sempre responsabile e ponderata. Poi c’è la presentazione all’esterno, l’immagine grafica coordinata: anche queste dovrebbero essere studiata con dovizia e creatività, pur non perdendo di vista il contenuto che devono promuovere.
Anche il pubblico che pensiamo possa essere interessato, andrebbe considerato attentamente: un’affluenza medio alta non è un criterio di bontà espositiva e scientificità critica.
Nell’affrontare un autore come Andy Warhol, su cui tanto si è scritto e studiato e che, in effetti, è uno dei nomi più noti, anche al grande pubblico, tra gli artisti del XX secolo, non possono essere tollerate presentazioni di opere allestite insieme a stendardi pubblicitari, o pensare che i ritratti di Mao e Mick Jagger o il Vesuvio e una Mucca siano necessariamente chiari e significanti per visitatore solo perché riconoscibili. Anche interpretare le variazioni di colore tipiche della sua cifra stilistica come elementi da poter duplicare in città su oggetti presenti nelle delle vetrine dei negozi, non aiuta ad approfondire la complessità della proposta artistica dell’artista americano, ma la riducono ad una facile pratica riproduttiva.
Poco rispettosa, l’entrata della mostra con la presentazione di artigiani locali che vagamente tentano di ammiccare alla produzione artistica di Warhol, quando le sale introduttive ad uno spazio espositivo possono essere utilizzate per una introduzione alla vita e alle opere dell’artista.
Credo che la mostra sia stata ben visitata. Anch’io sono andata il 6 gennaio 2018. Amici hanno pubblicato foto su FB, hanno portato i loro bambini. Mi auguro che possano presto rivedere e incontrare su libri e riviste questo importante artista, così da saperne di più e continuare ad amarlo.
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