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Chiamata 5 - Andy Warhol, Fortezza Firmafede, Sarzana, fino al 5 marzo 2018

Andy Warhol, Sarzana, Fortezza Firmafede, fino al 5 marzo 2018

Andy Warhol nasce nel 1928 a Pittsburgh, Stati Uniti, città con una forte produzione industriale soprattutto nel settore siderurgico. Dopo aver frequentato la scuola d’arte, si trasferisce a New York nel 1949, dove inizia a lavorare come artista commerciale, dedicandosi a campagne pubblicitarie come illustratore e il successo ottenuto gli permette di aprire un proprio studio, l’Andy Warhol Enterprise Inc.
Il giovane Warhola (di origine polacca, toglie la “a” finale dal cognome) come gli altri artisti della sua generazione, è affascinato dalla situazione economica e sociale sviluppatasi nel dopoguerra, ne fa parte integrante ed è totalmente consapevole dei meccanismi del successo della produzione di massa, tanto da desiderare, già dai primi anni Sessanta, di poter essere egli stesso una macchina: così come gli oggetti prodotti in fabbrica erano uguali e disponibili per tutti (una Coca Cola rimane una Coca Cola in mano a chiunque la beva, senza differenze di classe, genere o appartenenza), anche le opere d’arte dovevano perdere la traccia individuale e, grazie all’utilizzo di tecniche come la serigrafia e la fotoserigrafia, poter essere realizzate in più tirature e copie, come se fossero, appunto, prodotte da una macchina utensile e disponibili per tutti /c'è anche un contesto storico artistico che andrebbe analizzato, ma esula dai limiti di spazio di questa rubrica).
Nei primi anni Sessanta, Warhol apre “The Factory”, studio sulla East 47th Street, luogo che per oltre vent’anni diventa il centro della sua sperimentazione artistica e ritrovo per tutti coloro che si trovavano nella sua sfera di attrazione culturale e mondana. I temi che Warhol affronta nelle sue opere si nutrono degli argomenti che grazie ai mezzi di comunicazione di massa pervadevano la società stautnitense: per esempio, Jacqueline Kennedy durante il funerale del marito John, Marilyn Monroe ritratta sexy e provocatoria per la pubblicità del film Niagara, Elvis Presley nelle vesti cinematografiche del cowboy in Flaming Star, ma anche, da metà anni settanta in poi (Warhol muore a New York nel 1987), personaggi politici come Mao Zedong, o del mondo della moda come Giorgio Armani, Gianni Versace o dello spettacolo come Mick Jagger o Miguel Bosè. I temi trattati spesso diventano serie di lavori dedicati ai disastri stradali, alla sedia elettrica, agli uomini più ricercati d’America, così come al biglietto da un dollaro, alla Campbell’s Soup o ai fiori. La spettacolarizzazione di ogni evento, sia triste che gioioso, trattato con le stesse modalità dai mezzi di comunicazione si riflette nel suo lavoro che sottolinea questi meccanismi e li utilizza al massimo astenendosi da formulare un preciso giudizio (che viene lasciato a chi guarda le opere). Grazie ad un attento uso delle tecnologie a lui contemporanee, realizza opere sia con la macchina fotografica che con il video e il cinema. Tra le sue fotografie più commoventi, troviamo le polaroid (visibili in mostra a Sarzana): piccoli intimi ritratti, spesso studi, di personaggi più o meno famosi, ma anche fiori e altri oggetti che testimoniano la complessità della sua sensibilità artistica. Nel tempo, Warhol si costruisce consapevolmente un personaggio che assurge a icona della mondanità dell’arte contemporanea, senza mai lasciare di sperimentare i vari media dalla televisione alla pubblicità alla rivista (vedi i numeri di Interview in mostra).
Per questi, e tanti altri motivi, si potrebbe affermare che vale sempre la pena produrre una mostra dedicata ad Andy Warhol, ma farei un torto sia alla grandezza e importanza del pensiero dell’artista americano, sia alla ricerca scientifica in campo storico artistico che dovrebbe sempre accompagnare la presentazione del suo lavoro.
Approfondirò questa tematica nella seconda parte dedicata alla mostra presso la Fortezza Firmafede nella prossima chiamata.

P.S. Se visitate la mostra fissate la vostra attenzione sulle polaroid, i numeri di Interview, e guardati i vari soggetti tenendo presente quanto sopra, cercando di recuperare gli eventi storici legati ai vari personaggi o luoghi ritratti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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