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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Novembre - ore 16.37

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The world is not enough

La raccolta dei datteri in Marocco. Viaggio lungo le oasi e i palmeti del fiume Dades.

Le montagne dell'Atlante rappresentano un ostacolo naturale tra Marrakech e il deserto: attraverso
un paesaggio mozzafiato di gole,canyon e villaggi rurali, salendo a zig zag sulle pendici delle
montagne, si arriva al colle Tichka. Dalla ragguardevole altezza dei suoi 2260 metri e' possibile
ammirare la strada appena percorsa, un serpente che si snoda e si inerpica vorticosamente ai nostri piedi, mentre davanti a noi e'
possibile contemplare il percorso ancora da percorrere. Da qui inizia la discesa verso Sud, verso le
oasi e il mitico deserto: superate Ait Benhaddou e Ouarzazate si aprono due possibilita',scendere verso
l'oasi di Zagora e le dune dell'erg Chigaga costeggiando il fiume Draa e la sua rigogliosa valle, lunga piu' di 80 chilometri ,oppure decidere di seguire il corso del fiume Dades per arrivare attraverso le sue famose gole al deserto di Merzouga e alle dune dell'erg Chebbi.
Se si decide per Merzouga ( e come non ricordare a questo punto il famosissimo film Marrakech Express dove ,tra gli altri ,Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio partono da Marrakech alla ricerca del loro amico disperso in Marocco e finiranno proprio nell'oasi di Merzouga; ogni esilarante battuta del film ci accompagna per tutto il percorso) il viaggio procede lungo il corso del fiume, tra verdi palmeti, kasbah e ksour abbandonate o ancora abitate, villaggi di argilla incastonati nelle rocce che ricordano i presepi quando ancora erano ambientati nel deserto e non sulle montagne innevate. L'impressione e' di essere finiti in un luogo fuori dal tempo, i turisti sono pochi ma non bisogna avere timore, l'ospitalita' e l'accoglienza dei marocchini non hanno eguali. Fermatevi nei piccoli villaggi, scendete e prendete tempo per passeggiare e osservare rispettosamente la vita degli abitanti, non passera' molto tempo che avrete qualcuno con cui parlare e non mancheranno inviti a bere un the. Non abbiate paura di addentrarvi nel verde dei palmeti,e' un'esperienza unica, soprattutto in questo periodo di raccolta dei datteri. L'atmosfera e' davvero unica, uomini donne e bambini sono impegnati nella raccolta, villaggi interi sono impegnati in un vero e proprio rito collettivo. In una delle tante oasi incontro una signora che insiste per farmi assaggiare i suoi datteri, osservo le sue mani screpolate e il suo viso ridotto ad una maschera arida e secca come la sua terra, penso che probabilmente e' molto piu' giovane di me; continua a regalarmi manciate di frutti dolci come il miele e ride non solo con la bocca ma con gli occhi, vorrei ringraziarla ma non parla francese, mi sdebito con uno stentato “choukrane” ,grazie in arabo.
La maggior parte dei datteri dei villaggi lungo il fiume Dades finisce al mercato di Erfoud. Dopo la fatica immane del raccolto inizia la festa in onore di sua maesta' il dattero: i membri delle tribu' locali si riuniscono qui e danno via ad un festival che dura tre giorni,tra danze ,musica e la tradizionale gara in dromedario sulle dune di Merzouga.
Prima di affrontare il deserto facciamo tappa ad Erfoud; oggi e' un po' cambiata, un tempo la strada finiva qui e partivano le piste per il Sahara. La vecchia piazza sterrata dove finivano le loro corse gli sgangherati pullman locali e i vecchi taxi Mercedes color sabbia e' stata rivestita di anonime piastrelle e chiusa al traffico perdendo cosi gran parte di quel fascino di caravanserraglio alle porte del deserto. Il mercato invece e' ancora al suo posto, in questi giorni in pieno fermento per l'arrivo dei datteri; e' impossibile camminare tra le bancarelle senza fare scorpacciata di deliziosi frutti (cosi diversi da quelli che si trovano qui da noi a Natale), fate attenzione se soffrite di diabete, ogni venditore si presentera' come il migliore produttore del Marocco e vi fara' assaggiare i suoi prelibati datteri, enormi e succulenti, accompagnato dall'immancabile bicchierino di the'. Il tempo di rimpinzarsi per bene, bere, chiacchierare, cadere vittima delle lusinghe dei furbi mercanti ( non so come sia successo ma siamo ripartiti col portabagagli carico di datteri) ed e' gia' tempo di rimettersi in viaggio verso le prime dune.
Prossimo appuntamento col Marocco: Maggio e la festa delle rose.
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