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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Settembre - ore 08.00

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Solo Buddha e una rete metallica possono davvero salvarvi

Chiedo scusa se non ho scritto nulla dopo la massacrante trasferta di Palermo ma preferisco attendere che cadano in prescrizione quella manciata di reati che si sono appalesati davanti ai miei occhi durante la nostra permanenza in Sicilia e che maliziosamente eviterò di raccontarvi.
Ad ogni modo, se siete curiosi, vi basterà attendere l'uscita della mia biografia, prossimamente nelle peggiori librerie della città.
Per la precisione, dopo che sarò morto.
Cosa che potrebbe avvenire tra non molto, perché a giudicare da ciò che il mio fegato ha sopportato fino ad oggi, secondo la tabella predisposta dal mio medico di base, dovrei durare meno di mister Gallo sulla panchina degli aquilotti, che per la cronaca incappano nella seconda sconfitta in altrettante partite.
Ovviamente sto scherzando, per carità.
Sono fiducioso che Gallo rimarrà alla nostra guida ancora a lungo.
Riguardo il mio fegato no, credo che morirò presto veramente, ma vabbè.
Sappiamo bene che il calcio, per quelli come noi, è fatto di sogni e sofferenza; a voler essere precisi direi una ciclica, inesorabile ed irrinunciabile sofferenza.
Chi vive e respira calcio come noi sa perfettamente che non si può divertire, eppure ci troverai sempre lì, al nostro posto, sul solito gradone, come dei bambini che sognano ad occhi aperti davanti ad un pallone che rotola, con l'ingenua espressione di chi non vuole crescere mai.
Con buona pace di tutti, non esiste sconfitta o delusione abbastanza dolorosa per interrompere questo cinico incantesimo.
Voglio dire, se volessi divertirmi veramente passerei il sabato pomeriggio a lanciare farina a celiaci oppure a guardare una serie tv su Netlix.
Anche far pisciare il cane nelle aree condominiali mi diverte.
A proposito, un piccolo inciso per chi abita nel super condominio di Via Parma; è inutile che mi chiudete il cancelletto del giardinetto condominiale con lacci, laccetti e lucchetti di ogni genere e dimensione, solo per evitare che qualche cane vada legittimamente ad espletare i propri bisogni.
La recinzione è alta mezzo metro e benché non mi resti ancora molto da vivere, deambulo ancora a sufficienza per scavalcarla senza problemi.
Mi permetto quindi di suggerirvi, per la prossima assemblea, di deliberare, quanto prima, l'installazione di una rete metallica di almeno un metro e settanta.
Probabilmente antiestetica come soluzione per proteggere l'area condominiale ma a mio parere indispensabile per impedire che lo scrivente riesca a defecare ancora nell'area condominiale durante le ore notturne.
Rileggo un attimo ciò che ho scritto e come di sovente mi succede, mi rendo conto che tendo sempre ad uscire un briciolino fuori tema.
Ad ogni modo, mentre gli pseudo allenatori adesso si interrogano sulla inadeguatezza del mercato estivo, sulla mancanza di gioco, sui problemi in difesa o sulla sterilità dell'attacco, io me ne batto gioiosamente il belino e già conto i giorni che mi separano dai prossimi novanta maledettissimi minuti, dove i sogni impossibili si mescolano a quella irrinunciabile sofferenza che violenta spietata le nostre corde vocali.
È un po' come l'amore, ovvero quel non so cosa che non si vede ma che lo si percepisce continuamente, come l'aria che respiriamo, che ci accompagna silenziosa come una partita a porte chiuse.
Chiedetevi il perché certi uomini preferiscono il calcio alla donne.
Forse perché mentre sei allo stadio a vedere la tua squadra del cuore, che magari sta pure perdendo di brutto, non c'è nessuno che ti mortifica ulteriormente dicendoti: 'Ti sento distante", oppure "ti avevo detto di buttare la spazzatura" o magari che ne so, "cazzo Luca, sei già venuto?".
Chiudo il pezzo con una citazione che servirà non poco ad alzare il livello di questo blog.
Una volta qualcuno si rivolse al Buddha ponendogli un quesito esistenziale: "Qual è la cosa migliore da possedere?".
Il Buddha, senza battere ciglio, rispose: “La fede è la cosa migliore che si possa possedere”.
Si, lo so.
È molto probabile che il Buddha non abbia mai conosciuto la figa ma a me, che sono l'ultimo tra i romantici, piace pensare il contrario.
In fin dei conti, sono come un bambino che sogna ad occhi aperti davanti ad un pallone che rotola, con l'ingenua espressione di chi non vuole crescere mai, ricordate?
Abbiate fede in questa squadra, perché talvolta si possono ottenere risultati inaspettati anche quando si parte sfavoriti o magari spacciati.
L'altro ieri ad esempio, ero al centro commerciale ad osservare mia figlia di quattro anni impegnata all'interno dell'area giochi riservata ai bambini, a subire le prepotenze di alcuni bimbi più grandi.
È normale, direte voi.
Un bel belino, rispondo io.
Mi direte che è nella logica delle cose che bambini di sei-sette anni abbiano la meglio su quelli più piccoli, perché ancora incapaci di reagire o difendersi.
Questa è una di quelle situazioni in cui tu, genitore, sei come l'allenatore di una squadra scarsa, che non ha oggettivamente i mezzi né la sufficiente esperienza per vincere.
Però se non ti fai prendere dall'agitazione, ovvero se fai modo e maniera di non farti vedere dai genitori seduti poco più distanti, puoi quanto meno avvicinarti a quella piccola infame di sei anni, quella che ha appena fatto piangere tua figlia, e sussurarle nell'orecchio che la cicogna che l'ha portata dalla sua mammina nella realtà è un senegalese che si chiama Mohamed e che potrà riabbracciare non appena avrà scontato quella antipatica condanna inflitta dalla giustizia italiana.
"Non temere mio piccolo contenitore di moccico e infamità. Rivedrai presto il tuo vero papà. Diciamo tra i sei e gli otto anni al massimo.".
Vi chiederete quale sarebbe la connessione con l'attuale situazione delle aquile.
Ad essere sinceri, nessuna.
Però mi serviva lo spunto per raccontare un episodio che meritava essere raccontato.
Certo, adesso qualcuno di voi si scandalizzerà, considerandomi un vero immaturo, perché reagire in quel modo rappresenta un gesto irresponsabile nei confronti di un anima innocente.
Il fatto è che anche io, in fondo, sono un bambino.
Un bambino che sogna ad occhi aperti davanti ad un pallone ecc.. non ho più voglia di riscriverlo.
E comunque vi ricordo che state leggendo uno che si fa duemila chilometri in un giorno per una partita di calcio, che caga nel giardino condominiale e che cita il Buddha per chiudere un pezzo.
Senza contare che se siete arrivati a leggere fino a questo punto è perché evidentemente non avevate nulla di più intelligente da fare.
Chi è l'immaturo adesso?
Comunque ben trovati.
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