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Ultimo aggiornamento: Domenica 24 Settembre - ore 22.10

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Girointondo

Abbagliati a Campocecina

Chi cerca riparo dalla calura estiva qui lo troverà. Non che il sole non batta forte, anzi, siamo oltre i 1330 metri sopra il livello del mare, ma il venticello tiepido che soffia costante e l’ombra ristoratrice del Pino Nero rendono piacevoli anche le giornate più calde. E poi al rifugio c’è un bel fresco… Ma andiamo per ordine. Sono passati due giorni da quando ho trascorso la domenica a Campocecina (Massa-Carrara) e continuo a risentire del suo effetto balsamico. I colori, la luce, le nuvole che si rincorrono nel cielo terso passando da una vetta all’altra di questa piana assolata nel cuore delle Alpi Apuane, sono sempre vividi in me. Peccato non abbiano avuto lo stesso effetto calmante sulle mie piccole e scatenate fanciulle. Ma tutto non si può avere. Campocecina è comunque un posto per famiglie. Vediamo come arrivare e cosa fare.

Tutte le strade portano a Campocecina. Questo il leit motiv della mia domenica fuori porta. C’è chi l’ha raggiunto salendo da Carrara e seguendo per Gragnana e Castelpoggio, chi passando da Castelnuovo Magra e seguendo le indicazioni per Vallecchia, chi da Sarzana passando per Fosdinovo (il bivio che conduce a Campocecina si trova all’altezza del Parco Avventura). Questa terza strada è più pratica e più breve (io, ovviamente, l’ho scoperta al ritorno). Comunque da Spezia ci vuole più o meno 1 ora e 15 per raggiungere la località. Pochi minuti prima di arrivare, merita una sosta il Piazzale dell’Uccelliera con prima vista mozzafiato sulle cave. Sì lo so, illudere i piccoli di essere arrivati può scatenare grida moleste una volta riaccesi i motori, ma coraggio, il parcheggio dell’Acquasparta è ad appena 500 metri e si riconosce per uno spazio circolare con una dozzina di sculture, opere in memoria della Shoah. Per placare gli animi, potreste giocare a “chi vede prima le statue!”. Con le mie figlie… non ha funzionato.

Lasciata la macchina si raggiunge a piedi il rifugio Carrara (1320 m.s.l.m), 5 minuti di strada un po’ sconnessa e in salita con breve scalinata nel tratto finale. Chi ha bimbi piccoli lasci a casa il passeggino, meglio fascia o marsupio. In questo rifugio del CAI si può pranzare (meglio prenotare, i posti sono pochi! Tel 0585 841972). Polenta al sugo di funghi, lasagne al ragù, rosticciana e salsiccia non sembrano proprio piatti estivi ma qui sono perfetti. La temperatura è quella giusta (20 gradi ca) e la qualità dei piatti è decisamente buona. E anche la crostata e la torta di mele sono ottime per una merenda sui monti.

Il breve sentiero ombreggiato da alti faggi, appena lasciato il rifugio sulla sinistra, porta proprio alla piana di Campocecina. E qui, dicevo, si svela l’incanto. Dolci collinette dal manto erboso invogliano alla siesta (e dopo la polenta ci sta…rebbe). I bambini corrono, gridano, felici di muoversi liberi senza pericoli. Le piantine di erica selvatica e i fiori del cardo mariano spuntano qua e là invitando a cominciare quel famoso erbario che rientra nelle 100 cose da fare con i bambini. E mentre sotto qualche sparuto pino qualcuno sonnecchia (beato lui), chi ha bambini tira fuori dall’enorme zaino, il plaid, le carte, la palla. Il genitore più attivo propone un’escursione. Dalla piana si raggiungono le cime del Monte Borla (1469 m s.l.m per 20 minuti di cammino) e del Monte Sagro (1752 m s.l.m e 2 h, per i più piccoli off limits). Per vivere un’avventura basterà comunque affacciarsi – con le dovute accortezze – sullo strapiombo che dà sulle cave di Carrara, uno spettacolo unico al mondo, e sapete che non esagero. Oppure salire sul piccolo promontorio a sud-ovest e godere della vista di un mare luccicante, riconoscere le città e i borghi del litorale toscano e ligure e in fondo, sulla destra, distinguere le inconfondibili sagome di Palmaria, Tino e Tinetto, strizzando gli occhi, abbagliati, ancora una volta, da tanta bellezza.

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