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Ultimo aggiornamento: Domenica 23 Luglio - ore 22.15

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The world is not enough

La lunga rotta per Salonicco


La prima parte di questo viaggio ha inizio piu' di venticinque anni fa: i miei genitori avevano alcuni amici a Salonicco e cosi ad agosto, mese di ferie di mio padre, si saliva in macchina e si partiva alla volta della Grecia.
In previsione del lungo viaggio mio padre iniziava a revisionare l'auto,una vecchia Ford bianca, settimane prima della partenza e la sera studiava per ore l'itinerario migliore sulle cartine Michelin dispiegate come una tovaglia sul tavolo della cucina, mentre mia madre stilava una lunga lista con tutto il necessario per la famiglia e un amichetto di mio fratello che si univa a noi.
Il viaggio era una piccola odissea, diversi giorni attraverso quella che era ancora la Jugoslavia,poi una deviazione per evitare Albania e Kosovo e infine attraverso la Macedonia si arrivava a Salonicco, il tutto in un 'epoca senza cellulari ne satellitari in aiuto, senza Booking per prenotare gli alberghi, senza carte di credito, internet e soprattutto senza conoscere una parola delle varie lingue incontrate (l'inglese non era ancora universalmente conosciuto). Non riesco proprio a ricordare come se la sbrigassero i miei genitori, per altro con tre bimbetti al seguito, ma bisogna ammettere che siamo sempre arrivati a destinazione e tornati indietro sani e salvi.
I Balcani erano favolosamente piu' folkloristici rispetto ad oggi ( ma devo essere sincera, forse ai miei ricordi di bambina si uniscono anche i troppi film di Kusturica ), ricordo le distese a perdita d'occhio di girasoli,le sterminate periferie di cemento delle grandi citta', i piccoli paesi con la gente del posto sempre curiosa. Mio padre ogni sera profetizzava il furto della nostra auto, o quantomeno delle gomme, ma la mattina quando si ripartiva la macchina era sempre al proprio posto; mia madre non capiva una parola, non amava il cibo, doveva tenere a bada tre bambini e ripeteva stremata ogni momento che quella sarebbe stata l'ultima volta a Salonicco.
Ma alla fine si arrivava, la fatica del viaggio svaniva, ci aspettavano gli amici,la casa al mare, alcune settimane di gioia pura e spensieratezza.
Circa venticinque anni dopo questi viaggi molte cose sono cambiate;la Jugoslavia non esiste piu', una sanguinosa guerra l'ha divisa in tanti Stati diversi, i miei genitori non ci sono piu' da anni e cosi con il passare del tempo si sono persi i legami con Salonicco. Ma da tempo qualcosa mi richiamava verso questa citta', una sorta di nostalgia mista a curiosita', cosi un'estate di qualche anno fa decisi di intraprendere lo stesso viaggio in auto attraverso Slovenia, Croazia,Bosnia Erzegovina, Serbia, Bulgaria ed infine Macedonia.
Salonicco e' una citta' sterminata. Punto di arrivo di migrazioni dai Balcani,dall'Est Europa e dalla Turchia ha fatto si che le popolazioni si fondessero e unissero in un unico grande calderone; citta' caotica e polverosa, con le antiche rovine romane annerite dallo smog e inglobate dai moderni palazzi in cemento, con il mare nero e scuro del porto mercantile e l'inconfondibile odore che solo chi abita in una citta' di mare puo' riconoscere.
A prima vista puo' scoraggiare per il suo aspetto trasandato e che poco sa di Grecia classica, e la crisi ha lasciato segni evidenti, ma come tante citta' levantine va scoperta e assaporata lentamente. Salonicco si presenta per quello che e',autentica e senza filtri,senza ammiccare al turista, ma non per questo meno affascinante; nelle strade del centro, nel saliscendi dalle colline, nel traffico rumoroso e disordinato,nel porto, tutto ricorda un po' Napoli,Istanbul. La zona del mercato coperto e' ancora autentica e non costruita ad arte per il turista come in molte citta' europee, ci si aggira per botteghe tutte intorno e il rione dei torrefattori del caffe' inebria per l'aroma sprigionato nelle strade. Una delle vecchie zone industriali del porto e' stata recentemente riqualificata con l'apertura di ristoranti e locali, la sera delle calde notti estive e' piacevole sedersi qui.
Da Salonicco poi si raggiunge facilmente la penisola Calcidica, tre dita di terra con un mare incontaminato e una natura meravigliosa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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