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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Aprile - ore 21.24

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tantoneghevenoandae

A Carpi, in quella pianura ostile, uno screzio tra innamorati

Il modo peggiore per metabolizzare una sconfitta è senza dubbio partecipare al compleanno di un bambino che frequenta l'asilo con tua figlia.
Come se la sconfitta non fosse una pena sufficientemente penalizzante per il mio umore.
Dopo la delusione di Carpi, quindi, trascorro la domenica pomeriggio seduto su in divanetto all'interno di una ludoteca con la stessa partecipazione con cui mia moglie vive l'amplesso; ovvero navigando con il cellulare e spizzicando patatine, centellinando sorrisi di circostanza nel tentativo di nascondere, peraltro senza riuscirci, il menefreghismo del momento.
Un esercito di bambini di ogni dimensione razza e religione, il cui fastidio che provocano è nulla a confronto del marasma creato dagli agguerritissimi genitori, che per assicurarsi i primi posti nel salone del buffet ha costretto la celere ad alcune cariche di alleggerimento.
Alla fine del compleanno il bilancio è pesantissimo.
Sette feriti di cui due gravissimi.
Il tutto a chiusura di un weekend da incubo, iniziato con la bruciante sconfitta in terra emiliana dove le aquile si buttano via con una serie imbarazzante di errori sotto porta, puniti giustamente dal solito cinismo del Carpi a cui, come da sua tradizione catenacciara, basta un tiro in porta al primo minuto di gioco per portare a casa i tre punti.
E così i trecento saliti in Emilia escono dallo stadio chiedendosi come è stato possibile sbagliare così tanto, anche in termini di approccio alla gara.
Si avvicina la festa della donna e questo mi offre alcuni spunti di riflessione su ciò che si è visto in questa partita.
È stata una sorta di rappresentazione di ciò che avviene, sessualmente, tra un uomo e una donna.
Penso ad esempio alla pillola anticoncezionale, che rappresenta una evidente manifestazione femminile di subordinazione emotiva alle dinamiche di coppia.
Mi spiego: ad essere realisti, sappiamo bene che molto difficilmente una donna decide di prendere la pillola per poter incamerare liberamente più uccelli di un bracconiere sull'Appennino senza conseguenze; in realtà rappresenta sempre la risposta farmacologica ad una scelta ponderata nel tempo, che contempla fattori come la fiducia nel proprio uomo e la ricerca di un’esclusività sessuale.
Ma la pillola, per quel che mi riguarda, è la dimostrazione di quanto sbilanciato sia l’altruismo sessuale nei rapporti di coppia. Perché ciò che la maggioranza delle donne che stanno leggendo sa benissimo è che al vostro posto nessun uomo si sottoporrebbe mai ad una terapia pluriennale di ormoni che causa ritenzione idrica, incremento del peso, e sconcertanti quanti incomprensibili sbalzi d’umore in cambio della soddisfazione di abbandonarsi in un orgasmo sicuro è liberatorio tra le vostre cosce, di poter finalmente venire simultaneamente.
E questo per una ragione molto semplice.
Se si stilasse una classifica delle parti anatomiche sulle quali il vostro uomo fantastica di eiaculare, vi garantisco che la vostra vagina occuperebbe gli ultimi posti.
Probabilmente si posizionerebbe tra il menisco e la caviglia.
Se ci fosse una sorta di Tripadvisor per i nostri spermatozoi, la vostra vagina otterrebbe una stellina al massimo.
Praticamente come un bed & breakfast nella periferia di Vercelli.
E così mentre lo Spezia, come una donna che subisce queste delicate pressioni emotive, si perde tra noiosi preliminari, candele dell'Ikea alla vaniglia ed inutili precauzioni, il Carpi, come ogni uomo cinico e sessualmente egoista che si rispetti, che delle tue misure anticoncezionali se ne sbatte allegramente, te lo butta nel didietro alla prima occasione utile, raggiungendo il suo obiettivo dopo nemmeno un minuto.
Neanche il tempo di rimettersi in posizione eretta che già ti chiede se gli allunghi due salviette.
Considerato che questo epilogo ha caratterizzato più volte la nostra stagione si potrebbe giocoforza concludere che evidentemente è una sensazione che ci piace pure.
Non sarò certo io che giudicherò le vostre abitudini sessuali.
Ma visto che qui si parla di calcio, parafrasando Tiziano Ferro, perdere così fa male, molto male.
Male da morire.
Al novantesimo il nostro cuore si è indurito in quella pianura ostile e non siamo riusciti a nascondere il disappunto ai nostri ragazzi.
Ma è solo un momento, il classico screzio tra innamorati.
Come ogni storia d'amore, i litigi e le incomprensioni si susseguono giornalmente, ma si superano sempre, facendo sì che il rapporto si rafforzi ulteriormente, come se il vero collante un rapporto duraturo fosse il prodotto di ogni singolo momento difficile.
Perché se alle fondamenta del rapporto c'è un sentimento vero funziona così.
Perché l'amore non si sceglie, si subisce.
Ad ogni modo, mentre già proiettiamo la mente sui gradoni del Picco, voglio chiudere con un doveroso quanto ipocrita augurio a tutte le donne, a tutte quelle che seguono le aquile, a quelle ho conosciuto, a quelle che ho amato o che pensavo di amare e soprattuto a quelle che ho pagato.
E già che ci sono mi scuso con la mamma di quel bimbo che al compleanno di domenica ha tolto di mano a mia figlia una pallina con cui stava giocando, facendola piangere a dirotto.
Ammetto che pisciare sulla portiera della tua macchina sia stato un gesto immaturo e decisamente sproporzionato rispetto a quanto accaduto.
Quando sbaglio lo dico.
Del resto, è solo un bimbetto di tre anni.
Non è certo colpa di questa povera creatura se sua madre è una bagassa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Venerdì 10 marzo 2017 alle 16:08:57
Belin Tronconi, ti sei proprio lasciato andare!

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