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Ultimo aggiornamento: Giovedì 22 Giugno - ore 22.32

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L'utente del territorio

Il “sisma bonus” non basta a vincere la partita

Nei giorni scorsi è stata approvata in via definitiva la legge di Bilancio 2017. Il provvedimento contiene diverse novità per il settore immobiliare; fra queste il prolungamento della durata e l'estensione dell'ambito del cosiddetto “sisma bonus”. La prima considerazione da fare è che questa norma dovrebbe dare un buon contributo alla promozione di una cultura della prevenzione dal pericolo costituito dal verificarsi di un terremoto. E questo non è poco, se è vero che in Italia esistono ancora dei Comuni, ubicati in zone ad alto rischio sismico, che non sono dotati di un piano di emergenza. Entrando nel dettaglio dei contenuti del “sisma bonus”, c'è tempo fino al 31 dicembre 2021 per realizzare degli interventi strutturali finalizzati a mettere in sicurezza gli edifici. È bene ricordare che gli interventi antisismici possono essere eseguiti sia su immobili a destinazione residenziale che a destinazione produttiva. La percentuale della detrazione fiscale cresce con il raggiungimento di una maggiore efficacia dell'intervento realizzato. Sono ammesse a godere delle agevolazioni fiscali anche le spese per la classificazione e la verifica sismica dei fabbricati. Il legislatore ha avuto un occhio di riguardo nei confronti dei condomìni, i quali possono ottenere incentivi fiscali in percentuale superiore se eseguono delle opere che migliorino in modo consistente l'affidabilità delle strutture degli edifici. Una delle novità più interessanti è l'estensione territoriale dell'ambito di applicazione del “sisma bonus”. Infatti, sono ammessi a godere dei benefici fiscali anche i proprietari di quei fabbricati che sono ubicati in luoghi dove possono verificarsi raramente dei terremoti seppur di forte intensità (zona 3 della classificazione sismica nazionale). Questi nuovi interventi sul patrimonio edilizio esistente, finalizzati ad aumentare la resistenza delle case alle scosse di terremoto, potrebbero davvero affrontare in modo concreto la questione della prevenzione dagli eventi sismici. Il condizionale è d'obbligo, in quanto in passato il bonus fiscale sul recupero edilizio ha incentivato soltanto in modesta parte gli interventi di adeguamento sismico. In verità l'ostacolo principale da superare sta nel fatto che queste importanti opere di ristrutturazione edilizia hanno costi notevoli, che non tutti i proprietari di immobili possono sopportare. Indubbiamente la detrazione fiscale può fornire uno stimolo in più ad agire, ma le persone maggiormente coinvolte rischiano di essere quelle che hanno dei redditi elevati, cioè un'imposta più consistente che gli consentirà di poter utilizzare al meglio la detrazione fiscale, la quale dal 2017 sarà ripartita in soli cinque anni. Pertanto sarà indispensabile prevedere delle forme di finanziamento agevolato per quei soggetti che non hanno le disponibilità finanziarie per eseguire gli interventi di adeguamento sismico e che non hanno interesse a godere della detrazione fiscale prevista dal "sisma bonus". Il Bel Paese è molto fragile, la frequenza di frane, alluvioni e terremoti è impressionante. Per vincere la partita contro le calamità naturali sarà necessario un gioco di squadra a cui tutti sono tenuti a partecipare.
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