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Ultimo aggiornamento: Martedì 06 Dicembre - ore 15.05

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Pioggia di Daspo per la curva, aspettiamo a giudicare

In questo periodo gira tutto storto, signori.
Lo Spezia incassa quattro schiaffoni da una squadra destinata a vincere il campionato a mani bassi e con largo anticipo.
Punizione pesante e probabilmente eccessiva rispetto a quanto visto ma contro certe squadre, si sa, lo devi mettere in conto.
Ciò che più mi ha rattristato, a dire il vero, è la pioggia di Daspo che, con una tempistica e modalità discutibili, si sono riattivate a poche ore dall'inizio della partita, alimentando quell'atmosfera più grigia delle nuvole che oscuravano il cielo sopra il Picco.
Ed è proprio per questo che la curva si è presentata al fischio d'inizio nuda, spoglia, senza striscioni ed in silenzio, come una bella donna che si presenta ad un appuntamento importante triste e senza un velo di trucco, che ti ascolta in silenzio e senza degnarti di uno sguardo, perché distratta da altri pensieri.
Il fatto è che sotto la curva c'è un cuore che batte, perché la curva è un'entità che ha una vita propria, con un proprio carattere, che soffre e gioisce con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti.
E quando una curva ha la necessità di esprimere i propri sentimenti lo fa con gli strumenti che ha a disposizione.
Normalmente attraverso i cori, altre volte con gli striscioni e talvolta, come in questo caso, con il silenzio.
Ad esempio, nel condominio in cui abito, come pensate che manifesti il mio disappunto a fronte dei disagi e delle difficoltà che ho nel rispettare la raccolta differenziata? Con gli strumenti comunicativi che ho a disposizione.
Raccolgo indistintamente tutta la spazzatura nel solito sacco e, previa estrazione a sorte, la butto nel cassonetto di un condominio nelle vicinanze.
Oppure, come pensate che reagisca quando mi chiudono con il lucchetto quel pezzo di giardinetto di merda dove ogni sera porto il cane a fare i bisogni ed in cui viene affisso un bigliettino in cui ci si lamenta, in forma anonima, della maleducazione dei padroni dei cani? Con gli strumenti comunicativi che ho a disposizione.
Quindi ogni sera, sempre previa estrazione a sorte, porto il cane a pisciare sul tappetino davanti all'ingresso di un condominio nelle vicinanze.
Ora, nella migliore delle ipotesi, penserete che il mio è un comportamento tanto sconcertante quanto infantile nonché in spregio alle più elementari norme di senso civico.
Vi starete chiedendo che tipo di insegnamenti potrà mai dare, ad una figlia piccola, uno che ragiona e che si comporta in questa maniera.
Che a pensarci bene, è lo stesso quesito che potrei pormi io stesso riguardo al cliente che per un colpo di frusta pretende un risarcimento milionario, oppure a quello che cerca un modo legale per spogliarsi dei propri bene al fine di non pagare i suoi creditori, o quello che non ha mai pagato le tasse e adesso vuole trovare un modo per andare in culo ad Equitalia o magari a quello che dopo mesi di faticosa attività si dimentica di pagare le mie prestazioni.
Ma ad essere sincero è un quesito che non mi pongo mai seriamente.
Perché fondamentalmente, non posso negarlo, mi piace essere circondato da merde ipocrite.
Mi fa sentire meglio. Lo trovo quasi terapeutico.
Mi permette di fare lo splendido scrivendo questo pezzo in cui vi spiego, sarcastico, quanto merda sono io ma mai quanto voi.
Ad ogni modo, il silenzio della curva, nella sostanza, rappresenta non certo un dispetto alla squadra bensì uno dei pochi strumenti di comunicazione, a nostra disposizione, per esprimere legittimamente un pensiero, un sentimento o un mero disappunto.
Un silenzio, in questo caso, da leggere non solo come segno di protesta per quanto accaduto ma anche quale solidale vicinanza con i nostri ragazzi, colpiti dalla diffida.
Qualcuno potrebbe comunque obiettare che in questo modo si danneggi, di fatto, la squadra, peraltro in un momento difficile in cui ci sarebbe bisogno di sostegno incondizionato ed oltretutto in un modo che per sua natura, lo sappiamo bene, non serve a nulla.
Senza contare che se questi ragazzi sono stati diffidati "vuol dire che qualcosa avranno pur fatto per meritarsela!", perché in questi casi si dice sempre così, no?
Ma per quanto ci si possa sforzare per dare una spiegazione sociologica a certe dinamiche di curva ed a certi meccanismi, la verità è che noi, inteso come curva, non dobbiamo giustificare un belino di niente a nessuno.
Del resto, se c'è una cosa su cui l'opinione pubblica è sempre ed unanimemente d'accordo nel puntare le baionette dell'ipocrisia è senza dubbio il movimento ultras.
Mi sono sempre chiesto per quale motivo i vari episodi di cronaca nera che giornalmente si manifestano in ogni anfratto della nostra società vengono recepiti ed analizzati con un minimo di equilibrio e lucidità, mentre qualunque episodio, seppur talvolta sgradevole ed effettivamente estremo, che coinvolge la curva ed il popolo che la anima, viene invece sistematicamente e fastidiosamente condannato quale causa di tutti i mali.
Fabrizio Corona in carcere per una sfilza interminabile di reati accertati tutti con sentenza definitiva?
"È uno scandalo! In galera per due foto! Che vergogna".
Una donna ritrovata nel proprio appartamento tagliata a pezzi mentre il marito sta lavando in bagno la motosega sporca di sangue?
"Beh, forse è stato lui ma attenzione, c'è la presunzione di innocenza. Aspettiamo il processo".
Un parroco scoperto nell'ora di catechismo a spiegare ad un chierichetto la posizione del missionario?
"Sì ok, brutta storia. Trasferiamo il parroco in un altra parrocchia e speriamo che quel chierichetto la smetta una volta per tutte di provocare!"
Un ultras viene identificato mentre lancia un fumogeno a bordo campo?
"Mandatelo in galera e buttate via la chiave!".
Avrei il piacere che qualcuno mi spiegasse questo curioso metro di giudizio in cui tutto ciò di negativo, che ruota attorno al movimento ultras, viene subito liquidato, valutato e condannato senza alcun bisogno di comprenderne il senso o le effettive responsabilità, senza nemmeno avere la necessità di mettere in dubbio la dinamica degli eventi così come faziosamente romanzata dal telegiornale o dall'articoletto di turno.
Ma in fin dei conti che importanza ha?
A pensarci bene, è probabile che tutto ciò avvenga per la stessa ragione per cui il sottoscritto gode nell'apprendere di ogni assoluzione di un ultrà.
Mi rendo conto che molti non saranno d'accordo, perché certe considerazioni potranno apparire fuori luogo, magari eccessive.
Ma vi ricordo che viviamo in un Paese dove si consente ad un uomo di chiesa di affermare che il terremoto nel Centro Italia deve essere interpretato come una sorta di punizione divina contro le unioni civili.
Questo significa che ognuno ha il diritto di dire un po' quel cazzo che vuole, me compreso.
Anche se la libertà di pensiero è un po' come la figa.
È una cosa bellissima ma va gestita con parsimonia, va presa con moderazione.
Troppo poca non va bene ma nemmeno averne in misura eccessiva è una buona cosa.
Può manifestare degli effetti collaterali, può essere seriamente dannosa.
Ad ogni modo, la curva ha espresso un proprio sentimento, un proprio malessere nella maniera ritenuta più opportuna.
Non spetta a voi giudicare se sia stato giusto o sbagliato.
Fatevene una ragione perché le vostre preoccupazioni devono essere altre.
Ad esempio, chi di voi abita nel quartiere Mazzetta, prima di entrare in casa alla sera, farebbe bene a togliersi le scarpe perché quello che avete calpestato all'ingresso del condominio potrebbero non essere gocce di rugiada ma il piscio del mio cane.
E badate bene che tutto ciò non deve essere liquidato come il frutto di un disgustoso seppur ingegnoso dispetto.
È la storia della libertà di pensiero, ricordate? Ognuno di noi utilizza gli strumenti comunicativi che ha a disposizione ecc.., non ho voglia di riscriverlo.
E comunque, che resti fra noi, se c'è gente che si ritrova del piscio sotto le scarpe, nessuno mi toglie dalla testa che qualcosa avranno pur fatto per meritarsela.
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