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Ultimo aggiornamento: Sabato 10 Dicembre - ore 09.15

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tantoneghevenoandae

Qualcosa che neanche qualche file sullo smartphone può lenire

Niente Avellino per me.
E quando sono costretto a saltare una trasferta è un vero dramma, perché non riesco nemmeno a seguirla in televisione. Soffro troppo e proprio non mi piace.
Quando non puoi vivere in prima persona le sensazioni, gli odori e tutto ciò che solitamente anima il settore ospiti e che fa da contorno ad ogni trasferta, viene meno la ragion d'essere di tutto.
E così, vivo il mio sabato come un pesce fuor d'acqua, una specie di disadattato sociale che soffre la mancanza dello stadio come un drogato in astinenza.
E come se non bastasse subiamo pure una brutta sconfitta. Almeno così mi dicono.
E quindi ora cosa potrò mai scrivere, chiederete voi.
Domanda più che pertinente, rispondo io.
In estrema sintesi, sono fermamente convinto che se mi state leggendo è perché fondamentalmente non avete un belino di meglio da fare.
Esattamente come me in questo preciso momento.
Ad ogni modo, a casa, senza le Aquile e senza nemmeno vedere la partita, mi annoio facilmente, quindi per passare il tempo vado su Facebook e sbircio nei profili di qualche amica a caso.
Qualunque cosa pur di far passare il tempo.
Vedo se ci sono delle foto che le ritraggono al mare e mi diverto a calcolare quante storie importanti hanno avuto contando le smagliature da pillola anticoncezionale che hanno sulle cosce.
Tanto per intenderci, il meccanismo di calcolo ricorda quello dei cerchi sui tronchi d'albero.
Ogni tre linee sul culo corrispondono ad un tipo che le ha mollate dopo 4 anni di convivenza.
Poi, quando finalmente mia moglie e mia figlia si addormentano, posso finalmente spostarmi sul motore di ricerca e decido che è giunto il momento di spararmi una bella saga.
Opto per Star Trek.
Purtroppo, la connessione balbettante mi costringe presto a desistere.
Di tanto in tanto controllo il risultato sul televideo, giusto per aumentare il senso di angoscia generale. Siamo sempre 0-0.
I porno salvati sul telefono, a pensarci bene, potrebbero allietare, almeno in parte, il proseguo della giornata.
Ma è solo un pensiero passeggero perché, ad esser onesto, non mi eccitano più.
Il problema è che il mio pisello ormai si comporta come un quattordicenne affetto da deficit psicomotori, da troppi anni maltrattato dagli amici più grandi e imbottito di farmaci per non sfigurare durante le interrogazioni.
Ha una personalità propria.
Ormai sono seriamente intimorito da ciò che possa eccitarlo. Oggi può essere un cliente che paga puntuale la mia parcella, domani una nigeriana in Viale Fieschi, dopodomani una parcella pagata da una nigeriana di Viale Fieschi.
Ho anche provato a cercare un video su Youporn ma figuriamoci, il mio pisello è stato indisponente ed irritante come mia moglie quando ha dovuto scegliere il colore del rivestimento del bagno.
Non gli andava bene niente.
E allora va bene, facciamoci un giro. Così finiamo il pomeriggio seppelliti nel solito centro commerciale, dove un numero incalcolabile di zombi accompagnano le rispettive compagne deambulando incerti e smarriti con gli occhi persi nel vuoto.
Cristo santo. Qualcuno mi porti almeno del metadone!
Il tutto, aggiungo, non prima di aver faticato le sette camice per un lurido parcheggio e dopo che un fenomeno, con la sua Fiat Punto ribassata, mi ha soffiato un posto praticamente già mio.
E per giunta dopo aver appena appreso della sconfitta di Avellino.
Giuro che in quel momento gli avrei fatto una sassaiola, gli avrei pisciato sulla portiera e gli avrei acceso un fumogeno nella sua macchina, per sfogarmi e punirlo per questo insopportabile affronto.
Poi però l'ho visto scendere. Mi accorgo che lo conosco.
Imbronciato e nervoso, mi dirigo con la famigliola al tavolo di un bar, dove ci ritroviamo circondati da gente interessantissima e simpaticissima.
Fortuna che avevo con me il telefono.
Il problema degli smartphone è che ha dato fiato ad un sacco di aspiranti psicologi nel trovare per forza delle argomentazioni pseudo intellettuali per polemizzare sul fatto che nessuno li ascolta mentre parlano.
Ma pensate davvero che mi diverta a guardare il video di una cicciona afroamericana che si dimena in mezzo a dodici senegalesi mentre sono seduto al bar di fronte a voi?
Magari sono solo lievemente indolente perché le Aquile hanno perso e perché non sono in mezzo ai miei simili a metabolizzare la sconfitta.
Magari sto solo cercando di proiettare la mia attenzione ad un livello intellettuale decisamente più stimolante delle vostre cartelle di Equitalia, delle considerazioni su quanto sia ladro il governo e di quanto sia ingiusto che Corona abbia fatto la galera solo per "due foto".
Comunque quando parlo di cicciona afroamericana non è certo mia intenzione attribuire al mio sfogo una odiosa connotazione razzista.
Diciamo che le probabilità che una cicciona afroamericana possa leggere questo pezzo e mandare una mail di protesta sono statisticamente piuttosto basse.
Ad ogni modo credetemi, perché posso affermarlo con ragionevole sicurezza.
Non è assolutamente vero che “le nuove tecnologie e la cultura digitale hanno drammaticamente influenzato, in senso negativo, le relazioni interpersonali”.
Vi garantisco che se la cazzo di cicciona fosse seduta a questo tavolo al posto vostro, non sarei mai così sgarbato da farle il torto di trascurarla per trastullarmi indisponente con dei porno di dubbia qualità.
Sono certo che ci farei conversazioni davvero stimolanti, con la cicciona di merda.
Ovviamente voi, finissimi psicologi e sociologi dell'ultimo minuto, vi starete tutti interrogando su cosa potrebbe mai disquisire, un disadattato sociale come me, il cui sbalzi umorali dipendono patetici dai risultati di una squadra di calcio, con una pornostar cicciona e per giunta straniera.
Visto?
Siete privi di argomenti.
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