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Ultimo aggiornamento: Venerdì 30 Settembre - ore 23.10

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tantoneghevenoandae

Un prosecco della Lidl all'ultimo privè, ovvero: abbiamo dato tutto

Quando ero piccolo mi capitava spesso di trascorrere giornate intere a dare calci ad un pallone, da solo o con gli amici, magari improvvisando i pali della porta con due vasi da fiori oppure con due zaini dell'Invicta.
Si giocava ovunque capitava, sul manto stradale piuttosto che sul cemento spigoloso del piazzale di casa mia, perché rientrare a casa per cena senza avere le ginocchia sbucciate era un'eventualità non contemplata.
Mi fanno notare che anche una buona percentuale delle ragazzine di oggi, quelle che vanno in discoteca con tacco 12 e minigonna raso culo, hanno la curiosa abitudine di tornare a casa alle 5 del mattino sempre e rigorosamente con le ginocchia sbucciate.
So benissimo quale dubbio vi attanaglia e vi garantisco che me lo sono chiesto pure io.
Dove cazzo lo trovano il pallone in discoteca?
Sarà che i tempi e le abitudini sono cambiate, sarà che sono padre di una femmina, sarà che questa premessa mi serve per aprire il pezzo, ciò che conta è che lo Spezia trova la prima vittoria stagionale aiutandomi, per un momento, a scacciare via i brutti pensieri.
Prendiamoci i tre punti e dimentichiamo tutto il resto.
Anche oggi la partita è stata così noiosa che sto seriamente rivalutando Masha e l'Orso.
Ma non importa. Mi basta la vittoria, il bel gioco può attendere.
È come quando ti presenti nel locale con il piglio del latin lover, rapportandoti con l'altro sesso sfuggente e tenebroso come il tipico Dylan di Beverly Hills dei miei coglioni, e poi finisci la serata in un night di periferia a farti fare una sega da una moldava di nome Irina che dopo il terzo privè consecutivo e dopo aver instaurato un comprensibile quanto romantico livello di complicità, ti confessa di fare questo lavoro saltuariamente e solo per poter garantire un futuro migliore ai propri figli.
Pensatela come volete ma sarei disposto a spararmi un privè tutti i santi giorni rinunciando alla pausa pranzo, se questo servisse a garantire un tetto sopra la testa al piccolo Vladimir.
Purché si tratti di un locale rispettabile, badate bene.
Per capire se un night è affidabile o meno è sufficiente mettere la testa dentro e contare quanti capezzoli ci sono in tutto.
Se il risultato è dispari vuol dire che devi cambiare locale.
Rileggo un attimo perché ho perso il filo del discorso.
Giusto, quello che conta è solo il risultato.
Non importa se non è esattamente la più bella classe, se è pelata, se ha la gobba oppure se ha quattro denti in bocca.
Ciò che conta è tornare a casa rilassati e consapevoli di aver dato tutto, sicuri di aver fatto esplodere tutta la vostra passione, orgogliosi di aver schizzato ogni singola goccia di romanticismo rimasta.
Fermatemi pure, se sto esagerando.
Un rigore di Nenè e un delizioso inserimento di Alessandro Piu ci portano tre punti che valgono quanto una sveltina con la più cessa della classe.
Oppure come una serata al night, quando alla fine del terzo privè e € 150,00 euro in meno nel portafoglio ti risiedi al bancone, bello sereno e rilassato, a gustarti un po' di lap dance davanti ad un bel bicchiere di prosecco del Lidl.
Scegliete voi la metafora che maggiormente vi aggrada ma il concetto è quello.
Ora scommetto che Tu, che sei un fine lettore, muori dalla voglia di farmi notare che affrontare certe tematiche in modo così irriguardoso farebbe di me un patetico menefreghista, laddove in un futuro prossimo e lontano mia figlia dovesse trovare lavoro come ballerina da locali notturni o magari rientrare a casa un sabato sera con le ginocchia sbucciate dopo essere scesa da una Fiat Uno ribassata guidata da un principe azzurro analfabeta con i pantaloni a vita bassa.
Allora, punto primo, se veramente sei un fine lettore mi devi spiegare perché ti trovi qua a leggere le cazzate che scrivo io.
Coraggio, dimmelo perché mi interessa.
Punto numero due, patetico a me non lo dici.
E sciacquati la bocca prima di insultare.
E poi menefreghista a me?
Sarei disposto a pagare a peso d'oro il prosecco di tutti i night che ci sono in zona, se questo servisse a garantire un'adeguata istruzione al piccolo Dimitry.
Ma si, continua pure a puntarmi in faccia il dito dell'ipocrisia.
Adesso vorrai anche sottolineare che le mie divagazioni sono solo deliranti quanti infantili battute per evitare goffamente di rispondere alle tue critiche, peraltro legittime.
La verità è che replicherei volentieri a tutte le tue perplessità, se solo non sapessi che sei un personaggio immaginario ovvero mero frutto del mio perverso sub inconscio al solo e unico scopo di garantire la buona riuscita di questo pezzo.
Proprio così caro mio.
Chi è il patetico adesso?
E comunque vi avevo chiesto di fermarmi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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