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Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Settembre - ore 17.30

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I "cristoni" di Di Carlo disperdono l'aura mistica di Norcia

Per ricaricare le pile in vista della nuova stagione non c'è niente di meglio che qualche giorno di relax da gustare in piacevole compagnia di moglie e figlia.
Proprio così, signori.
Moglie e figlia.
Nonostante tutto quello che ho scritto la scorsa stagione il matrimonio regge e mantiene la stessa solidità che aveva la panchina di Bjelica dopo il 5-1 di Trapani.
E anche con la bimba devo dire che non c'è alcun problema. Gli assistenti sociali me la fanno vedere il martedì e il giovedì dalle 14 alle 16 con l'aggiunta di un week end a scelta al mese.
Serviva quindi una località tranquilla, lontana dai ritmi stressanti della città e dalla noiosa quotidianità, ove poter respirare aria buona, rilassare corpo e mente e magari gustando del buon cibo.
Devo dire che la scelta della meta è stata tutt'altro che agevole perché occorreva bilanciare le comprensibili esigenze di comodità e compostezza, che normalmente accompagnano ogni vacanza di famiglia che si rispetti, con i miei primordiali desideri di pellegrinare tra i tortuosi sentieri del turismo sessuale.
Alla fine si opta per Norcia, graziosissima località umbra della provincia di Perugia, la cui pressoché totale assenza di prostituzione è stata in buona parte compensata dalla imprevedibile presenza in loco dei nostri aquilotti.
È stata infatti una piacevole sorpresa apprendere che la medesima località era stata curiosamente scelta anche dallo Spezia come sede del ritiro estivo.
Qualcuno potrebbe pensare che si è trattata di una palese premeditazione finalizzata unicamente a soddisfare quella patetica quanto incomprensibile necessità di seguire le aquile anche durante il periodo estivo.
Per carità, come ben sapete rispetto l'opinione di tutti ma quel qualcuno potrebbe farsi tranquillamente i cazzi suoi.
E comunque la passione non va mai in vacanza.
Resta il fatto che la giostra dei desideri, bruscamente frenata dalla fastidiosa brezza trapanese, ha ricominciato a girare così, in un campetto a 400 km dal nostro Picco, dove i deliziosi sapori dei salumi del posto fanno da contorno ai cristoni di Di Carlo, che riecheggiano nel silenzio dell'incantevole scenario sapientemente disegnato dalle colline umbre.
E allora mettete mano al portafogli, cari miei, perché bisogna fare l'abbonamento e perché fra poco si ricomincia a girare lo stivale.
Attingete pure tra i vostri risparmi, rompete il salvadanaio e svincolate subito quel conto dove responsabili e parsimoniosi avevate messo da parte quei due spiccioli per far studiare, un domani, i vostri figli.
Mi rincresce deludervi ma viviamo in un Paese alla deriva senza alcun tipo di prospettiva mentre noi genitori alleviamo una nuova generazione composta principalmente da troie che si faranno infilzare come soldati di ottocentesca memoria durante l'assalto alla baionetta e ritardati con i pantaloni a vita bassa.
Godiamoci il presente perché non ci sarà nessun domani che valga la pena vedere né alcuna forma di riconoscenza da ricevere.
Vi porto un piccolo esempio.
Qualche anno ho avuto una brutta esperienza sull'autobus che presi per tornare a casa dall'ufficio.
C'era una coppia di anziani, in piedi, vicino a me.
La signora, probabilmente spaesata dalla calca e magari non più lucida come un tempo, allunga la mano dietro di lei nella erronea convinzione di trovare la mano di colui che presumo fosse suo marito.
In realtà, in quel punto non si trovava la mano dell'attempato coniuge bensì le mie palle.
La signora, presumo inconsapevole dello scabroso malinteso, fa quindi scorrere i miei coglioni sulla mano con una certa destrezza, come solo nelle migliori bocciofile ho visto fare.
Ed è proprio in quel momento che ho preso reale cognizione di quanto la vita possa essere ingiusta e poco riconoscente.
E anche di quanto sia più sicuro viaggiare in macchina, ovviamente.
Voglio dire, sei sopravvissuto alla guerra, alla fame, hai difeso la tua patria e hai fatto una vita di sacrifici per garantire ai tuoi eredi quel poco che tu non hai mai potuto avere. E poi?
E poi ti ritrovi a settant'anni sopra un autobus stracolmo di dominicani in cui il livello di igiene è di poco superiore a quello riscontrabile in un qualsiasi campo rom, mentre tua moglie, ovvero colei che ha condiviso con te un'intera esistenza, custodisce come una coccinella tra le mani la sacca scrotale di un cazzone in giacca e cravatta che poi ti sputtana raccontando tutto su un blog.
Immagino che per il signore in questione sarebbe stato certamente più dignitoso morire al fronte quando era il momento.
Non fraintendetemi, però. Non intendo certo dire che fare l'abbonamento vi garantirà un'esistenza e soprattutto una fine più onorevole di questo signore.
A pensarci bene, avevo semplicemente bisogno di un bieco pretesto per raccontare una storia che meritava di essere raccontata.
Del resto, finché questi mi fanno scrivere io scrivo.
Comunque l'abbonamento fatelo lo stesso e fatelo subito.
Perché la passione non conosce il domani.
La passione si vive al momento e quel momento, per noi, quelli che non sanno vivere senza di lei, è adesso, dove i sogni di una notte di mezza estate riprendono magicamente vita.
Per quanto riguarda la storia dell'autobus, beh, nulla di particolare.
Per timore che la signora potesse andare oltre, per arrivare, non lo so, al tanto agognato dito nel culo, ho deciso di reagire scivolando repentinamente all'indietro, come un Francolino Fiori che sguscia dal suo marcatore per eludere la trappola del fuorigioco.
Se per caso la signora leggesse queste righe ed i sintomi dell'alzheimer non le impediscano di riconoscersi, sarebbe carino che mi contattasse.
Penso che la porterei a magiare un semolino da qualche parte.
La passerei a prendere io.
Ovviamente in autobus.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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