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Ultimo aggiornamento: Lunedì 16 Ottobre - ore 22.30

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Gocce di Cina

Il più grande pirata della storia: vi presento Zheng Yi Sao, la Vedova Ching

Se vi state preparando per lo Sbarco dei Pirati a Cadimare che si svolgerà questo sabato, non potete non sapere che uno dei più grandi pirati della Storia è stato - anzi, è stata, dato che parliamo di una piratessa! - una donna di cinese, famosa con il nome d’arte di “vedova Ching” (Zheng Yi Sao 郑一嫂)!
La storia di questa giovane prostituta divenuta uno dei più potenti pirati di tutti i tempi ha abbastanza colpi di scena per essere raccontata da Jorge Luis Borges nella “Storia Universale dell’Infamia” (in cui un racconto è dedicato proprio a lei) e nel film di Ermanno Olmi “Cantando Dietro i Paraventi”, dove la piratessa è impersonata dall’attrice Jun Ichikawa - e un altro riferimento a lei lo troviamo anche ne “I pirati dei Caraibi - ai Confini del Mondo”, dove la “Signora Ching” è annoverata tra i Nove Pirati Nobili.

Pur essendo un personaggio storico, molti dettagli della sua vita si perdono nella leggenda.
Nata alla fine del XVIII sec. a Canton, la giovane Shi Xianggu 石香姑 (questo probabilmente il suo vero nome) era una prostituta che, all’età di 16 anni, venne rapita - o si innamorò? diverse sono le voci al riguardo… - dal pirata Zheng Yi 鄭一, che era riuscito nell’impresa di coalizzare le varie flotte pirata che all’epoca tormentavano il Mar Cinese Meridionale riunendole sotto il nome di “Flotta della Bandiera Rossa”. Tra la metà del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, infatti, il Mar della Cina ospitava una temibile comunità di pirati, che facevano la spola tra le coste di Cina, Giappone, Taiwan e del Sud-Est Asiatico — insomma, se pensavate che gli unici pirati veramente degni di nota fossero quelli dei Caraibi, avete sottovalutato le terribili scorribande delle ciurme che imperversavano nel Pacifico Orientale!
Ora, che la giovane Shi Xianggu fosse una donna decisamente forte e ambiziosa, era cosa chiarissima già al momento del matrimonio con Zheng Yi: la donna non accettò affatto di essere ridotta ad un ruolo “domestico” e secondario, ma volle partecipare alle attività piratesche, e condivise col marito il comando della flotta (evento che tuttavia non era così raro in Cina, perché non essendoci la superstizione secondo cui le donne a bordo portano sfortuna, esse spesso condividevano la “professione” dei mariti). L’ascesa nella leadership e il nome d’arte con cui passò alla Storia le acquisì definitivamente alla morte del compagno (ucciso da un tifone? assassinato in Vietnam?), quando assunse il pieno comando e iniziò ad essere conosciuta come “ Zheng Yi Sao 郑一嫂”, ossia semplicemente “Vedova di Zheng Yi”: all’epoca aveva 22 anni. Emanò un severissimo codice di leggi con cui mantenne l’ordine a bordo e riuscì ad assicurarsi la fedeltà ed il rispetto di tutti i comandanti a lei sottoposti, dominando con la sua enorme flotta tutto il Mar Cinese Meridionale ed estendendo il suo dominio anche all’area costiera del Guangdong 广东 (la provincia cinese con capoluogo Canton). Per consolidare il proprio potere sulla flotta, nominò come suo luogotenente il figlio adottivo ed ex-amante (ebbene sì) del marito, Cheung Po Tsai 張保仔 (che ha ispirato il personaggio di Sao Feng 嘯風 ne “I Pirati dei Caraibi - ai Confini del Mondo”), facendone a sua volta il proprio amante (ri-ebbene sì) ed assicurandosi la sua fedeltà assoluta così come quella di tutta la Flotta della Bandiera Rossa.
Il potere della Vedova Ching mise profondamente in crisi gli ufficiali della dinastia Qing, che non riuscirono in alcun modo a limitare le sue scorribande né tantomeno a catturarla. Esasperati ed incapaci di trovare una soluzione, la dinastia cinese cercò soccorso dagli Inglesi e dai Portoghesi, ma nemmeno le loro flotte riuscirono a porre fine militarmente al dominio della piratessa - anzi, l’implacabile “Zheng Yi Sao” iniziò a minacciare il loro fiorente commercio d’oppio, costringendoli a negoziare la pace. Borges si immagina così l’incontro tra le flotte nemiche, che si conclude con una trattativa anziché con una battaglia:
“Quando la luna fu piena nel cielo e nell'acqua rossastra, la storia sembrò giungere alla fine. Nessuno poteva prevedere se sulla volpe si sarebbe abbattuto un illimitato perdono o un illimitato castigo, ma la fine si avvicinava inevitabile. La Vedova capì. Gettò le sue due spade nel fiume, si inginocchiò in una scialuppa e ordinò che la conducessero alla nave ammiraglia. Era l'imbrunire: il cielo era gremito di draghi, questa volta gialli. La Vedova mormorava una frase. 'La volpe cerca l'ala del drago', disse salendo a bordo.”

Potete ben immaginare chi fosse ad avere il coltello dalla parte del manico: in cambio della resa, la Vedova Ching riuscì ad ottenere per sé e per la sua ciurma tutto ciò che volle, cioè l’ “ala del drago”, la protezione imperiale - l’assoluzione dall’accusa di pirateria, il mantenimento delle proprie ricchezze (compresa anche la restituzione di quella parte di bottino che le era stata confiscata!), titoli nobiliari per sé e per i suoi uomini. Questa cara signora si ritirò quindi dalla scena dignitosamente e volontariamente a 25 anni, e, abbandonata la pirateria, aprì una casa da gioco (giusto per non annoiarsi nella quiete della “terraferma”), spegnendosi a 69 anni.

Comandante di tempra e astuzia incredibile, pirata crudele e regina dei mari, della terribile Vedova Ching il film “Cantando dietro i paraventi” ci offre anche un altro ritratto: quello semplice e primordiale di una donna innamorata, che ama l’uomo con il quale condivide il destino.
Vi do la buonanotte con un monologo - a mio parere bellissimo - tratto da questo film, sussurrato dalla donna alla luna:

"La luna si affaccia in ogni specchio d'acqua
ma la luna vera è solamente una.

Sugli arbusti bagnati brilla la rugiada della notte,
cantano i grilli innamorati.
Chi mi ha lasciato tanta tristezza?

Tu, fino ai cent'anni
e io, ai novantanove.
Avremo i capelli bianchi
e io non sarò cambiata
e non cambiare nemmeno tu.
No, io non sarò cambiata.
Per sempre non sarò cambiata."
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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