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La serie A inizia quando smetti di masturbarti guardando "Non è la Rai"

Il posticipo del lunedì sera mi ha consentito di sfruttare il caldo fine settimana per favorire un primo abbozzo di abbronzatura.
In questo periodo, la presenza di pochi turisti e la temperatura gradevole mi permettono di godere al meglio le spiagge ancora semi deserte nonché di pisciare in mare aperto senza troppi patemi.
Mi piace pisciare in mare aperto perché mi permette al tempo stesso di svolgere, con una discreta disinvoltura, attività rilassanti come prendere il sole, assecondare mia moglie quando mi parla di non so cosa ma principalmente pisciare in mare aperto.
Lo considero uno dei pochi spiragli di vera libertà rimasti in una civiltà soffocata da castranti ed obsolete convenzioni sociali.
Un po' come seguire la tua squadra del cuore in giro per l'Italia, lanciare bottigliette in campo e violare normative inutili.
Pratiche che riesci a conciliare tutte con risultati sorprendentemente soddisfacenti se di questi tempi sei ultras a Spezia.
La terzultima giornata di campionato ci mette di fronte ad un Brescia ormai fuori dai giochi che scende al Picco con le stesse motivazioni che ho io quando vado dal commercialista.
Sciaudone nel primo tempo ed Errasti nel secondo fanno sussultare il clitoride della Curva Ferrovia mettendo la firma ad una vittoria che ci regala tre punti fondamentali.
A questo punto, a meno di cataclismi, lo Spezia si giocherà i playoff per il terzo anno consecutivo e lo farà, statene certi, con più maturità rispetto al passato.
Siamo come lo sfigatello alle prime armi, che dopo una serie di approcci sfortunati con l'altro sesso, con erezioni inadeguate e comportamenti inopportuni, si sente finalmente pronto per il grande passo, pronto ad essere sverginato dalla serie A.
Non mi interessa come, se con il bel gioco, se con un rigore inesistente, facendo catenaccio o violentando il quarto uomo.
La sportività, qualora non ve ne siate accorti, non abita qui.
So solo che mi sento pronto.
È come quando persi la verginità; non importava con chi, era il momento di farlo.
Ti rendi conto che non puoi più aspettare quando cominci a stufarti di masturbarti guardando "Non è la Rai".
In questo momento mi sento così, con Ambra Angiolini, Antonella Elia, Laura Freddi e Cristina Quaranta che danzano felici sul palco del mio sub inconscio mentre mi invitano a fare il grande passo.
Insomma la mia serie A era una ragazza un po' più piccola di me, la classica tipa che abbordi senza alcuna aspettativa per il futuro.
Futuro inteso come domani.
Quella che ti limiti ad invitare per un aperitivo a casa tua nella nemmeno troppo celata speranza che un po' della tua superficialità le possa scivolare fra le tette dopo una bottiglia di Bracchetto d'Acqui da € 3,25 dell'Esselunga.
Diciamo che oggi verrebbe definita come 'sportiva', a testimonianza delle sue innegabili doti atletiche che con parsimoniosa gentilezza dispensava al primo mammifero, non necessariamente bipede, che le si presentava di fronte.
Tale aggettivo, mi preme sottolinearlo, non rende bene l'idea.
Diciamo che la sua ginecologa, per monitorarle l'attività vaginale, aveva chiesto ed ottenuto l'autorizzazione ad installare un tornello davanti alla sua vagina con tanto di steward con il compito di requisire accendini oppure oggetti atti ad offendere.
In questa maniera, periodicamente, la ginecologa effettuava il conteggio delle entrate. Un po' come l'Acam quando manda i tecnici a fare la lettura dei contatori, ma con un approccio meno invasivo.
Mi rendo perfettamente conto di apparire un millantatore e comprenderei bene chiunque dovesse pensare che si tratti di mera finzione narrativa, ma posso garantirvi che in questo preciso momento, in una località ben precisa della nostra amata provincia, c'è una troietta davanti al suo pc di seconda mano che sta pensando "oh cristo santo fà che il coglione non parli di me".
È quindi per delicatezza che tengo a precisare che la ragazza in questione è senza dubbio la più dolce e solare di cui conservi materiale video amatoriale in alta definizione.
Da qualche parte dovrei avercelo ancora, ma ho paura a riguardarlo.
È una roba tipo "The Ring"; se lo guardi, dopo sette giorni ti viene la sifilide.
Diceva che ero la cosa più simpatica che era entrata nel suo corpo, dopo le anfetamine.
Comunque, se proprio devo essere sincero, non ero durato un granché.
Ho provato subito a giustificarmi tirando fuori la storia dello stress e della stanchezza, mente lei mi guardava con la stessa apprensione con la quale un genitore guarderebbe il figlio affetto da deficit dell'attenzione, pregando che i progressi della medicina possano regalargli una vita migliore.
Ad ogni modo lo Spezia è ad un passo dai playoff dove in palio ci saranno le chiavi di accesso del paradiso calcistico, che andremo ad inseguire con tutte le frecce del nostro arco.

Ultimo appunto.
Giovedì 19 maggio, presso il Bar Portobello di Via Lunigiana 127, i Fedelissimi organizzano un aperitivo con relativa raccolta fondi da destinare a "Letizia nel cuore", un'associazione che sostiene famiglie con bambini disabili o affetti da gravi malattie.
Basta un piccolo contributo, qualche spicciolo.
Devo tranquillizzarvi sul fatto che questo non servirà a renderci persone migliori perché rimarremo comunque confinati in quel giardino di pochezza d'animo dove il nostro menefreghismo viene accuratamente e giornalmente annaffiato come una filippina qualunque.
Infatti non vi sto chiedendo di partecipare per voi ma solo per quei bambini, con rispettive famiglie, i cui problemi vanno un briciolino al di là di una partita persa, di una rata del mutuo o di una escort le cui reali caratteristiche fisiche non corrispondono alla foto dell'annuncio.
Qui stiamo parlando di bambini che giocano partite senza fine, contro un avversario talvolta infame che si chiama vita.
Quindi mettete mano al portafoglio e venite a farvi una bevuta al covo dei Fedelsisimi.
Perché saremo anche ciecamente innamorati della maglia bianca e della figa ma nella nostra inguaribile ignoranza c'è sempre spazio per chi ha bisogno di una mano e per chi è meno fortunato di noi.
A parte i carrarini, ovviamente.
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Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
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