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tantoneghevenoandae

Una fiala di Borghetti per resistere fino al novantesimo

Non sono andato a Latina, mi spiace.
Una sindrome influenzale che ha colpito un membro della mia famiglia, di cui non voglio fare il nome per delicatezza e perché si avvicina il nostro anniversario, mi ha costretto a rinunciare alla trasferta.
Non mi pare il caso di fargliela pesare eccessivamente, per carità.
Del resto, ieri mattina ho pisciato scientemente sui bordi di ceramica del water, senza tirare lo sciacquone e lasciando la tavoletta alzata.
Quindi direi che siamo pari.
E così la partita l'ho guardata al bar e devo ammettere che non c'è molto da dire dal punto di vista tecnico.
Finito il primo tempo apro il portafoglio e vedo che ho solo 30 euro, ovvero una cifra decisamente troppo esigua per reperire la quantità di anfetamine che sarebbe stata necessaria per sopportare altri 45 minuti a quel livello.
Intendiamoci, non sono assolutamente favorevole all'uso di droghe di ogni genere. D'altra parte non ero nemmeno favorevole alla tessera del tifoso eppure guarda un po'.
Ad ogni modo, mi sono diretto verso il bancone e mi sono fatto iniettare una fiala di Borghetti che, quanto meno, mi ha consentito di resistere fino al novantesimo.
Qualcuno potrebbe chiedersi perché scrivere questo pezzo visto che a Latina non sono andato e la partita è stata inguardabile.
Il motivo è semplice.
Devo confessarvi che questo blog non rappresenta altro che un innovativo esperimento sociologico ideato e concepito all'unico fine di migliorare la vostra generale autostima.
Lo Spezia, in pratica, è solo uno specchietto per le allodole.
Nella sostanza, è una sorta di complesso stratagemma comunicativo in cui lo scopo è quello di porre sempre in risalto la mia totale assenza di integrità morale, il mio cinismo ed il mio granitico disinteresse a tutto ciò che non ruota attorno alle aquile, affinché il lettore possa prendere piena coscienza della portata delle cazzate che legge favorendo, al contempo, quell'intima consapevolezza di essere moralmente ed eticamente superiore a me ovvero, per intenderci, una persone sostanzialmente migliore.
Naturalmente sto scherzando.
Voi che leggete siete persone migliori di me nemmeno per il belino.
Mentre vi indebitate con le banche e con Equitalia, fate la fila per acquistare l'ultimo modello di iPhone, che peraltro mi permetto di consigliare.
Piangete miseria incolpando lo stato per la vostra vita da perenni precari ma non avete neanche il tempo di alzare il culo per andare a votare; siete tropo impegnati a trovare un garante per chiedere il finanziamento che vi consentirà di andare in vacanza questa estate.
Molti di voi non vanno a dormire finché non hanno pazientemente violentato tutti i dieci comandamenti per poi polemizzare, sdegnati e risoluti, quando il crocifisso viene rimosso dall'aula di una scuola.
Insultate patetici l'allenatore degli Esordienti che non fa giocare vostro figlio, che naturalmente è un campione, per poi lamentare la mancanza di cultura sportiva riempiendovi la bocca con stucchevoli frasi di circostanza.
Le rate della macchina, la parcella dell'avvocato e quel debituccio con il marocchino di piazza Brin possono aspettare, c'è da fare l'abbonamento alle aquile, c'è da prendere il biglietto, c'è il pullman per la trasferta.
E badate bene signori, non vi sto facendo la predica; non dovete cambiare nemmeno una virgola di ciò che siete.
Ignoranti, ipocriti ma morbosamente attaccati alla maglia bianca.
E' esattamente così che vi voglio.
Non sarà certo il miglior messaggio da tramandare alle nuove generazioni ma siamo seri, quando la serie A è lì, davanti a te che ti strizza l'occhiolino come una fighetta da copertina di Teletutto, non puoi certo farti prendere dai sensi di colpa sputando sul piatto dove hai banchettato per anni convertendoti all'improvviso.
Chi cazzo pensate che sia? Paolo Brosio?
Qui non siamo a Medjugorie, cari miei.
Siamo a Spezia.
Le uniche madonne che vi appariranno saranno quelle che di Di Carlo presenterà a De Col ogni volta che sbaglierà un cross.
Conosco gente che baratterebbe un rene per una promozione.
Cosa che farei volentieri anche io, se solo quel marocchino di piazza Brin mi avesse dato più tempo per pagare.
Sappiate che con il Brescia si gioca di lunedì sera ed è inutile che vi ricordi la delicatezza di questa partita.
Quindi avete tutto il tempo per andare a messa, fare la comunione, dare un bacino a moglie, figli, amante e staccare il cellulare prima che il vostro legale chiami per ricordarvi di pagare la sua parcella.
Togliete quella maschera di pirandelliana memoria che giornalmente indossate per sopravvivere in una società imprigionata fra ipocrite etichette comportamentali ma che non potranno mai nascondere la vostra vera indole di aquile dipendenti.
Piccolo appunto finale.
Considerato il livello scolastico di chi legge abitualmente questo blog ritengo opportuno fare una piccola precisazione.
Ebbene no, Pirandello non era un centravanti dello Spezia nella metà degli anni novanta.
Quello era Ghirardello.
Pirandello era un drammaturgo, uno scrittore ed un poeta.
Fidatevi, l'ho letto ora su Wikipedia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
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