Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Domenica 17 Febbraio - ore 21.41

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

L'ultimo dribbling

Undici in campo, uno in Paradiso

Sono in quattro fuori da un ospedale, con la testa tra le mani. Una parte di una squadra, immensa, come se ne sono viste poche. Perchè nel calcio di giocatori ne vedi tanti, ma gli uomini sono rari, puntini che non scintillano nemmeno. Sono saliti in macchina di mattina presto, guida Pietro Fusco, e con lui Vito Grieco, Alberto Bianchi e Nicola Padoin. Non parlano e lo fanno poco durante il tragitto e raggiungono un istituto nelle vicinanze di Pietra Ligure. Li attende una donna minuta, silenziosa, si chiama Michela. L’abbraccio è forte, è anche lei una che fa parte di una storia. Ma un puntino non c’è più, non può più neppure apparire. Si chiamava Paolo Ponzo, Paolino, maglia numero 7, eterna corsa, solitaria ala destra, uno di quelli che quando l’arbitro sordo e cieco ha fischiato la fine, il popolo vittorioso, che invade il campo, porta sempre in trionfo. Perché al popolo piacciono sudore e lacrime, oltre che l’epica vittoria.”Si è alzato alle 5 di mattina per andare a fare quella maratona, poi non l’abbiamo più visto”, racconta Michela. L’abbraccio con i vecchi compagni del marito è forte, come lo era in campo; perché la vita è questa, non la passione per il denaro, la prurigine, la falsità. Fusco è distrutto, come Grieco; ma anche Bianchi e Padoin non ce la fanno. Sette anni fa, più o meno di questi tempi, era giorno di partita con il Genoa, prima rinviata poi giocata. Il Genoa che lo aveva mollato dopo le giovanile, non credendoci, tanto da spedirlo a Montevarchi. Ponzo, quel 6 aprile 2006, aveva aperto la storia con il passaggio perfetto, la palla che tutti i tifosi spezzini spinsero in rete dopo neanche 2 minuti. E l’aveva data, come per destino, a quello che doveva segnare, perchè così era scritto, Guidetti. L’uomo avvolto nelle insegne patrie. Era iniziato e finito trionfalmente lì quel campionato, che qualcuno dovrà raccontare ai tre figli che Paolino lascia, ma soprattutto al più piccolo, Giovanni, due anni. Dopo quella vittoria, chi scrive chiese ad una serie di calciatori di realizzare una prefazione, per un libro celebrativo della B dopo 55 anni. C’è chi pur nazionale, chiese quasi denari, altri declinarono; accettarono lui, Ponzo, e Javier Zanetti. Paolo si presentò con un foglio scritto a mano dove raccontò del suo grazie alla gente e di ciò che era il calcio per lui:” "Grazie. Questo è il complimento più bello che ho ricevuto da quando gioco al calcio – scrisse- Grazie, con una pacca sulle spalle e le lacrime agli occhi di migliaia di tifosi. Per raggiungere un traguardo così non era sufficiente una squadra normale, ci voleva una squadra straordinaria. Fuori dalla norma, ma non per valori sportivi quanto per quelli morali. Una squadra fatta di uomini ancor prima che di calciatori, dove gli elementi essenziali non erano la tattica e la tecnica, bensì l’umiltà, il rispetto e l’amicizia. Ogni calciatore che veste questa maglia deve sentirsi da una parte onorato, dall’altra fortemente responsabile per ciò che rappresenta. Nessuno pretende risultati eclatanti o vittorie impossibili ma più semplicemente serietà ed impegno. Talvolta provo a pensare alla mia partita perfetta, un gol, due gol, una grande vittoria… niente di tutto ciò. Una partita nella quale dovrei uscire in barella, svuotato di ogni energia fisica e psichica senza curarmi del risultato perché sicuro di essere felice”. Fusco, che insieme ai compagni, si fermerà ieri fino a sera con Michela per assistere al Rosario, racconta:”Ho giocato tanti anni, ma mai visto uno che pensasse così agli altri come lui, che fosse così disponibile. Mai. In un mondo particolare”. Grieco è uno che con lui ha vissuto sei anni, 2 a Modena, 2 a Spezia, 2 a Reggio, sdrammatizza un po’, per far capire l’omino che correva felice e che rifletteva la passione che gli aveva dato la vita:”Per lui prima veniva il correre, poi il calcio. Mi ricordo a volte in campo; lui a sgroppare e smarcarsi, io a non vederlo, era oltre il mio pensare; poi, nello spogliatoio io mi scusavo e lui che mi diceva ‘ ho sbagliato io, non ero nella posizione giusta’.”Con il Modena arrivammo in A, tennero lui, non me, segno che la sua importanza era forte. Se ne va un fratello”. Antonio Soda, il tecnico che lo ebbe a Spezia, trattiene a stento le lacrime:”Ho ricevuto una telefonata a tarda sera, Marco Gorzegno. Paolino è morto. Non riuscivo e non volevo capire. Fu fondamentale in quelle due stagioni, faceva correre la squadra anche in allenamento, ti seguiva più degli altri, era un calciatore diverso, non comune, così come la persona”. I quattro sono sempre lì, lasceranno Pietra Ligure in tarda serata dopo la Messa, non riescono a vedere la salma, trattenuta per l’autopsia. Rientrano in macchina silenziosi, in una partita che è divenuta dipartita, ed il loro vivere di calcio, con tutte le ossa, per un attimo si frantuma.”Vorrei chiudere con un invito – concludeva Ponzo in quella prefazione- in un mondo che va sempre di corsa provate, non dico a fermarsi, ma solo a camminare per un’ora. Rimarrete stupiti di quanta strada farete, con le gambe e con la mente. Grazie". No grazie a te, Paolo, da una città fatta stadio. L’applauso dovrebbe arrivare anche nello Stadio dei sogni. Lì c’è spazio anche per i mediani generosi, pronti a corre anche sulle nuvole.

conto corrente per raccolta Fondi per ricordare Paolo Ponzo
it44b0603049770000046491040



© RIPRODUZIONE RISERVATA
<< Elenco Post

I Vostri commenti

Sharon Dolcelli
Martedì 26 marzo 2013 alle 17:36:16
avevo solo otto anni quando ti ho conosciuto ma mi sei entrato subito nel cuore con il tuo modo di fare da persona normale, anche se quando eri in campo volavi, correvi sempre,e facevi correre con te tutta la squadra con te ho provato tante gioie tutte le vittorie con lo spezia, la promozione,la salvezza,e il tuo essere normale quando uscivi dal parcheggio dell'alberto picco e noi tutti li ad aspettarvi e ci salutavi tu per primo e con un sorriso te ne andavi, ora so che anche lassù tu continuerai a correre come hai sempre fatto qui..... CIAO PAOLINO NON TI DIMENTICHERO' MAI

Scrivi un commento



Per inviare un commento devi essere loggato.








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News