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Lo Spezia è la vaselina sul comodino

Il giorno dopo Spezia-Alessandria me ne stavo poggiato sul tavolo della sala, strafatto di farina lattea accettabilmente tagliata, a cercare di convincere mia figlia che Di Carlo non sarebbe mai riuscito, malgrado ogni sforzo, a dare un senso a questa stagione. Lei mi guardò, accennò un sorriso, e mi tranquillizzò dicendomi che l'unico vero problema dello Spezia era la sciarpa rosa di Nanni Grazzini che, secondo il candore del suo personalissimo punto di vista, portava sfiga.
Cioè, in realtà lei si è limitata ad indicare il suo pannolino esclamando "cacca, cacca!!" ma intendeva dire chiaramente questo.
Diciamo che per definire il nostro attuale momento mi viene in mente un articolo che ho letto tempo fa su una rivista, nel quale una giovane fanciulla chiedeva consigli su come risolvere i problemi di acne e delle conseguenti difficoltà a rapportarsi con l'altro sesso.
La soluzione è molto semplice e io la conosco bene.
Ora, considerata l'integrità morale delle persone che hanno voglia di leggere questo blog, immaginerete benissimo quale tipo di consiglio potrei suggerire. Ebbene no, spalmare liquido seminale sul viso non risolve il problema acne.

La soluzione, care signore, si chiama Vasellina.

E non è neanche necessario spalmarsela sul viso, perché l'acne non accennerà a diminuire. Sarà semplicemente sufficiente lasciarne un tubetto di discrete dimensioni sul comodino e vedrete che i giovanotti che vi porterete a casa saranno ben felici di chiudere un occhio rispetto al vostro problemino dermatologico.
Ecco, lo Spezia di oggi rappresenta la vasellina sul comodino.
Non saremo bellissimi da vedere, non saremo eccitanti come una punizione di Giotto Caverzan o un lancio millimetrico di Orocini, ma quando fai 13 punti in 5 partite non mi pare il caso di fare tanto gli schizzinosi.
Riconosciamo a Di Carlo il merito di tutto ciò.
Avevamo proprio bisogno di qualcuno che mettesse in ordine casa, restituendoci quel mordente che sembrava ormai scomparso come una pallone crossato da Renato Buso. È un po' come quando vivevo a Parma durante gli anni dell'università, dove per un certo tempo ho vegetato in condizioni igieniche di poco superiori a quelle vigenti in un qualsiasi campo rom. Una volta l'amministratore del condominio ha insistito per entrare nell' appartamento ed ero talmente imbarazzato che sono corso a cagare sul letto e gli ho detto che mi avevano appena svaligiato gli zingari. Poi abbiamo assunto una nigeriana che avevo conosciuto nel nostro discount di fiducia, che nel giro di pochi giorni ha restituito un briciolo di dignità all'immobile.

Ora, non è esattamente quello che è successo allo Spezia ma il principio è lo stesso.
Pensatela come volete ma tornare improvvisamente in zona playoff è come passare la notte con la moglie di Colacone dopo aver pisciato nel giardino di Caruezzo: sei così eccitato che non hai certo voglia di scrivere metafore decenti.
Ad ogni modo, adesso sotto con la Ternana, carichi e concentrati come uno spacciatore in prossimità di un posto di blocco. E a proposito, questa storia che ultras è sinonimo di persona propensa al consumo di alcol e/o droga, lasciatemelo dire, deve finire. Non è sperimentalmente dimostrato che la continua frequentazione della curva favorisca il consumo di droghe leggere o pesanti, ma le statistiche testimonierebbero che una buona fetta di coloro che abusano di sostanze di un certo tipo sono assidui frequentatori di curva. Che sarebbe grossomodo come dire che dal momento che tutti i gay si fanno le sopracciglia, la circostanza che me le faccio anche io lascerebbe intendere che mi piacerebbe fare la doccia con Ebagua.
Si collegano cioè due eventi ben distinti attraverso un risibile nesso di causalità per giungere a conclusioni a dir poco allarmistiche. Che poi si tratta di una teoria facilmente superabile dalla comune esperienza di tutti i giorni.

Voglio dire. Quanti amici avete? Diciamo un centinaio.

Fra questi 100 amici in quanti sono andati almeno una volta al Picco a vedere lo Spezia. Diciamo 70. Ora ditemi, fra questi 70 amici, in quanti seguono lo Spezia assiduamente anche in trasferta.
Facciamo 5. E quanti, fra questi 5 amici, hanno fatto una trasferta a Bassano del Grappa qualche anno fa dove a causa di un tragico mix di alcol ed altri additivi dalla dubbia legalità e provenienza hanno vomitato sul pullman e si mettono ora a scrivere cazzate su Città della Spezia per divertire un manipolo di mugugnoni frustati?
Ah, non guardate me.
Io non sono vostro amico.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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I Vostri commenti

Filippo Lubrano
Mercoledì 24 febbraio 2016 alle 04:09:07
Luca, a me fai sganasciare. Mille di queste metafore dell'era mandorliniana! :)
Marina Blau
Martedì 23 febbraio 2016 alle 14:29:24
... bah... volevi far ridere ,provocare o indignarci? abbastanza volgare decisamente...di cattivissimo gusto la colpa non è la tua " creatività letteraria" ... ma di chi ti da la possibilità di pubblicare queste perle senza almeno leggerle.Bravissimo

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