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tantoneghevenoandae

Sull'autobus dell'amore con Mario e Emanuele

In concomitanza con il giorno di San Valentino non c'è niente di meglio che il calendario possa offrirti che un delicatissimo quanto irrinunciabile Spezia-Livorno.
Sostanzialmente, quindi, ho trascorso la settimana a devastarmi l'ipotalamo di radiazioni per giustificarmi al cellulare riguardo a gite fuori porta cui avrei dovuto partecipare, a partite che si giocano la domenica anziché il sabato come al solito, alle tracce di urina misteriosamente rinvenute sulla tavoletta del water di casa, mentre gli ultimi anni della mia florida giovinezza marciscono lenti sotto il peso dei sensi di colpa verso una persona che, non solo perché suppongo possa chiedere ed ottenere tranquillamente una separazione con addebito, non esito a definire meravigliosa.
Ora qualcuno di voi potrebbe eccepire che questo sia una sorta di contentino ovvero un ipocrita complimento strettamente correlato al fatto che la signora in questione potrebbe leggere questo pezzo. Nel complimentarmi per l'inopportunità dell'osservazione, mi rendo conto che la prospettiva è verosimile ma sappiate che è del tutto campata in aria.
Vi ho già detto quanto amo mia moglie?

Ma veniamo al match.
Oggi c'è l'odiato Livorno e la curva risponde alla grande, facendo vibrare le corde di quel meraviglioso e complicatissimo strumento di gioia e passione che noi romantici chiamiamo Cuore. L'atmosfera è di quelle giuste e l'amore che si respira nell'aria si manifesta in tutta la sua sincerità con una toccante interpretazione di O figi de bagassa.
Dopo appena 15 minuti Calaiò si ricorda di essere un sicario dell'area di rigore e, spalle alla porta, manda alle ortiche il difensore incrociando sull'angolo opposto. Palla in rete e corsa sotto la curva con gli occhi gonfi di gioia misto adrenalina, regalandoci un momento di puro romanticismo secondo solo ad una sveltina sulla spiaggia del Tropicana, a Marinella, in quell'alcova naturale che il lento ed inarrestabile logorio delle onde aveva creato fra due scogli.
O forse erano due addetti alla vigilanza. Ma che importanza ha?
Ciò che conta è che lo stesso Calaiò, dopo una manciata di minuti, incorna uno splendido invito di De Col, infilzando per la seconda volta un Livorno in evidente stato di ebrezza. Si gonfia la rete e il nostro settore si abbandona alle consuete scene di isteria collettiva. Bisticci con la donna, bestemmi, imprechi, spendi tempo, denaro e tanto fegato per quella che in fondo è solo una partita di calcio, e tutto per assaporare quel preciso momento. Perché in fondo, l'essenza di tutto ciò è racchiusa in quei pochi, bellissimi ed intensissimi secondi.
Quando ti ritrovi un paio di gradoni più in basso, abbracciato ad un tizio sulla quarantina, di cui ignori le generalità ma che in quel momento lo ami così tanto che lo menzioneresti nel tuo testamento, quando sei in quello stato di alterazione psichica che solo un gol ti può far provare. E anche qualche droga, siamo d'accordo.
Ma non è questo il punto.

Il punto lo mette Super Mario Situm quando, a metà del secondo tempo, accende l'autobus dell'amore portandoci tutti ad una specie di bordello a cielo aperto, dove fra baci, abbracci e penetrazioni selvagge si festeggia un definitivo, entusiasmante e carnevalesco tre a zero.
Niente proclami, per carità. Questo Spezia, ad oggi, mantiene le stesse probabilità di andare in serie A che ho io di vincere il premio di Miss Maglietta Bagnata 2016.
Qualora ve lo state chiedendo, decisamente poche.
Malgrado i capezzoli di tutto rispetto.
Ma dopo una partita così, dopo un derby stravinto, dopo 10 punti in 4 partite, la vostra donna comprenderà certamente le ragioni di ogni vostra rinuncia.
Mi rendo conto che rinunciare ad una partita dello Spezia per andare, che ne so, ad una mostra d'arte contemporanea dei miei coglioni, conferirebbe, agli occhi della vostra ragazza, una miscela esplosiva di sensibilità artistica, profondità emotiva e fascino da finto intellettuale ad un prezzo decisamente più contenuto del ristorante giapponese cui provincialotti pianificavate di portarla.
Sia chiaro, non sto dicendo che rinunciare allo Spezia sia una cosa giusta. Sto solo dicendo che se fossi una donna ed il mio uomo rinunciasse ad una partita del genere per stare con me penso che faremmo sesso abbracciati tutta la notte, mi farei venire dentro, piangerei dopo l'orgasmo e gli chiederei di passare con me il resto della sua vita. A quel punto, però, sarebbe probabilmente costretto ad uccidermi buttando il cadavere nel Magra, lacerandosi dai sensi di colpa, disperdendo nell'ambiente pericolose sostanze tossiche, ma soprattutto contribuendo ad alimentare l'ennesimo, prevedibile e stomachevole pippone mediatico sul femminicidio.
Quindi no, per favore.
Non rinunciate mai allo Spezia.
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