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Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Maggio - ore 08.04

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Gocce di Cina

Capodanno Cinese in musica

Un programma artistico dall’anima interculturale, in un continuo contrappunto linguistico e culturale tra Italia e Cina: il concerto di sabato pomeriggio per celebrare la Festa di Primavera (Chunjie 春节, ossia il Capodanno Cinese) è stato un evento caloroso e sincero, che ha offerto due piacevoli ore di intrattenimento musicale ed ha visto protagonisti interpreti sia italiani che cinesi.

L’evento si è svolto all’interno della chiesa metodista di via Da Passano e ha potuto vantare le presenze del console Wang Fuguo 王辅国, della direttrice dell’Istituto Confucio di Firenze Cai Xiaoli 菜潇丽, dell’assessore allo sviluppo economico Alessandro Pollio, del prefetto Mauro Lubatti, del presidente del Conservatorio Giacomo Puccini Guido Ferrari e del vicedirettore Endrio Luti, oltre che un buon afflusso di pubblico, in particolare cinese.

La scelta di utilizzare questa formula per celebrare una festività tradizionale coinvolgendo anche il pubblico italiano nasce dalla consapevolezza che la musica, pur nelle sue molteplici e differenti declinazioni, costituisce un potente strumento di dialogo interculturale, di fronte al quale le barriere linguistiche e sociali cadono e rimane esclusivamente la fruizione di questo linguaggio universale. E’ da questa profonda consapevolezza che si muove l’attività organizzativa del sig. Zhou Wanli 周万里, principale curatore dell’evento e collegamento tra le istituzioni locali e cinesi: la cultura permette di creare momenti d’incontro tra due comunità che, come quella italiana e quella cinese, anche nella nostra città spesso si sfiorano solo superficialmente, senza una reale e più profonda interazione.

Nel contesto della comunità cinese spezzina, la presenza degli studenti che frequentano il Conservatorio è sempre più significativa ed è un vero e proprio anello di congiunzione tra di essa e la realtà locale spezzina. Impegnati nello studio di vari strumenti (dagli archi al pianoforte) e del canto lirico, questi diciannove ragazzi sono arrivati in Italia grazie al progetto Turandot, integrazione rivolta agli studenti delle Accademie di Belle Arti e dei Conservatori del programma Marco Polo, quest’ultimo sviluppato dalla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) nel 2006 e studiato per incrementare il numero degli studenti cinesi nelle nostre università, allo scopo di intensificare le relazioni culturali, tecniche e scientifiche tra Italia e Cina.

Il concerto che si è svolto sabato ha costituito il contributo concreto del Conservatorio alla creazione di momenti d’incontro tra la realtà spezzina e quella cinese: un contributo a tutto tondo, essendosi esibiti sia alcuni degli studenti cinesi del progetto Turandot sia le soprano Natalia Kornach e Claudia Muntean, con il prezioso supporto degli insegnanti. Questa duplice anima musicale si è espressa in un programma interessante e armonioso, in cui alle arie di Puccini, Donizetti, Verdi, Rachmaninov e Spontini si sono affiancati canti popolari cinesi, eseguiti dalla soprano Wang Haili 王海郦 e dall’ensemble formato da Dong Shuo 董硕 e Zhang Shu 张舒 (pianoforte), Liu Yang 刘洋 (violoncello), Wu Wanyi 吴婉艺 (violino) e dalle coriste Ye Zihan 叶紫涵, Jin Shiyan 金诗雁, Xu Xiaojing 金诗雁 e Deng Junyu 邓君宇. Nell’ensemble, inoltre, si è esibita Bu Xiaoran 卜小冉 allo erhu 二胡, uno strumento simile al violino e che si suona con l’archetto, ma con sole due corde ed una piccola cassa armonica di forma esagonale od ottagonale; lo erhu è uno strumento antichissimo e di straordinaria espressività nonostante la semplicità della sua costruzione.
Il concerto si è concluso con un brano particolarmente caro al pubblico cinese, ma conosciuto ed apprezzato anche da quello italiano: si tratta infatti della canzone popolare “Fiori di gelsomino” (Molihua 茉莉花), famosissima in Cina, e divenuta famosa in Europa per essere stata inclusa da Puccini nella Turandot.

Musica come strumento di dialogo quindi, ma anche di gioia e momenti condivisi: non a caso nella lingua cinese il termine musica (yuè 乐) si scrive nello stesso modo di felicità (lè 乐); da questo gioco di parole nasce un’affermazione del filosofo Confucio che condividiamo ancora oggi: “la musica è un piacere di cui la natura umana non riesce a fare a meno” (fu yue zhe le ye, ren qing zhi suo bu neng mian ye 夫樂者樂也,人情之所不能免也).
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