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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Maggio - ore 17.25

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L'ultimo dribbling

Il Mestiere del Doping (dialogo da bar con Federico Leporati)

Alcuni anni fa, ma non ere geologiche, un addetto ai lavori irrise Sandro Donati:”Ha accusato di doping mezzo mondo, dicendo di Ben Johnson che era pieno di somatotropina,, di Angella Issajenko, del suo allenatore Charlie Francis…”. Mesi dopo, un laboratorio antidoping di Seul darà risposte sul canadese, senza neanche che Donati si fosse mosso da una sedia. Quello di ieri, come quello di oggi, è solo il vento che passa, una scossa dal cielo, sulla testa dell’atletica. Fino allo scandalo nulla compare, dopo il sole acceca. Uno scandalo mondiale quello che è scoppiato ieri, che ti porta a dubitare anche di medaglie d’oro alle Olimpiadi di Londra, tre anni fa. Fai fatica, da padre e giornalista, che ha una figlia che fa atletica, a starci dentro il ragionamento, a non avere dubbi, a dire a Lei che la vergogna non è sport. Il rifugio lo regala una faccia di sport pulito, Federico Leporati, in un dialogo da bar, su quello che è il Mestiere del Doping, non più lo Sport del Doping, come lo ha descritto Sandro Donati, ancora lui, in un libro.
Leporati, Povera atletica:
“Povero Sebastian soprattutto. Il mitico Coe, neopresidente IAAF (federatletica mondiale) inizia il suo mandato molto “in salita”. L’avesse saputo magari prima....In questi giorni, lo scandalo dei controlli antidoping mai effettuati o “coperti” dalla precedente gestione presieduta dal senegalese Lamine Djack, ha travolto, per ora, la federatletica e il mondo sportivo russo, ma anche noi”.
Conseguenze?:
“Potranno, forse, essere veramente pesanti, con la possibile revisione delle classifiche delle gare nelle piu’importanti manifestazioni internazionali dove atleti russi di spicco hanno preso medaglie e piazzamenti di vertice. Si parla addirittura di possibile esclusione della Russia stessa dalle prossime manifestazioni internazionali, questo quanto richiesto dalla WADA (agenzia mondiale antidoping)”.
L’immagine dell’atletica ne esce con tanto di quel fango in faccia da far paura:
“Dal punto di vista dell’immagine dell’atletica nel suo insieme, una brutta botta, soprattutto per chi ha operato sempre nelle regole e prodotto risultati comunque. L’atletica leggera esce male da questo scandalo, non c’e’dubbio. Sara’ difficile fare i dovuti distinguo. Le persone corrette (atleti, allenatori e dirigenti) che si muovono correttamente nello sport, non possono essere contente nel sentirsi in qualche modo accomunate in un movimento nel quale hanno partecipato con l’idea di innalzare la qualita’ morale della propria vita”.
Non tanto nelle pieghe, ma sembra che tutto abbia orizzonti più larghi, l’indagine Iaaf è estesa al Kenya. Un ex medico fa trapelare 12 mila test fatti tra il 2001 ed il 2012, a 500 atleti, con tantissimi valori anomali:
“Si, non solo Russia, attenzione! Il significato di quest’ultimo terremoto rappresenta soprattutto un’esemplificazione di quanto avviene comunemente in qualsiasi nazione. Non c’e’differenza fra ipotetico “doping di stato”, accertato nella ex Germania dell’Est un ventennio fa, questo nuovissimo della Russia e le iniziative dei tanti singoli e piccoli team sparsi nel mondo e “curati” da medici spregiudicati che utilizzano la loro cultura medica specifica e la loro ipotetica conoscenza della metodologia dell’allenamento per stravolgere le naturali gerarchie che si stabilirebbero con una partecipazione corretta e leale da parte di tutti”.
E poi ci sono i giovani, quelli che guardano, che si allenano ogni giorno e che aprono gli occhi, attoniti:
“Diventa difficile motivare la nostra gioventu’ in un contesto dove immagini che potresti arrivare comunque a competere in una lotta impari. Piu’ di un sospetto potra’ indebolire qualsiasi motivazione, anche la piu’ forte. Adesso e’ auspicabile che in tutti i paesi del mondo venga giustamente riconsiderata la portata enorme, in termini numerici e qualitativi, del fenomeno doping. Non e’ assolutamente marginale e circoscritto a poche nazioni o situazioni. In Italia ad esempio, nella Procura di Bolzano e’ in corso un’indagine con molti elementi di discussione su fatti riguardanti procedure, soggetti e fatti in materia di doping che, se definitivamente accertati, possono contribuire a riallineare tutti, almeno nell’atletica, verso una corretta partecipazione sportiva. Non e’ bello che questo possa avvenire, qui da noi, prevalentemente al di fuori del sistema sportivo. Cosi’, o niente....meglio cosi’, intanto”
Da Stefano Mei a storie come queste, due mondi distanti ma purtroppo sulla stessa atmosfera:
“In attesa di ulteriori sviluppi sul piano internazionale, nel frattempo e’ consolante che, chi in passato ha voluto a tutti i costi utilizzare l’atletica leggera come spettacolo circense senza contenuti morali ed educativi, ne paghi le conseguenze. Ci auguriamo che “il conto” non arrivi solo per gli atleti, da sempre l’anello debolissimo di un sistema che ti sfrutta e poco dopo ti dimentica. L’atletica e’altro, e’ filosofia di vita, passione e orgoglio di giovani sani giustamente motivati. I farmaci non possono e non devono annientare questi valori.”
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