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La dura Legge del Goal

Tesseramenti dei calciatori minori non validi?

Possiamo definirla una piccola “sentenza Bosman” del calcio giovanile dilettantistico quella che è stata emessa qualche giorno fa dal Tribunale Civile di Verbania.
Come riportato dalla Gazzetta dello Sport i fatti iniziano nel 2011 con la firma da parte di un calciatore minore con la società di calcio Virtus Villadossola che disputa il campionato Juniores. L’anno seguente però la squadra non si iscrive al campionato, pertanto, per “riscattare” il proprio cartellino, il ragazzo avrebbe dovuto pagare la società per potersi liberare e giocare in un’altra squadra. Ma i genitori del ragazzo non ci stanno e per questo motivo hanno deciso di citare in giudizio la società innanzi l’Ufficio del Giudice di Pace di Verbania per ottenere la rescissione del tesseramento. Il Giudice di Pace ha dato loro ragione, e anche in secondo grado, a seguito di appello da parte della controparte, il Tribunale Civile di Verbania ha confermato, seppur modificandone in parte i termini, la sentenza di primo grado.
Difatti il giudice Mauro D’Urso ha stabilito che il contratto di un giovane calciatore non è “ordinaria amministrazione”, come l’ha sempre ritenuto la Federazione Italiana Giuoco Calcio, ma “straordinaria amministrazione” e pertanto, oltre alla firma in calce come garanzia dei due genitori, è necessaria anche l’autorizzazione da parte del giudice tutelare. In caso contrario il contratto è da non ritenersi valido. E con esso tutti i contratti in essere e già firmati senza l’autorizzazione del giudice tutelare, con l’abolizione di fatto del c.d. vincolo sportivo sempre oggetto di aspro dibattito nel calcio giovanile dilettantistico.
Tuttavia c’è da dire che F.I.G.C. e L.N.D., oltre a valutare l’eventuale ricorso alla Suprema Corte di Cassazione, si sono subito attivate chiedendo il sussidio del C.O.N.I. per cercare di porre rimedio a tale interpretazione giurisprudenziale ed evitare così che detta sentenza possa creare un precedente. Difatti c’è il rischio che possano essere dichiarati non validi decine di migliaia di contratti già firmati, mettendo così a rischio migliaia di tesseramenti e i relativi vincoli e premi di valorizzazione ad oggi vigenti che le società più importanti sono costrette a pagare alle piccole società che hanno cresciuto il calciatore creando danni notevoli per tutto il calcio dilettantistico.

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